Dallo spazio arriva la prima immagine della costellazione italiana Iride
Svelata oggi al sito Esrin dell'Esa la prima immagine del satellite Pathfinder Heo, sviluppato da Argotec, parte della costellazione Iride, il programma spaziale italiano finanziato attraverso i fondi del Pnrr.

Svelata oggi al sito Esrin dell’Esa la prima immagine del satellite Pathfinder Heo, sviluppato da Argotec, parte della costellazione Iride, il programma spaziale italiano finanziato attraverso i fondi del Pnrr.
Una veduta di Roma la prima immagine inviata dal satellite Pathfinder Hawk for Earth Observation (Heo) di Iride, costellazione italiana di costellazioni per il nostro pianeta.
È stata svelata la prima immagine del Pathfinder Heo, parte di una delle costellazioni del sistema Iride, il programma spaziale italiano finanziato attraverso i fondi del Pnrr. Coordinato dall’Agenzia spaziale europea (Esa) con il supporto dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), il programma prevede la realizzazione di costellazioni satellitari dedicate all’Osservazione della Terra, tra cui la costellazione Heo, sviluppata dall’azienda italiana Argotec.
L’immagine è stata acquisita il 5 marzo 2025 dallo strumento ottico multispettrale montato a bordo del primo microsatellite di Iride, Pathfinder Hawk, lanciato lo scorso 14 gennaio. Il passaggio ha interessato l’Italia centrale, partendo dalla città di Fano sulla costa adriatica, attraversando l’Appennino centrale, fino a raggiungere Roma e, circa 20 km più a sud, Ostia, sul litorale laziale.
Il programma Iride ha un valore di 1 miliardo e 100 milioni di cui 800 milioni finanziati proprio dal Pnrr. Con Iride “Il paese sarà dotato di un sistema che non avrà eguali”.
Si tratta di un progetto ambizioso dal momento che deve essere operativo entro giugno 2026, obiettivo del Pnrr.
Iride è una costellazione satellitare in orbita bassa, un sistema dotato di sensori radar e ottici, in grado di osservare la Terra in qualsiasi condizione atmosferica. Il sistema contribuirà infatti a monitorare qualità dell’aria, la copertura del suolo, la gestione delle risorse idriche, emergenze sicurezza.
Tutti i dettagli.
COS’È IRIDE
La costellazione satellitare nazionale Iride, insieme ad altri sistemi spaziali nazionali ed europei, è concepita per servire le Amministrazioni Pubbliche, quali la Protezione Civile e molte altre.
Si tratta di una costellazione ibrida composta da satelliti di classe diversa con sensori per l’osservazione della terra dedicati; un sistema end-to-end costituito da un insieme di sotto-costellazioni di satelliti in orbita bassa (Low Earth Orbit), dalla infrastruttura operativa a terra (Downstream e dai servizi destinati alla Pubblica Amministrazione italiana.
LA PRIMA IMMAGINE DI ROMA, CON UNA RISOLUZIONE TRE VOLTE SUPERIORE RISPETTO A QUELLA DISPONIBILE
Oggi abbiamo visto la prima immagine ad alta risoluzione acquisita da uno strumento ottico multispettrale a bordo del microsatellite Pathfinder Heo, il primo della costellazione. L’immagine mostra la città di Roma con una risoluzione di 2,66 metri. Si tratta di una risoluzione circa tre volte superiore rispetto a quella attualmente disponibile per l’acquisizione sistematica sull’Italia.
IL PROGRAMMA
Il sistema Iride di osservazione globale sarà dunque una costellazione di sei costellazioni con a bordo diversi payload, a 3 anni dall’inizio del programma ci sono già 60 satelliti in via di sviluppo e i centri di terra in consolidamento.
IL RUOLO DELL’AZIENDA SPAZIALE TORINESE
Nel dicembre 2022 l’Esa ha assegnato i primi due contratti per la definizione completa della costellazione Iride, del valore complessivo di 68 milioni, che prevedono la costruzione di 22 satelliti. Il primo relativo allo sviluppo di 10 satelliti (con l’opzione per altri 15) è stato aggiudicato da Argotec che guida il team costituito da Officina Stellare e Rhea System. (Qui l’approfondimento di Start Magazine: Spazio, ecco tutte le aziende italiane che lavorano alla costellazione Iride).
