Francesca Palumbo: “Un piacere dare voce alla Basilicata. Partenza più lenta, ma so cosa sto costruendo”

Francesca Palumbo è stata ospite dell’ultima puntata di OA Focus, trasmissione del canale YouTube di OA Sport. La 31enne lucana, medaglia d’argento con la squadra di fioretto alle Olimpiadi di Parigi 2024, ha espresso tutta la propria soddisfazione per avere regalato alla sua Regione la prima medaglia a cinque cerchi della storia: “Devo dire che […]

Mar 31, 2025 - 09:10
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Francesca Palumbo: “Un piacere dare voce alla Basilicata. Partenza più lenta, ma so cosa sto costruendo”

Francesca Palumbo è stata ospite dell’ultima puntata di OA Focus, trasmissione del canale YouTube di OA Sport. La 31enne lucana, medaglia d’argento con la squadra di fioretto alle Olimpiadi di Parigi 2024, ha espresso tutta la propria soddisfazione per avere regalato alla sua Regione la prima medaglia a cinque cerchi della storia: “Devo dire che la mia terra è sempre stata la mia prima fan della mia carriera, negli ultimi anni mi hanno seguito in tanti, ho ricevuto tantissimo affetto e presenza nella condivisione dei miei traguardi. È stato bello raggiungere un obiettivo che fosse solo mio, la realtà del Sud Italia è complessa e non semplice da fare capire all’esterno: riuscire a dare una voce e a creare una vetrina per una Regione poco conosciuta e per il Sud in generale è sempre un grande piacere per me. In diverse occasioni ho avuto l’affetto e l’amore delle persone da me conosciute, dalle Istituzioni, dal vicinato: mi hanno emozionato, è stato inaspettato e molto bello“.

L’azzurra si è soffermata su quello che ritiene il passaggio più significativo della propria carriera: “Nella carriera degli atleti non c’è mai un momento estremo in cui decidi che dai una svolta alla carriera, ma sono anni di piccole trasformazioni che spesso anche l’atleta non riesce a vedere, ma che poi si trasformano in un perno che ti permettono di fare un salto. Il momento che è stato determinante per la mia carriera, per capire che la responsabilità ce l’avevo io e che avevo gli strumenti per fare il salto di qualità, è stata l’unica vera litigata che ho avuto con il mio maestro Fabio Galli: mi ha minacciata di non volermi più fare da maestro, non ci siamo parlati per ore, poteva finire in maniera terribile e invece mi ha fatto riflettere ed è stata la svolta, poi i risultati sono una conseguenza”.

Francesca Palumbo ha fatto un confronto anche sul peso dell’assalto finale fatto in occasione del trionfo ai Mondiali 2023 e quello dei Giochi di Parigi:D’istinto direi che Parigi è stato il più difficile emotivamente: c’era la prima partecipazione alle Olimpiadi, un confronto tiratissimo per conquistare l’unica medaglia che ci mancava in questo quadriennio, il peso della parola Olimpiade che poi è quello che frega tutti gli atleti. Tu ti prepari tutta la vita, tu la sogni, te la immagini, vivi per quello, poi ci arrivi e non sei mai pronto alle emozioni che quella competizione ti regala. Nella finale del Mondiale di Milano sapevo che era un pezzo importante della mia qualifica alle Olimpiadi: poteva essere grandissima gloria e onore per entrare nella fase finale della qualifica olimpica oppure la zappa che ti tiri da solo sui piedi, è uno di quei momenti in cui sei consapevole di avere tra le mani un’opportunità che sai che devi cogliere. Quello era comunque il mio terzo Mondiale, ma la grande differenza l’ha fatta che a Milano ero già calda e il fatto di avere già fatto un assalto mi ha permesso di riordinare delle idee, mentre a Parigi non è stato così e quindi gestire tutto il bagaglio di emozioni e responsabilità a freddo è difficile da preparare. Quindi direi che sono state più difficili le Olimpiadi”.

La fiorettista ha analizzato anche un aspetto importante dell’ambito sportivo, ovvero il classico risultato che non rispecchia la verità: “Ci sono delle gare in cui dici che eri in grande forma, tiravi meravigliosamente, meritavo di vincere e non ho vinto: non è un risultato che non ha espresso il tuo potenziale, ma non è che non dice la verità. Il risultato dice la verità perché qualcosa non l’hai fatta in modo perfetto. Noi atleti confondiamo nel racconto il “potevo fare di più”, quando sai che puoi andare in alto ma non l’hai raggiunto allora significa che qualcosa l’hai persa per strada e magari l’avversario aveva le cose più a posto in quell’istante. Poi il nostro sport non perdona: una partita di tennis ha del tempo in cui puoi aggiustarti, nel nostro se non trovi la soluzione nel momento giusto hai perso ed è il motivo per cui nel nostro sport il numero 1 può perdere come il numero 50, può capitare per questa dinamica veloce, siamo umani“.

Francesca Palumbo ha fatto anche il punto della situazione sulla stagione in corso:È stato un inizio di stagione faticoso perché una cosa che ho riscontrato è che sono stati otto anni intensissimi in cui sono sempre rimasta a palla sia mentalmente che fisicamente in cui non ho mai staccato, la testa stava sempre lì per migliorare e metabolizzare le cose successe. Questi otto anni hanno avuto un costo, la stagione è incominciata presto, di solito iniziavamo a dicembre e invece quest’anno a novembre: ho finito le Olimpiadi il 3 agosto e a settembre mi stavo già allenando. Ho avuto bisogno di più tempo per recuperare, nei primi mesi mi infortunavo e ammalavo, il corpo mi diceva che bisognava ricaricare le batterie. A Torino mi sono sentita meglio, ma è un anno di sperimentazione e che mi sono presa per sviluppare cose nuove per approcciare le gare, in questi anni non c’è mai stato tempo e se voglio arrivare a Los Angeles 2028 con altri presupposti mi sono detta che dovevo cambiare alcune cose ed è questo il momento. Non è facile metabolizzare il post-Olimpiadi, è un po’ uno spartiacque: tutta la vita sogni una cosa, ci arrivi e ora? C’è un momento di assestamento, ti prendi un momento per vedere dov’eri e cosa hai fatto. È un anno intenso, difficile da raccontare. Come risultati è un po’ più basso, ma non mi preoccupa perché sono consapevole di quello che sto costruendo“.

L’azzurra si è raccontata anche oltre la pedana:Ho tante passioni, tra cui il mondo del vino: ho fatto dei corsi e leggo tanto, mi piace quella realtà. Mi sono laureata in economia e mi piacerebbe combinare quel percorso, mi piacerebbe unire le due passioni che ho oltre la scherma. Mi piacerebbe trasferire un po’ del mio percorso ai ragazzi, non a livello di allenatrice. In questi anni mi sono resa conto di quanto sono fortunata ad avere accanto a me persone meravigliose, la pienezza che c’è nella mia vita mi emoziona. Francesca fuori dalla pedana? Tante cose, difficile trovare una parola che la racchiude. Sono una persona molto determinata e molto empatica, sento tanto tutto e questo a volte è un bene e a volte uno strumento difficile da gestire. Sono anche una persona molto determinata, la mia dote in assoluto è la resilienza: nella mia vita ho avuto tante difficoltà e penso che l’essere riuscita a rimanere salda e credere in me nel profondo mi ha permesso di andare avanti“.

VIDEO INTERVISTA FRANCESCA PALUMBO