ISTAT: la pressione fiscale in Italia sfonda il tetto del 50%
I nuovi dati ISTAT mostrano un crescente aumento delle tasse a carico delle famiglie italiane, riducendone potere d’acquisto e propensione al risparmio.

I dati relativi al quarto trimestre 2024 appena rilasciati dall’ISTAT offrono una cartina al tornasole della condizione economica delle famiglie italiane. Pur mantenendo una certa capacità di reddito, si trovano a fare i conti con una flessione del potere d’acquisto e una minore propensione al risparmio.
Questo scenario si inserisce in un contesto di crescita dei consumi, ma anche di aumento delle imposte e della pressione fiscale, che pongono interrogativi sulla sostenibilità del modello economico attuale.
Pressione fiscale oltre il 50%
Nel quarto trimestre del 2024, la pressione fiscale ha raggiunto il 50,6%, segnando un aumento di 1,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo dato suggerisce che, mentre il Paese sta cercando di recuperare terreno sul fronte della spesa pubblica e della sostenibilità fiscale, i cittadini e le famiglie stanno sopportando un fardello sempre più pesante, che potrebbe influire ulteriormente sulla loro capacità di spesa e risparmio.
Cala il potere d’acquisto delle famiglie
Nel quarto trimestre del 2024, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici ha registrato una lieve diminuzione dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. Tuttavia, in termini tendenziali, rispetto allo stesso periodo del 2023, si osserva una crescita del 2,0%. Un dato che suggerisce una lieve flessione rispetto al trimestre precedente, ma una tenuta su base annua.
Parallelamente, il potere d’acquisto ha subito una contrazione del 0,6% rispetto al trimestre precedente, influenzato dall’aumento dei prezzi dei consumi finali (+0,5%) e dal calo del reddito disponibile in termini reali.
Le famiglie vedono ridursi il potere di acquisto proprio mentre la spesa per consumi finali cresce, attestandosi a un +0,7% nominale rispetto al trimestre precedente.
Ancora difficile riuscire a risparmiare
Un altro dato interessante riguarda la propensione al risparmio, che nel quarto trimestre 2024 ha subito una diminuzione di 0,6 punti percentuali, scendendo al 8,5%.
Sebbene questo possa sembrare un dato preoccupante, va notato che il risparmio delle famiglie rimane comunque superiore rispetto ai livelli pre-pandemia, segnalando una prudenza finanziaria che ancora caratterizza il comportamento delle famiglie italiane.
Imprese in un quadro di incertezze
Il settore delle società non finanziarie ha mostrato una flessione nella quota di profitto che si è attestata al 42,4%, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Pur registrando un calo dei profitti, però, mostrano segnali di resilienza attraverso un incremento degli investimenti.
Il tasso di investimento delle società è infatti aumentato al 22,1%, registrando un incremento del 0,3 punti rispetto al trimestre precedente, segno di una certa fiducia nel futuro e nell’espansione produttiva, nonostante le difficoltà economiche.
Il settore Pubblico “fa cassa”
In questo fosco scenario, brillano i conti delle Amministrazioni Pubbliche (AP). Il settore ha registrato netti miglioramenti rispetto al 2023. Come commenta l’ISTAT:
Per la prima volta dal quarto trimestre del 2019, nel quarto trimestre 2024 le AP hanno registrato un accreditamento netto a seguito di un sostanziale contenimento della spesa rispetto all’incremento delle entrate.
Il saldo primario delle AP (indebitamento/accreditamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo, con un’incidenza sul Pil del 4,1% (-2,8% nel quarto trimestre del 2023). Anche il saldo corrente ha registrato un valore positivo, con un’incidenza sul Pil del 5,9% (era positivo – al 4,5% – anche nel quarto trimestre 2023).
Indicatori e trend
I dati evidenziano la necessità di politiche mirate a stimolare la crescita economica e supportare il reddito delle famiglie riducendo la pressione fiscale, in un contesto che richiede più equilibrio tra risorse pubbliche e capacità di spesa del settore privato.