Ecco chi appoggia Musk nell’acquisto di OpenAi
Chi sono gli investitori che partecipano all'offerta di Musk da 94,7 miliardi per acquisire l'organizzazione che controlla OpenAi. E cosa vuole davvero il capo di Tesla, SpaceX e xAi. Tutti i dettagli

Chi sono gli investitori che partecipano all’offerta di Musk da 94,7 miliardi per acquisire l’organizzazione che controlla OpenAi. E cosa vuole davvero il capo di Tesla, SpaceX e xAi. Tutti i dettagli
Un gruppo di investitori guidato da Elon Musk ha offerto 97,4 miliardi di dollari per acquistare l’organizzazione non profit che controlla OpenAi, la startup di intelligenza artificiale che ha co-fondato nel 2015 e che dal 2019 è guidata da Sam Altman.
LO SCONTRO TRA MUSK E ALTMAN
Musk è in pessimi rapporti con Altman e lo accusa di aver violato il contratto di fondazione di OpenAi per trarne profitto. E infatti nel comunicato sull’offerta di acquisto – la notizia è stata data dal Wall Street Journal – il capo di Tesla e SpaceX dichiara di voler far tornare OpenAi “la forza open-source e orientata alla sicurezza che era un tempo”. Il riferimento alla sicurezza si spiega con il fatto che Musk, pur possedendo una società di intelligenza artificiale chiamata xAi, pensa che questa tecnologia sia portatrice di “rischi profondi per la società”.
Sam Altman ha respinto l’offerta e ha risposto così su X: “No, grazie, ma se vuoi compriamo Twitter per 9,74 miliardi di dollari”, riferendosi all’acquisto della piattaforma da parte di Musk per 44 miliardi.
no thank you but we will buy twitter for $9.74 billion if you want
— Sam Altman (@sama) February 10, 2025
CHI APPOGGIA L’OFFERTA DI MUSK PER OPENAI
All’offerta di acquisto di OpenAi partecipano, oltre a Musk e alla sua xAi, una serie di fondi di investimento come gli statunitensi Valor Equity Partners, Baron Capital, Emanuel Capital Management, 8Vc e Atreides Management, più l’emiratino Vy Capital.
IL RUOLO DI ARI EMANUEL E JOE LONSDALE
Oltre a Elon Musk, le due personalità più note coinvolte nell’operazione sono Ari Emanuel e Joe Lonsdale.
Ari Emanuel è l’amministratore delegato di Endeavor, una media agency che rappresenta molti attori, musicisti e leghe sportive come la Nfl (football). La società, inoltre, è l’azionista di maggioranza della Wwe (wrestling) e della Ufc (arti marziali miste), due settori molto vicini al presidente degli Stati Uniti Donald Trump: basti ricordare che Trump ha scelto l’ex-wrestler Linda McMahon per guidare il dipartimento dell’Istruzione e che il presidente della Ufc, Dana White, è stato inserito nel consiglio di amministrazione di Meta.
Secondo l’Hollywood Reporter, “l’inclusione di Emanuel nel consorzio di investitori potrebbe segnalare l’interesse di Musk a corteggiare Hollywood se dovesse acquistare l’organizzazione non profit che controlla OpenAi. Gli strumenti di intelligenza artificiale potrebbero avere importanti applicazioni nella post-produzione, in particolare negli effetti visivi”.
Joe Lonsdale, invece, è un venture capitalist legato a PayPal (l’azienda venne co-fondata da Musk), che ha lavorato assieme a Peter Thiel (altro co-fondatore di PayPal e “mentore” del vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance) alla creazione dell’azienda informatica Palantir.
Al giro di finanziamenti di xAi dello scorso dicembre avevano preso parte le compagnie di investimento BlackRock, Fidelity e Sequoia Capital, la banca Morgan Stanley, la holding saudita Kingdom Holding e le aziende di semiconduttori Nvidia e Amd.
IL VERO OBIETTIVO È OSTACOLARE STARGATE?
Non è chiaro, al momento, se Musk sia realmente intenzionato ad acquisire OpenAi o se la sua offerta abbia piuttosto lo scopo di ostacolare i piani di transizione della startup da non profit a for-profit e complicare l’evoluzione di Stargate, il grande progetto infrastrutturale con SoftBank e Oracle. Musk, del resto, ha pubblicamente messo in dubbio la realizzabilità degli investimenti promessi da Stargate (da 100 a 500 miliardi di dollari entro quattro anni).
Non è chiaro nemmeno se Musk sia genuinamente preoccupato per l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’umanità o se le sue critiche alla presunta “deviazione” di OpenAi siano nate – questa è la versione fornita dalla startup – a seguito del fallito tentativo di incorporarla in Tesla: la casa automobilistica è molto attiva nello sviluppo di sistemi di guida autonoma, che possono sfruttare l’intelligenza artificiale.
COSA C’ENTRA MICROSOFT
Oltre ad attaccare il progetto Stargate, Musk ha anche criticato la partnership tra OpenAi e Microsoft, definendola un “monopolio” e accusando la società tecnologica di Redmond di voler eliminare la concorrenza nel settore dell’intelligenza artificiale, inclusa quella di xAi.
Ad oggi, Microsoft è la principale sostenitrice di OpenAi, avendovi investito 13 miliardi di dollari, ma potrebbe venire scalzata dalla giapponese SoftBank, che sembra avere l’intenzione di investire fino a 25 miliardi nella startup.