Impianto agrivoltaico. Il Tar cancella il diniego di San Giuliano Terme: "Trina Solar ha ragione"
La sentenza ordina al Comune termale di valutare ex novo l’istanza presentata dalla multinazionale. Respinta invece la domanda di accertamento proprosta dalla società. L’iter riparte da capo.

di Enrico Mattia Del Punta
SAN GIULIANO TERME
Colpo di scena sul fronte del maxi impianto fotovoltaico a San Giuliano Terme. Il Tar della Toscana ha annullato il diniego con cui il Comune aveva bloccato la realizzazione di un parco solare da 12 ettari in via del Brennero, a ridosso dei monti pisani. I giudici amministrativi hanno dato ragione alla società proponente, la Trina Solar Iulia, stabilendo che l’area individuata per l’impianto rientra tra quelle considerate idonee dalla legge nazionale. Il progetto, lo ricordiamo, della potenza massima di 9.992,78 kWp, prevede l’installazione di circa 14mila moduli su un’estensione complessiva di 128.600 metri quadrati, corrispondenti al fabbisogno energetico annuo di circa cinquemila famiglie.
Per motivare il proprio diniego, il Comune aveva richiamato la vicinanza dell’impianto a un’area soggetta a vincolo paesaggistico e una presunta sproporzione tra le dimensioni del parco e quelle della zona industriale di riferimento.
Motivazioni che il Tar ha ritenuto infondate. Secondo quanto si legge nella sentenza, il provvedimento comunale è frutto di "un’errata applicazione delle disposizioni legislative", poiché l’area individuata risulta "idonea ai sensi della normativa statale vigente", che consente l’installazione di impianti fotovoltaici in aree agricole, purché situate entro 500 metri da zone produttive e prive di vincoli diretti.
Il Tribunale ha inoltre chiarito che il Comune ha applicato in modo troppo restrittivo una norma pensata per regolamentare altri tipi di casi. "La norma richiamata dall’amministrazione non può annullare quella che invece riconosce l’idoneità dell’area in questione" hanno scritto i giudici, aggiungendo che anche altri criteri utilizzati per giustificare il rigetto – come la sproporzione con l’area industriale o il richiamo a norme urbanistiche locali – non hanno fondamento nella legge.
Per i giudici amministrativi, dunque, "tutti i profili motivazionali del provvedimento inibitorio sono illegittimi", motivo per cui il ricorso è stato accolto e l’atto comunale annullato. Palazzo Niccolini dovrà ora riesaminare l’istanza "in conformità alle statuizioni recate dalla presente pronuncia". Il progetto aveva fin da subito trovato la ferma opposizione del sindaco Matteo Cecchelli, che insieme alla giunta aveva organizzato un’assemblea pubblica proprio per illustrare il percorso legale intrapreso dall’amministrazione per fermare il progetto. Pur senza opporsi allo sviluppo delle fonti rinnovabili, anche molte associazioni del territorio e cittadini avevano manifestato la loro contrarietà al progetto.
"Prendiamo atto della sentenza del Tar – ha commentato Cecchelli -, studieremo nei prossimi giorni le azioni da intraprendere. Resta la volontà politica di andare avanti con il ricorso al Consiglio di Stato anche in considerazione del fatto che esistono altre sentenze di altri Tar regionali e dello stesso Consiglio di Stato che hanno un dato interpretazione diversa rispetto a quella del tribunale amministrativo della toscana".