Controversie finanziarie, Consob: in 8 anni rimborsati 165 milioni ai risparmiatori

Dodicimila italiani si sono rivolti all’Arbitro per la risoluzione stragiudiziale delle dispute tra clienti e intermediari. “La stagione della conflittualità è alle spalle”

Apr 3, 2025 - 18:30
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Controversie finanziarie, Consob: in 8 anni rimborsati 165 milioni ai risparmiatori

Anche nel 2024, per il secondo anno di fila, il numero di ricorsi presentati da risparmiatori italiani nei confronti del proprio consulente o intermediario finanziario, è inferiore a mille, con una percentuale di accoglimento intorno al 50%, e rimborsi complessivi superiori ai 9 milioni di euro. In totale, dall’inizio della sua attività, l’Arbitro per le controversie finanziarie (Acf), organismo istituito nel 2017 dalla Consob per la risoluzione stragiudiziale delle dispute tra gli intermediari e i loro clienti, ha visto rimborsare 165 milioni di euro ai risparmiatori.

La relazione annuale dell’Acf del 2024

E’ stata presentata oggi a Roma dal Presidente Gianpaolo Eduardo Barbuzzi, la relazione annuale Acf. Dall’inizio dell’attività, nel 2017, i circa 12.000 risparmiatori che hanno scelto di affidarsi all’Arbitro hanno visto riconoscersi rimborsi pari in media a 20,6 milioni di euro all’anno. Dai risultati emerge, tra l’altro, la crescita della rilevanza economica delle richieste di risarcimento sottoposte all’Acf. Per la prima volta il valore medio delle istanze dei risparmiatori ha raggiunto la cifra record di oltre 70.000 euro. Al tempo stesso la Relazione evidenzia che, nonostante la piena gratuità prevista per i ricorsi all’Arbitro, è in aumento nel 2024 (al 68,2% dal 60% del 2023) la percentuale di chi preferisce farsi assistere da un legale. Più in dettaglio: dopo anni in cui le pronunce dell’Arbitro hanno accolto in massima parte (in media nel 63% dei casi) le istanze dei risparmiatori, il 2024 ha visto scendere questo dato al 49,7%. In calo anche l’importo medio dei rimborsi riconosciuti (9,4 milioni dai 13,3 dell’anno precedente). Stabile il numero dei ricorsi (961), pressoché invariato rispetto al 2023, ma dimezzato rispetto al picco dei quasi 2000 ricorsi, registrato fra il 2017 e il 2018. La tendenza espressa da questi dati è riconducibile al superamento della fase emergenziale che ha caratterizzato i vari episodi di “risparmio tradito” legati alle crisi bancarie degli ultimi anni. Con ciò il ruolo dell’Arbitro tende a trovare una sua funzione fisiologica dopo le patologie del passato. Resta molto elevato (92,5%) il tasso di esecuzione volontaria delle decisioni dell’Acf da parte degli intermediari, posto che le pronunce dell’Acf non hanno carattere di cogenza. Positivo (+44,4%) anche l’incremento dei casi di estinzione anticipata dei procedimenti a seguito di accordi tra le parti (179 nel 2024 contro i 124 del 2023).

Barbuzzi: “La stagione della conflittualità è alle spalle”

“La stagione della conflittualità seriale dello scorso decennio può dirsi messa definitivamente alle spalle, sostituita ora da controversie più eterogenee e innovative, caratterizzate da livelli di complessità più elevati”. Circa il significativo aumento di quanti ricorrano all’assistenza legale (era il 60% nel 2023, siamo al 68% nel 2024), Barbuzzi ha la sua idea: “L’alta percentuale di ricorsi ‘assistiti’ si deve, anzitutto, alla rilevanza economica degli interessi coinvolti”. Non cala il gender gap: oltre due ricorrenti su tre (67,1%) sono infatti di genere maschile. A riguardo, Barbuzzi sottolinea: “Pur registrandosi un’apprezzabile crescita in ambito famigliare dei casi di cointestazione degli investimenti, le scelte gestionali finiscono con l’essere il più delle volte riconducibili al solo marito”. Intanto, buone notizie arrivano dalla durata dei procedimenti, scesa dai 319 giorni medi del 2023 ai 241 giorni del 2024. “Abbiamo un ultimo miglio da percorrere per ricondurre tutti i procedimenti entro lo standard dei 180 giorni. Stiamo sinergicamente adoperandoci”.