Il piano di Israele per occupare Gaza in modo permanente

Con il riavvio della macchina del genocidio a Gaza, l’esercito israeliano sta preparando il terreno per conquistare militarmente la Striscia, nell’ottica di un’occupazione permanente del territorio. A presentare l’idea sarebbe stato il nuovo Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, Eyal Zamir, trovando l’appoggio indiretto di tutti quei leader dell’estrema destra israeliana che […] The post Il piano di Israele per occupare Gaza in modo permanente appeared first on L'INDIPENDENTE.

Mar 26, 2025 - 16:58
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Il piano di Israele per occupare Gaza in modo permanente

Con il riavvio della macchina del genocidio a Gaza, l’esercito israeliano sta preparando il terreno per conquistare militarmente la Striscia, nell’ottica di un’occupazione permanente del territorio. A presentare l’idea sarebbe stato il nuovo Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, Eyal Zamir, trovando l’appoggio indiretto di tutti quei leader dell’estrema destra israeliana che da tempo chiedono un approccio più severo nella lotta ad Hamas. Di preciso, Zamir avrebbe elaborato un piano, illustrato a quotidiani israeliani e internazionali da funzionari anonimi, per prendere il controllo di ampie fasce dell’enclave e costringere i due milioni di abitanti in una “area umanitariaristretta situata lungo la costa. Segregati i palestinesi, le IDF controllerebbero capillarmente la distribuzione degli aiuti umanitari, fornendo alla popolazione il minimo indispensabile perché non muoia di fame. Nel mentre, Israele ha approvato un consolidamento delle colonie in Cisgiordania e un allargamento della campagna terrestre a Gaza, col sostegno dell’amministrazione statunitense.

Il piano di Zamir è stato presentato al quotidiano israeliano Haaretz, da funzionari anonimi. Da quanto riporta Haaretz, Zamir avrebbe detto ai ministri israeliani che il suo piano potrebbe finalmente realizzare ciò che Israele non è riuscito a ottenere in quasi un anno e mezzo di aggressioni, ossia la completa distruzione del governo e delle capacità militari di Hamas. Il piano prevede la mobilitazione di un gran numero di divisioni dell’esercito e un impiego delle unità di riservisti con il fine di lanciare un’offensiva terrestre su vasta scala nell’intera Striscia. I dettagli del piano sono ancora ignoti, ma da quanto hanno comunicato tre fonti militari al Financial Times, esso prevedrebbe un confronto ancora più diretto con le milizie palestinesi allo scopo di segregare la popolazione civile in un’area più piccola delle attuali “zone umanitarie”, situata lungo la costa. Schiacciata la popolazione civile, le IDF si prenderebbero direttamente carico della distribuzione degli aiuti umanitari, tanto da calcolare minuziosamente la quantità di calorie necessarie per ogni palestinese. Con la popolazione rinchiusa in un’area ristretta, Israele, per mano dei ministri di estrema destra, porterebbe avanti il piano di deportazione dei palestinesi proposto da Trump.

Da quanto comunicano i funzionari ad Haaretz, il piano di Zamir lascerebbe aperta la possibilità di un accordo con Hamas per assicurare il rientro degli ostaggi, ma vista l’escalation militare, l’opzione sarebbe da escludere. Proprio questo è il motivo, sostiene Haaretz, per cui il precedente Capo di Stato Maggiore, Herzi Halevi, si era opposto a tale approccio, circostanza che fornirebbe una possibile spiegazione delle sue dimissioni. Tanto Haaretz quanto il Financial Times, inoltre, sottolineano come tale piano sia riuscito a emergere grazie al trionfo elettorale di Trump, la cui amministrazione avrebbe detto di appoggiare Israele in caso di un conflitto su larga scala. «La precedente amministrazione voleva che ponessimo fine alla guerra», ha detto un funzionario al quotidiano britannico. «Trump vuole che la vinciamo».

Per quanto il piano non sia confermato da fonti ufficiali, sono tanti gli elementi che suggeriscono che l’idea fosse sempre stata quella di occupare Gaza. Dai diversi piani di pulizia etnica a quelli di deportazione su isole artificiali, fino ad arrivare agli annunci immobiliari, l’ambizione di Israele sembra essere sempre stata l’annessione totale della Striscia. La stessa nomina di Zamir in sostituzione di Halevi confermerebbe tale ipotesi. Durante il suo discorso di insediamento, Zamir, pupillo dell’estrema destra israeliana, ha affermato a più riprese la sua intenzione di eradicare la presenza di Hamas, per «portare a termine» quella «missione» che le IDF non sono riuscite a completare a partire dal 7 ottobre: «la vittoria e la sconfitta del nemico». «Questa è la nostra missione, questo è il nostro destino», affermava il 6 marzo, in concomitanza con la crisi dei negoziati per l’implementazione della seconda fase di cessate il fuoco, richiamando passi della Bibbia in cui vengono rimarcati il diritto e il dovere del popolo di Israele a combattere.

Il fatto che l’intenzione sia quella di occupare permanentemente la Striscia non è suggerito solo da dichiarazioni passate e piani presenti, ma anche dai progetti approvati per il futuro. Ieri, martedì 25 marzo, il ministro della Difesa Israel Katz ha approvato la continuazione delle operazioni militari terrestri a Gaza; qualche giorno fa, invece, è stata approvata una proposta del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, per cui tredici insediamenti in Cisgiordania verranno scorporati dalle cosiddette “colonie madre” per compiere «un altro passo significativo nel processo di normalizzazione e regolamentazione degli insediamenti».

[di Dario Lucisano]

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