Criptovalute: la view di Coinshares sull’attuale situazione del Bitcoin

Di seguito James Butterfill, Head of research di Coinshares, risponde a una serie di domande sulle dinamiche delle criptovalute e del Bitcoin in particolare. Ultimamente si sono registrati deflussi su Bitcoin, così come su altre criptovalute di rilievo ad esempio Ethereum e Solana. Anche se nell’ultima settimana abbiamo visto una inversione di tendenza. Come legge... Leggi tutto

Mar 28, 2025 - 14:25
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Criptovalute: la view di Coinshares sull’attuale situazione del Bitcoin

Di seguito James Butterfill, Head of research di Coinshares, risponde a una serie di domande sulle dinamiche delle criptovalute e del Bitcoin in particolare.

Ultimamente si sono registrati deflussi su Bitcoin, così come su altre criptovalute di rilievo ad esempio Ethereum e Solana. Anche se nell’ultima settimana abbiamo visto una inversione di tendenza. Come legge questo trend?

Dopo le elezioni negli Stati Uniti, il mercato delle criptovalute ha vissuto un periodo di forte espansione, con afflussi per ben 19 settimane consecutive, per un totale di 29 miliardi di dollari, un record assoluto. In parallelo, il prezzo del Bitcoin ha registrato un incremento del 55%. Una fase di correzione era dunque prevedibile: fino ad ora, i deflussi ammontano a circa 6 miliardi di dollari e il prezzo del Bitcoin ha subito una contrazione. Tuttavia, questa fase di correzione ha già visto un’inversione di tendenza. I deflussi si sono protratti per 17 giorni consecutivi, rappresentando il calo più prolungato mai osservato nel mercato. Inoltre, il prezzo del Bitcoin ha toccato la media mobile a 200 giorni, attestandosi intorno ai 77.000 dollari, dove ha incontrato una forte resistenza. Da quel livello, il recupero è stato rapido, il che suggerisce una potenziale stabilizzazione. L’andamento del Bitcoin è fortemente influenzato dalle condizioni macroeconomiche globali. Eventi politici e dati economici rilevanti hanno un impatto significativo sul prezzo. Ad esempio, la decisione dell’ex presidente Trump di creare una riserva strategica di Bitcoin è stata inizialmente accolta positivamente, ma l’assenza di ulteriori acquisti ha generato incertezza tra gli investitori. Allo stesso modo, recenti indicatori macroeconomici, come il calo della fiducia dei consumatori (Il Crypto Fear and Greed Index si attesta attualmente tra i 30 e i 40 punti, indicando un sentiment ancora prudente da parte degli investitori) e l’introduzione di nuovi dazi commerciali, potrebbero avere un impatto negativo sulla crescita economica complessiva. Ciò ha alimentato aspettative di una politica monetaria più accomodante da parte della Federal Reserve, un fattore che potrebbe sostenere il prezzo del Bitcoin nei prossimi mesi.

Trump è stato a lungo considerato un fattore favorevole per i mercati delle criptovalute. Tuttavia, dall’inizio della sua presidenza, i prezzi sono diminuiti. Il suo impatto sul settore è stato sopravvalutato?

