Investimenti: con i dazi, torna lo spettro inflazione
Le dinamiche commerciali promosse da Trump innescano la volatilità e rimescolano il sentiment degli investitori, con l’inflazione che torna in cima alle preoccupazioni. Se nel quarto trimestre dello scorso anno gli investitori retail italiani si mostravano propensi al rischio e proni nell’aumentare l’esposizione a criptovalute e azionario, infatti, in questo inizio anno prevale una certa... Leggi tutto

Le dinamiche commerciali promosse da Trump innescano la volatilità e rimescolano il sentiment degli investitori, con l’inflazione che torna in cima alle preoccupazioni. Se nel quarto trimestre dello scorso anno gli investitori retail italiani si mostravano propensi al rischio e proni nell’aumentare l’esposizione a criptovalute e azionario, infatti, in questo inizio anno prevale una certa cautela, con gli investitori che cercano rifugio negli asset domestici.
Questo quanto emerge dall’ultimo Retail Investor Beat, sondaggio condotto su base trimestrale dalla piattaforma di trading e investimento di eToro, su un campione di 10.000 investitori retail distribuiti in 12 paesi nel mondo, di cui 1.000 in Italia.
L’inflazione torna in cima alle preoccupazioni degli investitori
Il sondaggio mostra come l’inflazione sia salita all’apice delle preoccupazioni degli investitori retail italiani in questi primi tre mesi del 2025, con il 21% degli investitori che la identifica come la primaria minaccia per i propri investimenti. Permane, inoltre, una certa incertezza per lo stato di salute dell’economia globale (19%), così come per l’andamento dello scenario geopolitico (19%).
Quale ritiene sia la minaccia più seria per i suoi investimenti? | ||
25Q1 | 24Q4 | |
Inflazione | 21% | 17% |
Andamento dell’economia globale | 19% | 25% |
Conflitti | 19% | 20% |
Andamento dell’economia italiana | 12% | 10% |
Aumento tasse | 11% | 8% |
Alti tassi di interesse | 8% | 10% |
Aumento debito pubblico | 6% | 6% |
Massimo Citoni, Regional Manager Italia di eToro, ha commentato: “Con la nuova amministrazione Trump l’attenzione si sta concentrando soprattutto sulle politiche commerciali e sul rischio di un’escalation dei dazi bilaterali sulle importazioni da e verso gli Stati Uniti. Questo tema riaccende i timori di una nuova fiammata dell’inflazione, preoccupazione che non viene attenuata dalle recenti letture che vedono un’accelerazione dell’indice dei prezzi al consumo in Italia nel mese di marzo”.
Prese di profitto sulle cripto. L’Italia sale nei portafogli
Nel primo trimestre, gli investitori hanno operato dei cambiamenti nell’allocazione del loro portafoglio, preferendo diminuire la propria esposizione ai cripto-asset, presenti in un portafoglio su quattro (26%), in discesa rispetto al 32% al termine del quarto trimestre 2024. Aumenta, al contrario, l’esposizione agli asset italiani presenti nei portafogli di un investitore retail italiano su due: il 49% degli intervistati dichiara di investire nell’azionario domestico, mentre il 54% detiene obbligazioni del Bel Paese.
In quali asset class investe attualmente? | ||
25Q1 | 24Q4 | |
Cripto-asset | 26% | 32% |
Azionario domestico | 49% | 44% |
Azionario estero | 34% | 34% |
Materie prime | 28% | 28% |
Obbligazionario domestico | 54% | 43% |
Obbligazionario estero | 28% | 27% |
Asset liquidi | 55% | 60% |
“In questo inizio anno i cripto-asset hanno subito forti oscillazioni, ritracciando dai picchi raggiunti in gennaio. Il rallentamento dei mercati americani, dove il sentiment rimane teso, e l’avversione al rischio si stanno riflettendo con forza nel comparto crypto, che sta subendo anche la delusione di alcuni investitori che si immaginavano mosse più nette dell’amministrazione Trump a favore del comparto cripto”, prosegue Citoni.
“Sebbene ci siano state delle prese di profitto, la popolarità di questa asset class rimane elevata. Non dobbiamo dimenticare che le cripto hanno fatto sì che molti giovani si avvicinassero ai mercati, diversificando gradualmente l’allocazione del proprio portafoglio grazie anche ai guadagni dagli investimenti in cripto-asset. Lo abbiamo riscontrato anche in eToro, per questo la piattaforma permette di convertire il valore di cripto trasferite da exchange esterni in valuta fiat, così che gli investitori possano sbloccare i propri capitali e diversificare su più asset class”, continua il regional manager Italia di eToro. “In questo contesto, gli investitori hanno cercato rifugio dalla volatilità negli asset italiani, sulla scia del buon andamento dei titoli domestici e sulla sicurezza psicologica data dalle obbligazioni”.
Vacilla il trono degli Stati Uniti: gli investitori retail italiani guardano all’Europa
I dati raccolti evidenziano un calo nella fiducia sull’andamento del mercato Usa a favore di quelli europei. Rispetto al 42% del quarto trimestre 2024, nel primo trimestre di quest’anno la percentuale degli investitori retail italiani che continua a credere che saranno gli asset statunitensi a garantire il ritorno più alto nel lungo termine è scesa al 33%. In aumento (28% rispetto al 21% del quarto trimestre 2024), invece, chi punta sul Vecchio Continente, che sale al secondo posto nella lista dei mercati più promettenti in termini di performance nei prossimi anni.
Quale mercato dovrebbe generare il ritorno più alto nel lungo termine? | ||
25Q1 | 24Q4 | |
USA | 33% | 42% |
Europa | 28% | 21% |
Cina | 25% | 31% |
Mercati Emergenti | 24% | 23% |
Giappone | 16% | 17% |
Regno Unito | 6% | 8% |
Australia | 6% | 7% |
Citoni conclude: “I mercati europei sono stati spesso trascurati perché gli investitori si sono concentrati sui titoli growth statunitensi. Tuttavia, con l’incertezza della politica economica negli Stati Uniti e il rischio di concentrazione negli indici più ampi, un numero maggiore di investitori si sta rivolgendo all’Europa per diversificare e proteggere il proprio capitale. Le valutazioni interessanti, le politiche orientate alla crescita e le recenti buone performance di settori chiave come la difesa, l’energia e i beni di lusso stanno suscitando un rinnovato interesse per la regione”.