Il gioco di potere in Pirelli: Trump, Sinochem e l'ascesa di Tronchetti Provera
Secondo il Financial Times, Pirelli ha chiesto a Sinochem di ridurre la sua quota per evitare che l'amministrazione Trump ostacoli i suoi piani di espansione negli Stati Uniti. Tale situazione potrebbe favorire Marco Tronchetti Provera, che ha rafforzato la sua posizione in Pirelli.

Le minacce geopolitiche di Donald Trump stanno diventando uno strumento efficace nelle dispute aziendali. La settimana scorsa, il cda di Pirelli avrebbe chiesto al suo maggiore azionista, il gruppo cinese Sinochem, di ridurre la sua partecipazione dal 37% a meno del 26% nel capitale del produttore di pneumatici italiano.
La ragione di questa richiesta, secondo il Financial Times, riguarda il timore che la proprietà cinese possa ostacolare le ambizioni di crescita negli Stati Uniti, dove Pirelli sta cercando di espandersi. Sebbene il rinvio delle decisioni al prossimo mese suggerisca una possibile resistenza da parte di Pechino, la mossa potrebbe comunque portare risultati positivi, considerando la politica imprevedibile di Trump.
Pirelli punta al mercato statunitense, ma attualmente la sua quota di vendite negli Stati Uniti, pari al 20%, è inferiore alla media del settore. I dazi imposti dall’amministrazione Trump hanno spinto Pirelli a considerare l’apertura di nuovi impianti di produzione negli Stati Uniti.
Inoltre, la preoccupazione è che i suoi “cyber pneumatici”, dotati di sensori per raccogliere dati, potrebbero suscitare l’opposizione delle autorità americane se l'azienda fosse vista come troppo legata alla Cina.
Nonostante questi timori, gli investitori non sembrano particolarmente preoccupati per la presenza cinese. Le azioni di Pirelli sono aumentate dell'8% circa da quando Trump è diventato presidente.
Inoltre, è difficile immaginare che Sinochem ceda facilmente, dato che il governo italiano non ha richiesto un disinvestimento. Le autorità americane, infatti, non hanno ancora preso una posizione chiara su eventuali misure da adottare alle aziende straniere con una forte presenza di investitori cinesi.
La situazione attuale potrebbe favorire Marco Tronchetti Provera, il magnate italiano che ha avuto successo nelle sue battaglie in consiglio. Dopo aver avviato lui stesso l’acquisizione di Pirelli da parte di Sinochem nel 2015, Tronchetti Provera ha recentemente ottenuto un’importante vittoria, riuscendo a far ottenere alla sua Camfin quattro dei 15 seggi del cda di Pirelli, nonostante la maggioranza di Sinochem. Questo potrebbe essere cruciale, poiché alcune decisioni strategiche richiedono l'approvazione dell'80% dei voti.
Se Trump intensificherà la pressione sulle aziende con azionisti cinesi, Pirelli potrebbe trovarsi a fronteggiare un maggiore contraccolpo, simile a quello che hanno subito altre aziende, come TikTok. In tal caso, Tronchetti Provera potrebbe ottenere ciò che desidera, ma alcuni analisti pensano che potrebbe riuscirci anche senza ulteriori escalation delle tensioni commerciali.
Il prossimo appuntamento è il cda di Pirelli rinviato al 28 aprile, mentre l'assemblea degli azionisti si terrà il 12 giugno invece del 27 maggio, come inizialmente previsto. Nel frattempo, Jiao Jian, presidente di Sinochem, ha proposto di convocare il prossimo incontro a Pechino o Hong Kong.
Il ceo di Pirelli, Andrea Casaluci, ha dichiarato: “Il management di Pirelli continuerà a lavorare per trovare una soluzione per consentire alla società di adeguarsi alle nuove normative sul mercato americano così come avviene in tutti i mercati in cui opera”.
Il titolo Pirelli sta attraversando una fase di incertezza, mostrando una performance negativa del 6% negli ultimi 12 mesi e di circa il 2% da inizio anno. C’è da dire che dal minimo del 7 novembre 2024 (4,88 euro) il titolo ha recuperato parecchio terreno, arrivando a raggiungere il 27 febbraio un massimo di periodo a 6,13 euro.
Da qui Pirelli è stato investito dalla volatilità che ha provocato la rottura di diversi livelli chiave come l’ultimo a 5,57 euro. Il prossimo supporto chiave si trova a 5,36 euro, dove nei pressi transita anche la trendline rialzista (in blu) costruita sui minimi di novembre e dicembre dello scorso anno. Invece, per un’inversione di tendenza, il titolo dovrà trovare la forza per riportarsi al test e al break della ora resistenza a 5,57 euro, meglio se supportato da volumi di contrattazione in aumento.