Nonostante il recente calo dei prezzi, il Bitcoin rimane l’unica asset class negli Stati Uniti che viene ancora scambiata sopra i livelli registrati il giorno delle elezioni, a differenza di azioni e materie prime che hanno subito una flessione. Ciò indica che, sebbene il mercato abbia attraversato una fase di correzione, il Bitcoin mantiene una posizione di forza relativa. Uno dei principali punti di discussione è stato il dibattito sul ruolo del Bitcoin come riserva strategica. Inizialmente, l’attenzione si è concentrata sugli aspetti negativi di questa iniziativa, ma si tratta in realtà di un passo significativo verso la legittimazione dell’asset. Sebbene l’amministrazione Trump non abbia effettuato acquisti immediati di Bitcoin, come auspicato da alcuni investitori, la creazione di una riserva strategica rappresenta comunque un segnale positivo per il settore. Inoltre, l’adozione istituzionale continua a espandersi: la SEC ha approvato gli ETF su Bitcoin e diversi governi stanno seguendo l’esempio degli Stati Uniti. Il Marocco, ad esempio, ha recentemente legalizzato il Bitcoin, mentre Mubadala, il fondo sovrano di Abu Dhabi, ha annunciato investimenti nell’asset. Tuttavia, le aspettative del mercato riguardante l’impatto della presidenza Trump potrebbero essere state eccessive. Fattori macroeconomici come l’incertezza legata ai nuovi dazi commerciali, che potrebbero alimentare pressioni inflazionistiche e rallentare la crescita economica, hanno avuto un impatto negativo sugli asset più rischiosi, tra cui il Bitcoin. Inoltre, il mercato ha reagito con delusione alla dichiarazione di Trump secondo cui manterrà le riserve di Bitcoin già acquisite senza procedere con nuovi acquisti. Sebbene la reazione immediata sia stata negativa, nel lungo termine, il crescente riconoscimento istituzionale e l’espansione dell’adozione globale potrebbero contribuire a sostenere il valore del Bitcoin.

L’amministrazione Trump ha annunciato l’intenzione di includere, oltre al Bitcoin, altre criptovalute nella riserva strategica. Si tratta di una scelta coerente con il ruolo di una riserva di valore?

Questa decisione appare insolita, poiché il Bitcoin si distingue nettamente dalle altre criptovalute per la sua natura di riserva di valore, paragonabile all’oro. La maggior parte degli altri asset digitali, invece, sono progettati per risolvere specifiche problematiche tecniche e non presentano le stesse caratteristiche di stabilità e consolidamento nel mercato. L’inclusione di criptovalute come XRP o Solana in una riserva strategica solleva interrogativi, in quanto questi asset non hanno ancora strutture di prezzo ben definite. Dal punto di vista della gestione del portafoglio, questa scelta risulta controversa. Tuttavia, al momento, l’ordine esecutivo di Trump fa riferimento esclusivamente al Bitcoin, senza menzionare esplicitamente altre criptovalute.

Quali sono le prospettive per il mercato nei prossimi mesi?

L’attuale contesto macroeconomico è caratterizzato da incertezza. L’impatto effettivo dei nuovi dazi commerciali è difficile da prevedere e, a seconda della loro intensità, potrebbero contribuire a una fase di stagflazione. In scenari recessivi, gli asset più rischiosi, come il Bitcoin, tendono a subire pressioni negative. Tuttavia, potrebbe emergere una progressiva decorrelazione tra il Bitcoin e i mercati azionari, soprattutto se gli investitori inizieranno a percepire i limiti dell’azione delle banche centrali. In un contesto stagflazionistico, la Fed avrebbe poco margine di intervento: se abbassasse i tassi, potrebbe stimolare la crescita, ma questo comporterebbe un ulteriore aumento dell’inflazione. Questo scenario di incertezza sulle politiche monetarie potrebbe, paradossalmente, rafforzare il Bitcoin come valuta alternativa.

In questo ciclo, inoltre, si è osservata un’assenza di una vera e propria “altcoin season”, segnale che gli investitori stanno adottando un approccio più selettivo rispetto al passato, privilegiando asset con fondamentali solidi rispetto alla speculazione su meme token. Se la Fed adotterà una politica monetaria più accomodante, il Bitcoin potrebbe beneficiare di un nuovo slancio, con la possibilità di chiudere l’anno sopra i 100.000 dollari, arrivando potenzialmente fino a 120.000. A conferma della ritrovata fiducia nel settore, un elemento particolarmente significativo riguarda i deflussi registrati negli ultimi 21 giorni dall’ETF Bitcoin short, che ha visto fuoriuscite per un totale di 28 milioni di dollari. Questo movimento suggerisce che una parte crescente degli operatori di mercato considera ormai esaurita la fase di correzione e ritiene che il Bitcoin abbia trovato un punto di minimo, rafforzando la prospettiva di una possibile nuova tendenza rialzista.