Idb Group. L’innovazione nel dolciario d’eccellenza

ABBINARE LA DOLCEZZA DEI PRODOTTI da forno al business economico. La IDB Group, storica realtà veneta specializzata nei prodotti delle...

Mar 31, 2025 - 06:32
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Idb Group. L’innovazione nel dolciario d’eccellenza

ABBINARE LA DOLCEZZA DEI PRODOTTI da forno al business economico. La IDB Group, storica realtà veneta specializzata nei prodotti delle ricorrenze, dove l’intrattenimento è uno dei momenti di gioia che non può essere sminuito da prodotti di scarsa qualità, ha chiuso il 2024 con un fatturato di 72 milioni di euro, un Ebitda di 6 milioni e dà lavoro a un centinaio di addetti fissi che diventano 400 considerando gli stagionali. Il percorso che porta alla nascita di IDB Group ha inizio nel 1795 a Foligno e, in epoca più moderna, l’azienda si è via via sviluppata diventando una catena di pasticcerie per poi, nel 2000, effettuare un passo fondamentale per la propria crescita attraverso l’acquisizione della Industrie Dolciarie Borsari (IDB), divenuta da quel momento sede del gruppo.

Con sette marchi di proprietà – tra cui Giovanni Cova & C., Muzzi Antica Pasticceria e Borsari – Idb Group continua a essere un leader nel segmento dolciario delle festività e nelle produzioni premium per la Gdo. In tutto, nel 2024, sono stati venduti 21 milioni di lievitati che rappresentano il core business del gruppo che conta su tre stabilimenti produttivi: Badia Polesine (Rovigo), con tre linee produttive, una per i formati grandi, una per i Mignon e la terza per crostatine, biscotti e frolle; Torino, con una linea produttiva solo per lievitati grandi e Falconara Marittima (Ancona) con una linea produttiva per torrone e cioccolato. La spiegazione di questo successo è racchiusa nella qualità dei prodotti Idb che da 150 anni, attraverso le eccellenze della propria tradizione dolciaria, come panettoni, pandori, colombe e altre specialità, non ha mai deluso i momenti più importanti di una commemorazione privata o collettiva. Queste sono le eccellenze vendute all’ 80% in Italia e il resto 20% all’estero.

Adesso il problema sono i costi di produzione alle stelle. "La crisi si sta sentendo, inutile negarlo – spiega l’amministratore delegato Andrea Muzzi – (nella foto grande a destra) – e anche la Pasqua 2025, che pure sta andando bene, potrebbe andare meglio visto che il calendario la colloca a grande distanza dal Natale e questi, per i prodotti da ricorrenza, sono gli anni migliori. Il problema principale ora è rappresentato dalle materie prime che sono a costi che ci stanno economicamente distruggendo. Il burro a 10 euro al kg è una pazzia che si abbina ad un incremento medio del 50% se si passa alle uova". Una situazione che si ribalta immediatamente sui conti dell’azienda. "Anche grazie all’inflazione, i nostri ricavi a fine 2025 saranno cresciuti, stimiamo – spiega Muzzi – tra il 7 e l’8% con volumi in leggerissimo calo, intorno all’1%. Di certo sta diminuendo la nostra marginalità e adesso non ci resta che sperare nella flessione dei costi delle materie prime. Questo non toglie che non c’è giustificazione a far pagare al consumatore un panettone o una colomba più di 35 euro al chilo".

Tre generazioni di maestri pasticceri con la laurea del "saper fare" in tasca, è una qualità che in pochi possiedono e l’ad Andrea Muzzi spiega che tutto partì dal nonno che faceva il fornaio e poi suo padre decise di entrare nel mondo della pasticceria, orientandosi vero uno dei settori più difficili, quello delle "ricorrenze" dove l’errore non è accettato. IDB Group, ha confermato nel 2024 le performance di vendita dell’anno precedente, con un leggero incremento del +1,4% passando così dai 71 milioni di fatturato aggregato del 2023 ai 72 del 2024.

Il 2024 ha anche segnato il lancio di una nuova linea di muffin Uht, con un investimento di 2 milioni di euro nella produzione. Questa mossa diversifica l’offerta commerciale dell’azienda, puntando a portare l’alta pasticceria in prodotti continuativi da trovare sugli scaffali della grande distribuzione. La produzione dei muffin si avvia con una capacità testata nella sede di Badia Polesine, dove vengono prodotti annualmente circa 21 milioni di lievitati. Con l’obiettivo di raggiungere una quota di mercato del 10% nel segmento dei muffin e di generare ricavi pari a 5 milioni di euro entro il 2030, il gruppo si prepara ad ampliare la propria presenza nel settore. Oltre al successo domestico, IdB Group ha visto un incremento significativo dell’export, con un +18% nelle vendite internazionali, specialmente in paesi come Spagna, Stati Uniti, Australia e nei mercati dell’Est Europa. Questo è parte di un più ampio piano di internazionalizzazione che mira a rafforzare il brand Borsari. Nel 2024, il gruppo ha venduto circa 6 milioni di kg di prodotti e detiene 150 ricette e 3.000 referenze, consolidando la sua posizione nel mercato premium dei dolci incartati a mano.

"Adesso una delle nostre sfide è crescere nel retail. Ora – spiega Muzzi – abbiamo 5 pasticcerie e ne apriremo una entro fine 2025 a Rovigo e poi vogliamo crescere al ritmo di una l’anno, in maniera da dare più impulso ai prodotti continuativi perché oggi i prodotti per le ricorrenze valgono circa il 90% del nostro business. Il nostro modello assomiglia a quello messo in piedi da Venchi che vende i suoi prodotti sia direttamente sia nei negozi multimarca". In questo senso sono in arrivo nuove referenze tra cui i brownies, biscotti salutistici al farro e avena in maniera tale da consentire di presidiare all’azienda "mondi" fino ad ora non coperti. La crescita, poi, passa anche dall’acquisizione di nuovi marchi e di nuove imprese alla quale IDB è sempre attenta, come conferma Andrea Muzzi. Infine il problema di oggi è quello del lavoro: "Fino a 5 anni fa in azienda lavoravano solo italiani e oggi troviamo personale che arriva anche dal Pakistan e dal Bangladesh: sono ottimi lavoratori a patto di far svolgere lavori sempre uguali e ripetitivi. Il problema maggiore è la lingua e la comprensione dell’italiano ma, del resto, di italiani se ne trovano sempre meno", conclude Muzzi.