Come funziona la Comunità Energetica Rinnovabile dello stadio dell’Udinese da 3mila kW al giorno
Il progetto ha anche una finalità benefica: gli incentivi per aderire al progetto saranno devoluti alla costruzione di un centro per il trattamento dei disturbi alimentari

Si chiama “Energia in campo” ed è la prima Comunità Energetica Rinnovabile (CER, ne abbiamo scritto qui) che una squadra di calcio italiana ha deciso di attivare, a beneficio del territorio. Siamo a Udine dove l’Udinese può festeggiare questo traguardo dopo che il tetto dello stadio di proprietà del club è stato ricoperto da migliaia di pannelli fotovoltaici, divenendo così un parco solare capace di produrre una media giornaliera di 3mila kW. Un’altra esperienza analoga è stata attivata anni fa dalla squadra portoghese del Porto.
Come funziona la CER dell’Udinese?
Come si legge sul sito del club, l’iniziativa è promossa da Bluenergy e Udinese Calcio e “coinvolge realtà imprenditoriali locali e i tifosi dell’Udinese Calcio che scelgono di abbracciare l’obiettivo principale della comunità energetica”. Sono oltre 2.400 i pannelli fotovoltaici installati sul tetto dello Stadio Friuli.
Secondo le stime, consentirà di produrre 1.100.000 di kW all’anno. Ma come funziona una CER? Si tratta di un gruppo di persone, imprese o enti locali che si organizzano per produrre, condividere e consumare energia pulita in modo collaborativo. Vengono dunque installati impianti green in un’area e l’elettricità generata viene utilizzata dai membri della comunità. Chi produce in eccesso dona l’energia non consumata agli altri.
Lo Stadio Friuli dell’Udinese utilizzerà la maggior parte dell’energia prodotta dal parco solare per alimentare la struttura, ma una quota che varia tra il 30 e il 40% di energia sarà distribuita all’interno della Comunità Energetica Rinnovabile. Sostenitori e aziende dell’area possono fare domanda per unirsi alla CER. In più c’è un’altra iniziativa collegata: gli incentivi per aderire al progetto saranno devoluti a un progetto di solidarietà. Sarà infatti costruito un centro specializzato per i trattamenti dei disturbi alimentari in collaborazione con l’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale.