Fulmini terrestri: una scintilla cosmica all'origine del fenomeno?
Un nuovo studio ipotizza che i raggi cosmici potrebbero essere la causa scatenante dei fulmini sulla Terra, un mistero ancora irrisolto
Il rombo assordante che squarcia il cielo e il lampo accecante che illumina a giorno anche la notte più buia: i fulmini sono fenomeni naturali tanto comuni quanto affascinanti, eppure, ancora oggi, la scienza non ha una risposta definitiva su cosa li inneschi. Ogni giorno, si stima che circa 3 milioni di fulmini si scarichino sul nostro pianeta, un numero impressionante che sottolinea quanto il fenomeno sia pervasivo. Ora, una nuova ricerca condotta dagli scienziati del Los Alamos National Laboratory, negli Stati Uniti, suggerisce un'origine inaspettata per questa potente scarica elettrica: i raggi cosmici.
Secondo Xuan-Min Shao, autore principale dello studio pubblicato sulla rivista JGR Atmospheres, l'idea prevalente dagli anni '60 e '70 era che gli elettroni presenti nell'aria si ionizzassero, dando il via a una sorta di "rottura termica". Tuttavia, questa teoria richiederebbe campi elettrici all'interno delle nuvole temporalesche di un'intensità mai misurata. Anzi, il campo elettrico più potente mai rilevato in una nube di tempesta risultava dieci volte inferiore a quanto necessario per innescare un fulmine secondo quel modello.
Per cercare di risolvere questo enigma di lunga data, Shao e il suo team hanno utilizzato una sofisticata rete di antenne radio per registrare con una precisione senza precedenti l'evoluzione spazio-temporale delle scariche luminose. Questa infrastruttura, composta da due gruppi di antenne distanti tra loro circa 11,5 chilometri a Los Alamos, ha permesso ai ricercatori di ottenere una visione tridimensionale del percorso di ogni fulmine.