LE SFIDE
Secondo David Avino, ceo di Argotec, “l’obiettivo industriale era quello di crescere”, si tratta infatti della “prima volta che il paese ha un programma così importante, crescere vuol dire innovare ma serve tempo e c’è stata la sfida del tempo”. Una “sfida non solo come prime contractor, ma anche per tutte le aziende della filiera con cui dovevamo cambiare paradigma, sentore di quello che vediamo già dall’altra parte dell’oceano in programmi che in pochissimo tempo ti richiedono di stare sulla rampa di lancio.”
Allo stesso tempo, grazie a questo programma c’è “stato un rientro dei cervelli, abbiamo fatto rientrare persone per lavorare su questo progetto” ha evidenziato il numero di Argotec. Per Iride sono già state assunte oltre 400 persone. Inoltre, un’altra sfida è stata quella produttiva: aumentare la capacità di produzione, “Prima si producevano uno due satelliti all’anno, adesso uno a settimana” ricorda Avino sottolineando che “adesso nella nostra camera bianca abbiamo quasi 9 satelliti pronti da mandare dall’altra parte dell’oceano”.
“L’obiettivo del Pnrr è cercare di creare un sistema virtuoso, visto che è un prestito, dovevamo sfruttare questo volano per far crescere l’industria spaziale italiana” ha precisato il ceo di Argotec.
Concorda Gabriella Costa, Iride Program Manager, osservando che la “sfida principale è implementare un sistema in soli 4 anni, l’unica risposta era coinvolgere l’intero sistema paese” rammentando che hanno affidato contratti a 70 industrie italiane.
Imprenscindibile il coinvolgimento anche dell’utenza finale.
LE APPLICAZIONI
I dati raccolti infatti supporteranno le Pubbliche Amministrazioni, tra cui la Protezione Civile, nel contrastare il dissesto idrogeologico, monitorare le infrastrutture critiche, tutelare le coste e migliorare la qualità dell’aria e le previsioni meteorologiche. In particolare, la costellazione Heo costruita da Argotec avrà un ruolo chiave nel monitoraggio del cambiamento climatico, rilevando fenomeni come erosione del suolo, deforestazione e fusione dei ghiacci, oltre a fornire allarmi tempestivi su valanghe, inondazioni e terremoti.
LE PROSSIME MISSIONI
La costellazione prevede il lancio di altri nove satelliti entro il 2025, a cui si aggiungeranno ulteriori quindici satelliti nel 2026. L’intera costellazione Iride sarà pienamente operativa entro giugno 2026.
“Nel 2025 diversi lanci in programma, c’è tanto da fare altri satelliti da lanciare non solo da parte di Argotec ma anche per le altre costellazioni da qui al 2026” ha spiegato Simonetta Cheli, Direttrice dei Programmi di Osservazione della Terra dell’Esa e Capo dell’Esrin. “C’è anche un grosso lavoro di consolidamento, di quelli che sono i requisiti dell’utenza e i prodotti che vanno sviluppati in questo periodo iniziale del programma. I dati poi devono essere usati. Le utenze istituzionali italiane sono otto, ma è anche molto importante collegare poi una prospettiva futura in un contesto aperto” ha evidenziato Cheli.
IN VISTA DELLA MINISTERIALE ESA DI NOVEMBRE 2025
“Quindi il next step su cui stiamo lavorando, insieme con l’Asi, ma chiaramente anche in un contesto europeo, è come rendere coerente questo sistema di infrastruttura, di competenze italiane con il programma europeo di osservazione della terra. Abbiamo una ministeriale a breve, a fine anno, sicuramente ci deve essere un grosso ruolo nell’Italia anche in questo contesto e una sinergia con quello che si fa in generale” ha concluso Cheli.