Il treno è troppo pieno e viene data la precedenza ai lavoratori: studenti perdono la gita scolastica

Polemica a Chieri, comune in provincia di Torino, dove ieri mattina è stato preso un provvedimento che ha indignato molti studenti. Lo racconta ‘La Stampa’, che oggi ha riportato la storia di un universitario che si è trovato costretto a scendere dal treno troppo pieno, per dare la precedenza ai lavoratori. Come lui altri ragazzi hanno subito lo stesso trattamento e una scolaresca avrebbe persino perso la gita. Indice I treni soppressi L’annuncio del capotreno Sacrificare il diritto allo studio per l’inefficienza dei trasporti pubblici L’intervento del sindaco: “Gli appelli di anni caduti nel vuoto” La risposta di Trenitalia I treni soppressi La mattinata di ieri è stata particolarmente intensa per gli studenti pendolari. A raccontarlo è un universitario iscritto alla facoltà di Medicina a Torino che, proprio ieri, doveva sostenere un esame. Per questo motivo aveva deciso di prendere il treno alle 7:20 per arrivare in anticipo. Quando sale sul mezzo, però, a lui e agli altri passeggeri viene comunicato che il treno è soppresso: “Sono sceso e dopo poco sono salito su quello delle 7:50, eravamo pigiati come sardine, d’altronde oltre a quello delle 7:20 era stato soppresso anche il treno prima”. L’annuncio del capotreno Anche il treno delle 7:50, però, non accenna a partire e poco dopo è arrivato l’incredibile annuncio del capotreno: “Gli studenti scendano e lascino il posto ai lavoratori. Siamo in troppi e non si può partire”. Nonostante l’assurdità della cosa, gli alunni pendolari non hanno avuto altra scelta se non quella di tornare sulla banchina e lasciar proseguire gli altri: “Come se gli studenti non avessero diritto allo studio. Io ho chiamato mia mamma che, per fortuna, era ancora a casa e mi ha accompagnato in auto a Torino. Ma altri studenti hanno perso il giorno di scuola”, ha raccontato lo studente. Addirittura una scolaresca è rimasta a Chieri e ha perso la gita scolastica. Il treno successivo è partito solo alle 9:30. Sacrificare il diritto allo studio per l’inefficienza dei trasporti pubblici Lo studente, che è anche segretario del Circolo dei Giovani Democratici, ha espresso il suo disappunto e sottolineato la gravità del provvedimento: “I giovani e il loro diritto allo studio vengono considerati sacrificabili di fronte all’inefficienza del sistema di trasporto pubblico”. Per lui, quanto accaduto rappresenta l’ennesima dimostrazione “del collasso della rete ferroviaria regionale, un problema che colpisce studenti e pendolari ogni giorno”. L’intervento del sindaco: “Gli appelli di anni caduti nel vuoto” Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di Chieri, Alessandro Sicchieri: “Tutti gli appelli rivolti nel corso degli anni e i suggerimenti al fine di migliorare il servizio sono caduti nel vuoto, a fronte dell’aumento del costo di abbonamenti e biglietti. Una situazione frustrante per chi, come la nostra amministrazione, crede nell’importanza del trasporto pubblico locale. Mi piacerebbe che gli esponenti della destra, così impegnati in queste settimane a polemizzare sui parcheggi, si facessero sentire con la giunta Cirio, sollecitando interventi concreti e urgenti”. La risposta di Trenitalia Trenitalia ha provato a fornire spiegazioni per giustificare l’accaduto: “Siamo dispiaciuti per i disservizi, dovuti a un guasto tecnico. A Chieri, tra gli altri, si è presentata in stazione una numerosa scolaresca per salire a bordo del treno delle 7:50. In questi casi, è previsto che le scuole diano comunicazione della corsa che intendono scegliere e acquistino il biglietto comitiva. Non ci risulta che questo sia stato fatto e, anche per questo, alla scolaresca è stato chiesto di attendere la corsa successiva”.

