Caso Sogei, il ministero Difesa silura Digital Value e anche un po’ Cisco
Il Ministero della Difesa ha revocato il contratto con Digital Value, la società di informatica guidata fino allo scorso 15 ottobre da Massimo Rossi, coinvolta nello scandalo tangenti a Sogei. Il titolo ha chiuso in perdita del -25%

Il Ministero della Difesa ha revocato il contratto “basato su tecnologia Cisco” con Digital Value, la società di informatica guidata fino allo scorso 15 ottobre da Massimo Rossi, coinvolta nello scandalo tangenti a Sogei. Fatti, numeri e approfondimenti
Azioni in caduta libera per Digital Value a Piazza Affari.
Il titolo della società di informatica guidata fino allo scorso 15 ottobre da Massimo Rossi e coinvolta nello scandalo tangenti a Sogei è crollato lunedì chiudendo con una perdita del -25% a 14 euro, ai minimi dallo scorso novembre.
Sulle azioni ha pesato la comunicazione relativa alla risoluzione dell’Accordo quadro n. 800 con il Ministero della Difesa stipulato il 21 marzo 2024, aggiudicato al raggruppamento temporaneo d’impresa tra Italware Srl (di proprietà di Massimo Rossi) e Dimira Srl (anche quest’ultima riconducibile all’imprenditore romano).
Il contratto, della durata di 4 anni, aveva un valore complessivo di 180 milioni, “al netto di eventuali estensioni” e aveva ad oggetto l’acquisizione dei servizi di manutenzione assicurativa e fornitura di apparati per la componente tecnologica IP delle reti del Comparto Difesa, basato su tecnologie Cisco, riferiva una nota di Digital Value dello scorso maggio.
La decisione del dicastero retto da Crosetto giunge a seguito dell’indagine in materia di reati contro la Pa per ipotesi di corruzione e turbata libertà degli incanti nell’ambito di diverse procedure di appalto/affidamento in materia di It, bandite da Sogei, dal Ministero dell’Interno-Dipartimento della Pubblica Sicurezza, dal Ministero della Difesa e dallo Stato Maggiore della Difesa, ha portato agli arresti lo scorso 15 ottobre con l’accusa di corruzione di Paolino Iorio, direttore generale business di Sogei e Massimo Rossi, all’epoca dei fatti presidente, ad e azionista della società informatica Digital Value, colti in flagranza mentre il primo accettava una tangente di 15 mila euro dal secondo.
Mentre Rossi (così come Iorio) ha patteggiato la condanna a tre anni per corruzione, la società romana ora deve risalire la china.
Tutti i dettagli.
LA RISOLUZIONE DELL’ACCORDO DA PARTE DELLA DIFESA CON DIGITAL VALUE
Secondo la comunicazione ministeriale, “Il bando di gara prevedeva l’aggiudicazione di un accordo quadro a favore del RTI costituito tra Italware S.r.l. e Dimira S.r.l. Una volta aggiudicato, l’accordo quadro consente ai diversi reparti del Ministero di acquistare prodotti e servizi stipulando a loro volta i cd. “atti di adesione” all’accordo quadro con le imprese aggiudicatarie. L’aggiudicazione dell’Accordo Quadro non comporta, quindi, alcun obbligo da parte dei committenti di acquistare prodotti e servizi, bensì esclusivamente l’obbligo degli aggiudicatari di fornire i predetti prodotti e servizi ove richiesti dai committenti”.
Pertanto, l’accordo quadro rientra tra gli atti oggetto dell’indagine condotta dalla Procura di Roma nei confronti del manager Massimo Rossi, in relazione a presunte fattispecie di reato e già oggetto di informativa al mercato a decorrere dal 15 ottobre 2024.
La società ha evidenziato che il contratto quadro non è stato preso in considerazione ai fini del bilancio 2025, se non nei limiti degli atti di adesione già pervenuti, che ammontano a 20 milioni di euro.
Inoltre, la comunicazione ministeriale prevede il pagamento delle prestazioni già effettuate, ma anche una riduzione pari agli oneri derivanti dalla risoluzione, dalla sostituzione dell’appalto e da eventuali ulteriori danni accertati.
LE RIPERCUSSIONI PER ITALWARE
Oltre la revoca dell’accordo con la Difesa, Digital Value ha reso noto che la controllata Italware sarà esclusa per cinque anni dalle gare emesse dalla Direzione informatica telematica e delle tecnologie avanzate del Ministero della Difesa, fatta eccezione per le procedure aperte.
Da parte sua Digital Value contesta la decisione e ha dato mandato ai propri legali di valutare le più opportune iniziative a tutela dei propri diritti.
IL COMMENTO DI INTESA SANPAOLO
Per l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo “la notizia è negativa, in particolare la decisione di escludere Italware dalle gare emesse dalla Direzione informatica telematica e delle tecnologie avanzate del Ministero della Difesa per cinque anni” riporta MF.
PROSEGUE IL PROCESSO DI RISTRUTTURAZIONE
Dopodiché, Digital Value fa sapere di proseguire il suo processo di di self-cleaning, avviato già da ottobre 2024, tramite il rafforzamento delle “misure di governance aziendale in conformità alle normative vigenti, ai migliori standard di mercato e a rigorosi principi di eticità”.
L’AZIONE DI RESPONSABILITÀ PROMOSSA DA ITALWARE
Infine, nel solco di tale percorso di self-cleaning si inserisce la promozione, da parte della controllata Italware S.r.l, di un’azione di responsabilità nei confronti del Sig. Massimo Rossi – ex Amministratore unico della stessa Italware nonché ex Presidente e Amministratore Delegato di Digital Value – che non ricopre più alcuna carica all’interno del Gruppo a partire dal 16 ottobre 2024.
Come reso noto da Digital Value con una nota lo scorso 17 marzo, Italware ha promosso un’azione di responsabilità, depositando il relativo atto giudiziario presso il competente Tribunale di Roma, nei confronti di Massimo Rossi. Lo società ha spiegato che l’iniziativa “si inserisce nel solco dell’ampio percorso di self-cleaning prontamente intrapreso dal gruppo Digital Value, tramite l’adozione di molteplici misure idonee al distanziamento, che sta continuando a rafforzare le misure di governance aziendale in conformità alle normative vigenti, ai migliori standard di mercato e a rigorosi principi di eticità”.
In particolare, “le misure adottate spaziano dall’immediata ridefinizione del consiglio di amministrazione della capogruppo (composto in maggioranza da Consiglieri Indipendenti – 4 su 7 membri di cui 3 di nuova nomina) e delle varie società controllate, di tutti i Comitati endoconsiliari, fino alla regolazione di aspetti cruciali come i rapporti con i fornitori e la scelta dei partner”, oltre alla formazione dei dipendenti e al rafforzamento dei presidi operativi, commerciali e finanziari.