Condannata per aver coltivato marijuana in casa: la prof ora vuole tornare a insegnare e promette battaglia

Una vicenda legale e umana sta facendo discutere a Treviso. Una professoressa, condannata quattro anni fa per coltivazione di marijuana sul suo balcone, ora chiede di tornare a insegnare. Ma la strada è in salita: la pena che ha scontato per il reato commesso è tra quelli che non permettono il reintegro in cattedra. La docente, chiuso il conto con la giustizia, ha avviato comunque il percorso di riabilitazione, sperando di tornare in classe. Una battaglia che si preannuncia lunga e difficile, ma che non è priva di precedenti che potrebbero far sperare la donna. La professoressa ha anche chiesto aiuto a Uil Scuola Treviso per farsi riabilitare e ricominciare il proprio percorso da insegnante. Indice La condanna e il licenziamento: un colpo durissimo Uil Scuola: una sfida possibile? La condanna e il licenziamento: un colpo durissimo La condanna per la professoressa è arrivata, come detto, 4 anni fa, quando è stato scoperto che coltivava piante di marijuana in casa. Un'azione che le è costata una pena per produzione illecita di sostanze stupefacenti, con conseguente licenziamento dalla scuola in cui lavorava. La prof, però, avendo ora scontato la condanna è determinata a riprendere da dove aveva lasciato, ripulendo la sua fedina penale. Ma la legge è chiara: chi riceve una condanna definitiva per reati ostativi, tra cui quello riguardante la droga, non può più lavorare nel settore pubblico. Alla prof, perciò, non resta che spera che il suo percorso di riabilitazione la porti a un reinserimento totale nella società e alla firma di un nuovo contratto. Uil Scuola: una sfida possibile? Per dare forza alla sua causa, la professoressa ha chiesto aiuto alla Uil Scuola Treviso, un sindacato che sta cercando di farle ottenere il reinserimento nel mondo dell'istruzione. Il rappresentante dell'organizzazione ha commentato la situazione al ‘Gazzettino’, spiegando che “la missione è difficile ma non impossibile”. Il licenziamento della docente, infatti, è stato inevitabile, ma esistono dei precedenti che potrebbero andare a suo favore. Un altro insegnante della zona, condannato da giovane per spaccio di droga, ha infatti ottenuto il reintegro dopo anni di lavoro nel privato e la riabilitazione gli ha permesso di tornare persino in classe. Uil Scuola Treviso sottolinea che il reato risaliva a trent'anni prima, quindi va considerata una differenza temporale con il caso della professoressa, ma ribadendo altresì che queste situazioni non devono rappresentare una “macchia a vita”. Ma c'è pure un altro caso di rilievo a dar man forte al sindacato e alla docente: quello di un docente arrestato in recluso in carcere, per reati però non preclusivi all’insegnamento, che comunque ha poi ottenuto la possibilità di uscire dal carcere per andare a fare lezione.

Mar 25, 2025 - 18:56
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Condannata per aver coltivato marijuana in casa: la prof ora vuole tornare a insegnare e promette battaglia

Condannata per aver coltivato marijuana la prof ora vuole tornare a insegnare

Una vicenda legale e umana sta facendo discutere a Treviso. Una professoressa, condannata quattro anni fa per coltivazione di marijuana sul suo balcone, ora chiede di tornare a insegnare. Ma la strada è in salita: la pena che ha scontato per il reato commesso è tra quelli che non permettono il reintegro in cattedra.

La docente, chiuso il conto con la giustizia, ha avviato comunque il percorso di riabilitazione, sperando di tornare in classe. Una battaglia che si preannuncia lunga e difficile, ma che non è priva di precedenti che potrebbero far sperare la donna. La professoressa ha anche chiesto aiuto a Uil Scuola Treviso per farsi riabilitare e ricominciare il proprio percorso da insegnante.

Indice

  1. La condanna e il licenziamento: un colpo durissimo
  2. Uil Scuola: una sfida possibile?

La condanna e il licenziamento: un colpo durissimo

La condanna per la professoressa è arrivata, come detto, 4 anni fa, quando è stato scoperto che coltivava piante di marijuana in casa. Un'azione che le è costata una pena per produzione illecita di sostanze stupefacenti, con conseguente licenziamento dalla scuola in cui lavorava.

La prof, però, avendo ora scontato la condanna è determinata a riprendere da dove aveva lasciato, ripulendo la sua fedina penale. Ma la legge è chiara: chi riceve una condanna definitiva per reati ostativi, tra cui quello riguardante la droga, non può più lavorare nel settore pubblico. Alla prof, perciò, non resta che spera che il suo percorso di riabilitazione la porti a un reinserimento totale nella società e alla firma di un nuovo contratto.

Uil Scuola: una sfida possibile?

Per dare forza alla sua causa, la professoressa ha chiesto aiuto alla Uil Scuola Treviso, un sindacato che sta cercando di farle ottenere il reinserimento nel mondo dell'istruzione. Il rappresentante dell'organizzazione ha commentato la situazione al ‘Gazzettino’, spiegando che “la missione è difficile ma non impossibile”.

Il licenziamento della docente, infatti, è stato inevitabile, ma esistono dei precedenti che potrebbero andare a suo favore. Un altro insegnante della zona, condannato da giovane per spaccio di droga, ha infatti ottenuto il reintegro dopo anni di lavoro nel privato e la riabilitazione gli ha permesso di tornare persino in classe.

Uil Scuola Treviso sottolinea che il reato risaliva a trent'anni prima, quindi va considerata una differenza temporale con il caso della professoressa, ma ribadendo altresì che queste situazioni non devono rappresentare una “macchia a vita”.

Ma c'è pure un altro caso di rilievo a dar man forte al sindacato e alla docente: quello di un docente arrestato in recluso in carcere, per reati però non preclusivi all’insegnamento, che comunque ha poi ottenuto la possibilità di uscire dal carcere per andare a fare lezione.