Feb 28, 2025 - 14:20
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Il treno è troppo pieno e viene data la precedenza ai lavoratori: studenti perdono la gita scolastica

treno troppo pieno

Polemica a Chieri, comune in provincia di Torino, dove ieri mattina è stato preso un provvedimento che ha indignato molti studenti. Lo racconta ‘La Stampa’, che oggi ha riportato la storia di un universitario che si è trovato costretto a scendere dal treno troppo pieno, per dare la precedenza ai lavoratori. Come lui altri ragazzi hanno subito lo stesso trattamento e una scolaresca avrebbe persino perso la gita.

Indice

  1. I treni soppressi
  2. L’annuncio del capotreno
  3. Sacrificare il diritto allo studio per l’inefficienza dei trasporti pubblici
  4. L’intervento del sindaco: “Gli appelli di anni caduti nel vuoto”
  5. La risposta di Trenitalia

I treni soppressi

La mattinata di ieri è stata particolarmente intensa per gli studenti pendolari. A raccontarlo è un universitario iscritto alla facoltà di Medicina a Torino che, proprio ieri, doveva sostenere un esame. Per questo motivo aveva deciso di prendere il treno alle 7:20 per arrivare in anticipo. Quando sale sul mezzo, però, a lui e agli altri passeggeri viene comunicato che il treno è soppresso: “Sono sceso e dopo poco sono salito su quello delle 7:50, eravamo pigiati come sardine, d’altronde oltre a quello delle 7:20 era stato soppresso anche il treno prima”.

L’annuncio del capotreno

Anche il treno delle 7:50, però, non accenna a partire e poco dopo è arrivato l’incredibile annuncio del capotreno: “Gli studenti scendano e lascino il posto ai lavoratori. Siamo in troppi e non si può partire”.

Nonostante l’assurdità della cosa, gli alunni pendolari non hanno avuto altra scelta se non quella di tornare sulla banchina e lasciar proseguire gli altri: “Come se gli studenti non avessero diritto allo studio. Io ho chiamato mia mamma che, per fortuna, era ancora a casa e mi ha accompagnato in auto a Torino. Ma altri studenti hanno perso il giorno di scuola”, ha raccontato lo studente.

Addirittura una scolaresca è rimasta a Chieri e ha perso la gita scolastica. Il treno successivo è partito solo alle 9:30.

Sacrificare il diritto allo studio per l’inefficienza dei trasporti pubblici

Lo studente, che è anche segretario del Circolo dei Giovani Democratici, ha espresso il suo disappunto e sottolineato la gravità del provvedimento: “I giovani e il loro diritto allo studio vengono considerati sacrificabili di fronte all’inefficienza del sistema di trasporto pubblico”. Per lui, quanto accaduto rappresenta l’ennesima dimostrazione “del collasso della rete ferroviaria regionale, un problema che colpisce studenti e pendolari ogni giorno”.

L’intervento del sindaco: “Gli appelli di anni caduti nel vuoto”

Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di Chieri, Alessandro Sicchieri: “Tutti gli appelli rivolti nel corso degli anni e i suggerimenti al fine di migliorare il servizio sono caduti nel vuoto, a fronte dell’aumento del costo di abbonamenti e biglietti. Una situazione frustrante per chi, come la nostra amministrazione, crede nell’importanza del trasporto pubblico locale. Mi piacerebbe che gli esponenti della destra, così impegnati in queste settimane a polemizzare sui parcheggi, si facessero sentire con la giunta Cirio, sollecitando interventi concreti e urgenti”.

La risposta di Trenitalia

Trenitalia ha provato a fornire spiegazioni per giustificare l’accaduto: “Siamo dispiaciuti per i disservizi, dovuti a un guasto tecnico. A Chieri, tra gli altri, si è presentata in stazione una numerosa scolaresca per salire a bordo del treno delle 7:50. In questi casi, è previsto che le scuole diano comunicazione della corsa che intendono scegliere e acquistino il biglietto comitiva. Non ci risulta che questo sia stato fatto e, anche per questo, alla scolaresca è stato chiesto di attendere la corsa successiva”.