Ecco come i dazi di Trump fanno traballare pure Apple

I dazi del "Liberation Day" di Donald Trump colpiscono Apple, le cui azioni hanno chiuso in calo del 9% ieri, bruciando più di 300 miliardi di dollari di valore di mercato. A causa delle tariffe, l'iPhone potrebbe presto diventare ancora più costoso

Apr 4, 2025 - 16:55
 0
Ecco come i dazi di Trump fanno traballare pure Apple

I dazi del “Liberation Day” di Donald Trump colpiscono Apple, le cui azioni hanno chiuso in calo del 9%, bruciando più di 300 miliardi di dollari di valore di mercato. A causa delle tariffe, l’iPhone potrebbe presto diventare ancora più costoso

I dazi di Trump si abbattono su Apple.

Ieri, dopo l’entrata in vigore dei dazi annunciati dal presidente degli Stati Uniti, sul Dow Jones il titolo del colosso di Cupertino ha perso il 9,3%. Le azioni hanno registrato il calo più ripido degli ultimi 5 anni, segnando il loro giorno peggiore da marzo 2020. Ciò ha ridotto la capitalizzazione di mercato della società a 3,05 trilioni di dollari da 3,36 trilioni di dollari nel suo più grande crollo di valutazione in un giorno mai registrato, segnala il Financial Times. Il produttore di iPhone è una delle vittime più grandi di Wall Street nonostante gli sforzi di Tim Cook per corteggiare il presidente degli Stati Uniti aggiunge il quotidiano.

A febbraio, la società si era impegnata ad assumere 20.000 dipendenti e a investire 500 miliardi di dollari negli Stati Uniti nei prossimi quattro anni, anche in una nuova struttura per la produzione di server per l’intelligenza artificiale in Texas. Ma le tariffe introdotte da Washington rischiano di minare l’impero del gigante tecnologico, fondato negli ultimi 25 anni su una base di libero scambio, in particolare con la Cina, evidenzia Axios.

Negli ultimi anni Apple ha sviluppato nuove supply chain per diversificare la sua produzione dalla Cina. Sembrava una strategia solida fino ai “dazi reciproci” del 2 aprile. Messa davanti alle tariffe, Apple si trova a dover prendere una scelta difficile: assorbire la spesa extra o trasferirla ai clienti.

Per compensare il prezzo dei dazi, Apple potrebbe infatti dover aumentare i prezzi di tutte le sue linee di prodotti dal 17% al 18% negli Stati Uniti, ha detto l’analista di Morgan Stanley Erik Woodring al programma “Closing Bell” della Cnbc.

Dunque gli iPhone potrebbero presto diventare ancora più costosi.

Tutti i dettagli.

LA SCELTA IN CAPO AL COLOSSO DI CUPERTINO

Anche con una parte della produzione trasferita in Vietnam e India, la maggior parte degli iPhone è ancora prodotta in Cina, colpita da dazi del 54%.

Senza contare che nemmeno Vietnam e India sono scampati alle tariffe, con il primo che ha ricevuto un’imposta del 46% e il secondo del 26%.

La promessa del presidente degli Stati Uniti di “liberare” l’economia pone Cook di fronte a una scelta poco invidiabile tra aumentare i prezzi dei suoi prodotti elettronici di fascia alta o accettare i costi aggiuntivi, che potrebbero cancellare decine di miliardi di dollari dai profitti che gli investitori di Apple hanno a lungo apprezzato, sostiene il Ft.

QUANTO POTREBBE COSTARE L’I-PHONE

E a fare i calcoli ci ha pensato Rosenblatt Securities.

Apple ha lanciato il modello di iPhone 16 più economico negli Stati Uniti con un prezzo di listino di 799 dollari, ma potrebbe arrivare a costare fino a 1.142 dollari, secondo calcoli basati sulle proiezioni degli analisti di Rosenblatt Securities. I quali, inoltre, affermano che il costo potrebbe aumentare del 43%, se Apple fosse in grado di trasferirlo ai consumatori, segnala Reuters.

Un iPhone 16 Pro Max più costoso, con un display da 6,9 pollici e 1 terabyte di spazio di archiviazione, che attualmente è venduto al dettaglio a 1.599 dollari, potrebbe costare quasi 2.300 dollari se un aumento del 43% dovesse venire trasferito ai consumatori.

IL COMMENTO DEGLI ANALISTI

Secondo il co-fondatore di Counterpoint Research Neil Shah, Apple dovrebbe aumentare i suoi prezzi di almeno il 30% in media per compensare i dazi all’importazione.

La stagnazione della domanda potrebbe esercitare ulteriore pressione sui profitti di Apple, soprattutto se i costi aumentano a causa delle tariffe, rileva Reuters. Angelo Zino, analista azionario presso CFRA Research, ha affermato che l’azienda avrà difficoltà a trasferire più del 5-10% del costo ai consumatori. “Ci aspettiamo che Apple rinvii qualsiasi aumento importante sui telefoni fino a questo autunno, quando è previsto il lancio del suo iPhone 17, poiché è in genere il modo in cui gestisce gli aumenti di prezzo pianificati”.

ADDIO ALLA CINA PER GLI USA?

Cosa fare, dunque?

Gli esperti e gli analisti affermano che la portata delle esigenze produttive di Apple esclude lo spostamento di tutta la produzione negli Stati Uniti, riassume Axios.

“Apple ha già annunciato un investimento di 500 miliardi di dollari negli Stati Uniti insieme a Trump a febbraio… la realtà è che ci vorrebbero 3 anni e 30 miliardi di dollari, secondo le nostre stime, per spostare anche solo il 10% della sua catena di fornitura dall’Asia agli Stati Uniti con grandi sconvolgimenti nel processo”, ha scritto giovedì l’analista Dan Ives.