“Ci servono più aule, non più bombe”: a Roma gli studenti in piazza contro il taglio e il riarmo europeo

È iniziato questa mattina intorno alle 9, sotto il MUR, il presidio organizzato dai collettivi di Cambiare Rotta e Osa per protestare contro i tagli all’istruzione e contro il riarmo europeo. Allo sciopero, indetto dagli studenti, hanno aderito anche i precari della ricerca e delle scuole superiori, i docenti universitari e i sindacalisti di Usb. […] L'articolo “Ci servono più aule, non più bombe”: a Roma gli studenti in piazza contro il taglio e il riarmo europeo proviene da Il Fatto Quotidiano.

Apr 4, 2025 - 13:59
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“Ci servono più aule, non più bombe”: a Roma gli studenti in piazza contro il taglio e il riarmo europeo

È iniziato questa mattina intorno alle 9, sotto il MUR, il presidio organizzato dai collettivi di Cambiare Rotta e Osa per protestare contro i tagli all’istruzione e contro il riarmo europeo. Allo sciopero, indetto dagli studenti, hanno aderito anche i precari della ricerca e delle scuole superiori, i docenti universitari e i sindacalisti di Usb. “Siamo noi la generazione che subisce i tagli – dice Matilde Coletta di Cambiare Rotta – tagli che ammontano ormai a più di mezzo miliardo di euro”. Nella notte del 3 aprile alcuni studenti, per chiedere un appuntamento con la ministra Bernini, hanno deciso di dormire sotto il ministero: “Ci siamo svegliati qui questa mattina e così dopo due anni ritornano le tende – racconta, mostrando una fotografia, uno dei ragazzi che ha passato la notte in strada – la ministra ci aveva promesso che con il Pnrr sarebbe cambiato qualcosa, che ci saremmo ritrovati con 60mila posti letto in più ed invece il 95% dei pochi posti realizzati, è stato fatto da privati in strutture di lusso”. Tra le richieste dei manifestanti, fondi di minimo 10 miliardi di euro da investire nei settori di istruzione, università e ricerca. Durante il presidio gli studenti hanno bruciato con dei fumogeni una gigantografia della bandiera dell’Unione europea e poi sono partiti in corteo “verso il Parlamento”, dove dopo circa un’ora si sono sciolti. Presidi si sono svolti anche in altre città italiane tra cui Genova, Pomezia, Torino, Bologna e Pisa.

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