Cambia la legge sulla cittadinanza italiana: ripercussioni negative sullo sport?
Ci saranno novità importanti per quanto concerne le richieste di cittadinanza italiana per ius sanguinis provenienti dall’estero. Le domande che verranno avanzate da discendenti di cittadini del Bel Paese subiranno delle modifiche dopo la riforma approvata dal Consiglio dei ministri e definita da Antonio Tajani “di grande importanza perché punta a rinforzare il legame tra […]

Ci saranno novità importanti per quanto concerne le richieste di cittadinanza italiana per ius sanguinis provenienti dall’estero. Le domande che verranno avanzate da discendenti di cittadini del Bel Paese subiranno delle modifiche dopo la riforma approvata dal Consiglio dei ministri e definita da Antonio Tajani “di grande importanza perché punta a rinforzare il legame tra chi vuole essere cittadino italiano e l’Italia“.
Il ministro degli Esteri ha precisato che “non verrà meno il principio dello ius sanguinis e molti discendenti degli emigrati potranno ancora ottenere la cittadinanza italiana, ma verranno posti limiti precisi soprattutto per evitare abusi o fenomeni di ‘commercializzazione’ dei passaporti italiani. La cittadinanza deve essere una cosa seria“.
In cosa consiste la riforma? Saranno riconosciuti come cittadini italiani soltanto i richiedenti che avranno almeno un genitore o un nonno nato in Italia e “si impone di mantenere nel tempo legami reali con il nostro Paese, esercitando i diritti e i doveri del cittadino almeno una volta ogni venticinque anni (ad esempio votare, rinnovare il passaporto, mantenere una situazione anagrafica regolare, n.d.r.)“.
Antonio Tajani ha spiegato anche un altro dettaglio: “I residenti all’estero non si rivolgeranno più ai consolati, ma ad un ufficio speciale centralizzato alla Farnesina. Ci sarà un periodo transitorio di un anno circa per l’organizzazione dell’ufficio. L’intento è rendere più efficienti le procedure, con economie di scala evidenti. I consolati dovranno concentrarsi sull’erogazione dei servizi a chi è già cittadino e non più a ‘creare’ nuovi cittadini“.
Queste novità potrebbero avere delle ripercussioni sullo sport italiano, perché inevitabilmente diminuiranno le cittadinanze per ius sanguinis e quindi il movimento tricolore avrà un bacino più contenuto a cui attingere. Basti pensare che negli ultimi dieci anni i cittadini residenti all’estero sono aumentati da circa 4,6 milioni a 6,4 milioni.
Uno spunto? Mauro Camoranesi, un pilastro della Nazionale Italiana che vinse i Mondiali di calcio nel 2006, non avrebbe potuto acquisire la cittadinanza con la riforma appena entrata in vigore: il centrocampista aveva infatti potuto indossare l’azzurro grazie al bisnonno paterno Luigi, che era nato a Potenza Picena. Il pesista Zane Weir, giusto per citare uno degli azzurri in auge in questo momento, ha origini italiane da parte del nonno materno Mario e quindi anche con le nome attuali avrebbe potuto acquisire la cittadinanza.