L’asset allocation di Candriam dopo il dopo il Liberation Day

Il ritorno delle tensioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa sta generando preoccupazioni crescenti per le economie globali. In particolare, i dazi imposti dal presidente Trump e le relative contromisure potrebbero innescare uno shock economico significativo. A fornire un’analisi dettagliata è Nicolas Forest, Chief Investment Officer (CIO) di Candriam, che ha condiviso con i mercati... Leggi tutto

Apr 4, 2025 - 14:07
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L’asset allocation di Candriam dopo il dopo il Liberation Day

Il ritorno delle tensioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa sta generando preoccupazioni crescenti per le economie globali. In particolare, i dazi imposti dal presidente Trump e le relative contromisure potrebbero innescare uno shock economico significativo. A fornire un’analisi dettagliata è Nicolas Forest, Chief Investment Officer (CIO) di Candriam, che ha condiviso con i mercati e gli investitori il suo punto di vista su come questi sviluppi potrebbero influenzare l’economia mondiale e le strategie di investimento.

Secondo Forest, l’incertezza causata dai dazi rappresenta una minaccia concreta per l’economia statunitense, con una possibile recessione entro la fine del 2025 sempre più probabile. “Riteniamo che il nostro scenario di base, secondo cui gli shock politici e il sentiment negativo arresteranno l’espansione economica, sia diventato più probabile di quello di un ‘soft landing’,” ha dichiarato Forest, evidenziando come la situazione stia evolvendo verso una contrazione economica più marcata.

Nel contesto di questa crescente incertezza, la Federal Reserve (Fed) potrebbe essere meno reattiva di quanto previsto in passato, aspettando segnali più chiari prima di intraprendere ulteriori misure di allentamento monetario. “Per il 2025, ci aspettiamo dalla Fed tre ulteriori tagli,” ha aggiunto Forest, suggerendo che, nonostante l’inflazione, la Fed adotterà un approccio prudente in attesa di una valutazione più completa dell’impatto dei dazi.

Eurozona: una reazione mista alla crisi

Spostando l’attenzione sull’Eurozona, Forest ha sottolineato che le prospettive di crescita sono ora molto più incerte, con l’1% previsto per il 2025 ora messo in discussione. Sebbene alcuni analisti abbiano rivisitato al rialzo le loro previsioni di crescita grazie a iniziative come il piano ReArm Europe/Readiness 2030 e i cambiamenti nelle politiche fiscali della Germania, Forest rimane scettico. “La nostra view è di maggior cautela riguardo al sostegno economico a breve termine che potrebbe venire dal piano ReArm Europe e dal dietrofront della Germania sulla politica fiscale,” ha affermato, avvertendo che l’imminente guerra commerciale con gli Stati Uniti continuerà a mettere sotto pressione le economie europee.

La crescente incertezza in Europa potrebbe spingere le aziende a rallentare gli investimenti e le assunzioni. Forest ha messo in evidenza che l’Europa, essendo una regione altamente dipendente dal commercio internazionale, potrebbe entrare in una fase di debolezza nei prossimi trimestri, piuttosto che vedere una crescita sostenuta. “L’Europa è un’area molto aperta e piuttosto sensibile alla crescita mondiale,” ha dichiarato Forest, suggerendo che le turbolenze commerciali globali potrebbero impedire un’espansione vigorosa.

La Bce e le misure di supporto

Sul fronte della politica monetaria, Forest prevede che la Banca Centrale Europea (BCE) possa intervenire per mitigare l’impatto negativo dei dazi. “Ci aspettiamo che la BCE riduca i tassi di almeno altri 50 punti base, ma potrebbe tranquillamente abbassarli al di sotto del 2% se necessario,” ha spiegato Forest, indicando che la BCE è ben posizionata per rispondere a un contesto di inflazione in calo e incertezze globali.

Un approccio più difensivo per gli investitori

Di fronte a queste sfide, Candriam ha adottato una strategia di investimento più difensiva. “Nelle ultime settimane avevamo già adottato un atteggiamento più cauto nella nostra asset allocation, considerando le crescenti incertezze globali,” ha dichiarato Forest, confermando la riduzione dell’esposizione alle azioni statunitensi. La sua preoccupazione principale è che i dazi potrebbero portare a una revisione al ribasso degli utili aziendali, particolarmente negli Stati Uniti, dove i multipli prezzo/utile sono ancora elevati rispetto alle medie storiche.

Anche l’Eurozona, i mercati emergenti e il Giappone sono stati inclusi nelle strategie di riduzione dell’esposizione. “Sebbene la ricerca di una maggiore diversificazione internazionale possa generare flussi positivi, le tensioni commerciali in corso e le crescenti vulnerabilità esterne potrebbero spingere al ribasso gli indici azionari,” ha osservato Forest.

Protezione tramite asset alternativi

Nel contesto di alta volatilità, Forest ha indicato gli asset alternativi come un rifugio sicuro. “Continuiamo a vedere valore negli asset alternativi, in particolare nei metalli preziosi come l’oro e l’argento, che continuano a rappresentare una protezione efficace in un contesto di elevata volatilità e incertezze commerciali,” ha affermato. Anche le strategie di investimento più tattiche, come quelle azionarie “market neutral”, sono state suggerite come un modo per navigare la volatilità dei mercati senza esporsi al rischio direzionale.

Concludendo, Forest ha tracciato un quadro di cautela per i prossimi mesi, in cui l’incertezza politica e commerciale sembrano destinati a dominare. La sfida per gli investitori sarà quella di proteggersi contro un contesto economico fragile, dove la diversificazione e la selezione di asset difensivi saranno determinanti per affrontare la turbolenza dei mercati.