F1 – Sarà la Thailandia la prossima nuova destinazione della F1?
Le controversie del GP di Singapore, un mercato in crescita e tanti altri fattori rendono la Thailandia una destinazione attraente per la F1. Mentre l’attenzione verso la F1 continua ad incrementare in maniera impressionante in tutto il mondo, cresce anche il numero di paesi che desiderano ospitare la categoria regina. Tra le opzioni circolate negli ultimi mesi rientrano Argentina, Sudafrica, Rwanda e Corea del Sud, ma un progetto in particolare, quello della Thailandia, pare molto ben avviato. Da diversi anni, […] The post F1 – Sarà la Thailandia la prossima nuova destinazione della F1? appeared first on F1 News - Notizie Formula 1, Auto e Motorsport.

Le controversie del GP di Singapore, un mercato in crescita e tanti altri fattori rendono la Thailandia una destinazione attraente per la F1.
Mentre l’attenzione verso la F1 continua ad incrementare in maniera impressionante in tutto il mondo, cresce anche il numero di paesi che desiderano ospitare la categoria regina. Tra le opzioni circolate negli ultimi mesi rientrano Argentina, Sudafrica, Rwanda e Corea del Sud, ma un progetto in particolare, quello della Thailandia, pare molto ben avviato. Da diversi anni, infatti, i principali leader politici del paese hanno intrapreso un dialogo con Stefano Domenicali: l’ex Primo Ministro Srettha Thavisin ha fatto una prima visita interlocutoria nell’edizione 2024 del GP dell’Emilia Romagna, mentre il suo successore, Paetongtarn Shinawatra, ha ospitato il CEO della F1 a Bangkok il 18 marzo, dopo il GP d’Australia. Il progetto prevede una gara in notturna su un tracciato cittadino, che si snoderà tra le strade della capitale thailandese. L’anno di ingresso in calendario potrebbe essere il 2028.
Dal lato commerciale, la Thailandia rappresenta certamente un mercato molto promettente per la F1. Oltre ad essere rappresentato nel circus da Alexander Albon, che gode di un enorme seguito in quelle zone, nel paese la passione per il motorsport è in forte crescita. Non è un caso che la MotoGP abbia organizzato l’evento di lancio della stagione 2025 proprio a Bangkok, prima di spostarsi a Buriram per i test e la prima tappa del mondiale. Dopo l’addio al calendario del GP della Malesia e il fallimento del progetto Vietnam, per il circus la Thailandia rappresenta l’unica vera opportunità di espansione nel Sud-Est dell’Asia, uno dei mercati emergenti più importanti a livello globale. Il progetto ha inoltre come grande punto a favore il fatto di essere sostenuto, politicamente ma anche finanziariamente, dal governo del paese, che punta su una crescita del turismo di lusso. Ciò dovrebbe garantire stabilità ed affidabilità.
Il sostegno ad un possibile GP della Thailandia potrebbe inoltre arrivare da un altro player non proprio secondario, ossia Red Bull. La famiglia Yoovidhya, che ha creato la bevanda energetica e controlla il 51% dell’azienda, è parsa molto più coinvolta e partecipe nelle questioni legate al motorsport rispetto al passato, quando queste erano gestite esclusivamente dalla porzione austriaca. Anche un fattore storico potrebbe dare un piccolo apporto alla causa: quella thailandese è stata infatti una delle primissime nazionalità rappresentate da un pilota in F1. Tra il 1950 e il 1954, il Principe Bira (pseudonimo di Birabongse Bhanudej Bhanubandh, membro dell’attuale famiglia reale thailandese) ha partecipato a 19 Gran Premi al volante di Maserati e Gordini, mentre prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale ha vinto numerose gare extra-campionato. Un vero pioniere del motorsport, che ha ideato i colori nazionali thailandesi nelle corse, il blu e il giallo, e a cui è intitolato il primo circuito costruito in Thailandia nel 1985.
Agli occhi degli appassionati, l’unica nota dolente del progetto potrebbe essere il fatto che si tratterà di un tracciato cittadino. E se Bangkok sostituisse proprio un’altra gara cittadina, magari molto vicina? Il GP di Singapore ha un contratto valido fino al 2028, ma le recenti controversie giudiziarie intorno ad alcune figure chiave dell’evento fanno sorgere legittimi dubbi sul rinnovo. L’ex Ministro dei Trasporti Subramaniam Iswaran, il principale interlocutore a livello istituzionale dei promoter, sta scontando una pena di 12 mesi per corruzione. Il miliardario Ong Beng Seng, che detiene i diritti del GP di Singapore, ha annunciato che si dichiarerà colpevole di due accuse di favoreggiamento mosse a suo carico nell’ambito del caso di corruzione di Iswaran. L’obiettivo della F1 è avere due Gran Premi nel Sud-Est dell’Asia, ma un Gran Premio in Thailandia potrebbe rappresentare anche un’ancora di salvezza qualora il GP di Singapore andasse incontro a delle difficoltà.
Foto copertina: F1 Media/X
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