Giordania, un parco turistico dove fu battezzato Gesù
Tutto si potrà dire il giorno dell’inaugurazione, tranne che l’espressione “tenere a battesimo” sia fuori luogo. Detto senza alcuna ironia, sia chiaro. Ma la notizia del parco turistico da oltre 300 milioni di euro (235 milioni di dinari) che sorgerà in Giordania, nel luogo dove – secondo il racconto dei Vangeli – Giovanni Battista battezzò Gesù, sta già facendo il giro del mondo. Non senza polemiche. Continue reading Giordania, un parco turistico dove fu battezzato Gesù at L'Agenzia di Viaggi Magazine.


Tutto si potrà dire il giorno dell’inaugurazione, tranne che l’espressione “tenere a battesimo” sia fuori luogo. Detto senza alcuna ironia, sia chiaro. Ma la notizia del parco turistico da oltre 300 milioni di euro (235 milioni di dinari) che sorgerà in Giordania, nel luogo dove – secondo il racconto dei Vangeli – Giovanni Battista battezzò Gesù, sta già facendo il giro del mondo. Non senza polemiche.
Fatto sta che – come scrive il Corriere della Sera – il progetto nel sito del Battesimo-Al Maghtas, finanziato dagli Emirati Arabi Uniti, andrà a dama nel 2029, secondo i piani. E a volerlo è stato Re Abdullah in persona.
Insomma, ristoranti, bazar, hotel, parcheggi e un anfiteatro nell’area riconosciuta ufficialmente dalla Santa Sede come “luogo sacro” appena 5 anni fa, nel 2020, dopo decenni di elaborate ricerche archeologiche. Proprio lì dove, lo scorso 10 gennaio, è stata inaugurata la prima chiesa latina della zona, alla presenza del segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, inviato speciale del Papa.
Allo sviluppo turistico, però, non si comanda e il governo della Giordania ha deciso: il parco, di circa 50 ettari, troverà posto a due passi dalla nuova basilica del Battesimo di Gesù e alle fondamenta dell’antica chiesa paleocristiana in cui ci si può immergere nel Giordano.
Il finanziamento è a carico di fondi privati. In prima fila il Fondo per lo sviluppo di Abu Dhabi, cioè il fondo sovrano che gli Emirati Arabi usano per finanziare progetti in decine di Paesi e anche i mormoni d’America. Al momento non c’è il Vaticano. Il luogo del battesimo di Gesù è stato visitato da quattro Papi: Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. La società incaricata della realizzazione del progetto sostiene comunque che “re Abdullah ha tenuto informato Papa Francesco degli sviluppi fin dal 2022“.
«Sarà un grande villaggio turistico, attrezzato con ogni comfort – ha spiegato al Corsera Tharwat Masalha, presidente della società costituita per realizzare il progetto – La costruzione inizierà nel 2027, per completare i lavori infrastrutturali ci vorranno 24 mesi. La prima fase, che include il villaggio e il museo e l’88% delle infrastrutture sarà pronta entro dicembre 2029».
Se rispettata, tempistica “perfetta”: il 2030 coincide infatti con i 2.000 anni dall’inizio della predicazione di Gesù e quindi dall’inizio del cristianesimo. Non solo. Dal 2014, infatti, il sito è tra i beni tutelati dall’Unesco. Gli argomenti per montare polemiche non mancano. Anzi, il valzer, come era prevedibile, è già iniziato.
«Proteggere questo sito non è solo un dovere, ma una responsabilità verso tutta l’umanità», attacca dalle colonne del Corriere il custode del sito, Rustom Mkhjian, che ha allertato l’Unesco, perché vigili su eventuali abusi. «Molti luoghi sacri hanno perso il loro spirito originale, sono diventati delle Disneyland, ossia attrazioni turistiche senza anima. Ma non vogliamo che questo accada qui. Vogliamo che tutti possano ancora camminare sulle orme dei profeti».
Non è che l’inizio. Un battesimo. Come quel giorno, sulle rive del Giordano.