Cresce l’occupazione mezzo milione in 12 mesi ma quasi tutti over 50
L’occupazione cresce ancora. Nel mese di febbraio Istat ha contato 47 mila occupati in più su gennaio, soprattutto autonomi e a termine, tornati ad avanzare dopo mesi di calo. A colpire però è il dato annuale: 567 mila occupati in più su febbraio 2024, di cui ben 542 mila over 50 e di questi 101 […] L'articolo Cresce l’occupazione mezzo milione in 12 mesi ma quasi tutti over 50 proviene da Iusletter.

L’occupazione cresce ancora. Nel mese di febbraio Istat ha contato 47 mila occupati in più su gennaio, soprattutto autonomi e a termine, tornati ad avanzare dopo mesi di calo. A colpire però è il dato annuale: 567 mila occupati in più su febbraio 2024, di cui ben 542 mila over 50 e di questi 101 mila addirittura over 65. Il 96% dunque della maggiore occupazione si spiega con i lavoratori maturi: più che assunzioni, pesano i trattenimenti al lavoro per le strette sulle pensioni anticipate volute dal governo Meloni.
A dirlo, con un’analisi sul decennio 2014-2024, è lo stesso presidente dell’Istat. In audizione parlamentare alla commissione che indaga sugli effetti economici della transizione demografica in atto, Francesco Maria Chelli ha spiegato il peso delle due componenti. Da una parte l’invecchiamento della forza lavoro: nascono sempre meno bambini, la fascia adulta si assottiglia, quella anziana si gonfia. Dall’altra parte l’effetto sull’occupazione: giovani, trentenni e quarantenni lavorano molto meno degli adulti. Il calo degli impieghi nelle fasce più giovani non è spiegato solo dalla demografia. Così come il boom tra i “maturi”.
Lo smottamento demografico è innegabile. La popolazione italiana calerà dai 59 milioni del 2023 ai 46 milioni del 2080. Gli over 65 oggi sono un quarto della popolazione: diventeranno presto un terzo. Gli over 85 raddoppieranno in meno di trent’anni. Dinamiche che non bastano però a spiegare l’aumento vertiginoso degli occupati over 50 e over 65.Chelli osserva che negli ultimi vent’anni la popolazione dei giovani under 34 è scesa di 6 punti, ma gli occupati di questa fascia sono calati del doppio (11,7 punti). Nel frattempo gli over 50 diventavano più numerosi, 5 punti in più. Ma gli occupati tra loro volavano di 17 punti fino a 64 anni e di 20 punti considerando anche gli over 65.
Oltre al calo delle nascite, sottolinea Chelli, pesa la scelta dei giovani di «prolungare il percorso di istruzione che posticipa l’ingresso nel mondo del lavoro». Pesa anche il numero di giovani che espatria: 212 mila, al netto di chi rimpatria, nel decennio 2013-2022, di cui 87 mila laureati. Mentre la generazione dei baby boomers over 55 è fatta da «coorti sempre più istruite che partecipano di più al mercato del lavoro, speciele donne». E che «permangono più a lungo nell’occupazione per via delle riforme al sistema pensionistico che hanno reso più stringenti i requisiti per l’accesso alla pensione».
Se c’è una vera politica attiva del governo Meloni che funziona è proprio la stretta previdenziale. Ilmismatch rimane: imprese faticano a trovare lavoratori. Specie nel commercio e nel turismo. Settori che si lamentano meno di prima, quando c’era il Reddito di cittadinanza. Ma quel gap tra domanda e offerta di manodopera non è stato colmato.
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