Brevetti in scadenza, cosa rischiano Pfizer, Astrazeneca, Eli Lilly, Merck e non solo

Da Pfizer ad Astrazeneca, passando per Eli Lilly, Merck e altre Big Pharma. A partire da quest'anno i brevetti di alcuni dei farmaci più venduti scadranno. Ecco quanto peserà sulle case farmaceutiche l'arrivo sul mercato delle versioni generiche. Fatti, nomi e numeri

Mar 30, 2025 - 17:08
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Brevetti in scadenza, cosa rischiano Pfizer, Astrazeneca, Eli Lilly, Merck e non solo

Da Pfizer ad Astrazeneca, passando per Eli Lilly, Merck e altre Big Pharma. A partire da quest’anno i brevetti di alcuni dei farmaci più venduti scadranno. Ecco quanto peserà sulle case farmaceutiche l’arrivo sul mercato delle versioni generiche. Fatti, nomi e numeri

 

Non solo farmaci per la perdita di peso. A veder scadere il loro brevetto tra non molto sono anche 8 farmaci chiave prodotti da alcune delle più grandi case farmaceutiche, le quali potrebbero dover fare i conti con l’arrivo di versioni generiche. Secondo la Food and Drug Administration (Fda), infatti, il prezzo all’ingrosso di un farmaco diminuisce di circa il 39% dopo l’ingresso sul mercato di un solo concorrente generico e se questi diventano quattro allora il crollo è del 79%.

Un bel risparmio per i consumatori e molti soldi in meno per le case farmaceutiche proprietarie di brevetti scaduti. I brevetti entrano in vigore a partire dalla data di deposito della domanda, il che conferisce all’azienda titolare la possibilità di fissare il prezzo del farmaco senza concorrenza durante questo periodo.

Ecco alcuni dei farmaci più venduti che stanno per perdere questo diritto.

KEYTRUDA DI MERCK

Nel 2028 scadrà il brevetto del farmaco più venduto al mondo anche nel 2024: l’antitumorale Keytruda di Merck, le cui vendite l’anno scorso sono aumentate del 18%, raggiungendo i 29,5 miliardi di dollari.

OPDIVO DI BRISTOL MYERS SQUIBB

Nel 2028 scadrà anche il brevetto di Opdivo di Bristol Myers Squibb e Ono Pharmaceutical, un trattamento per il melanoma e altri tipi di cancro, che ha generato vendite globali per 9,3 miliardi di dollari.

L’anno scorso ha rappresentato da solo quasi il 20% dei 45 miliardi di dollari di fatturato annuo dell’azienda.

TRULICITY DI ELI LILLY

Nel 2027 scadrà invece il brevetto per Trulicity, un farmaco di Eli Lilly che ha preceduto l’era dell’Ozempic. È stato infatti approvato per la prima volta dalla Fda nel 2014 ed è utilizzato per controllare i livelli di zucchero nel sangue e contribuire alla salute del cuore nelle persone affette da diabete di tipo 2.

Nel 2024, Trulicity è stato uno dei farmaci più venduti dell’azienda, con un fatturato di oltre 5 miliardi di dollari. Il prezzo di listino attuale è di 987 dollari al mese.

IBRANCE DI PFIZER

Sempre nel 2027 scadrà anche il brevetto di Ibrance di Pfizer, un farmaco contro il tumore al seno approvato per la prima volta dalla Fda nel 2016, il cui costo di 21 capsule è di oltre 15.000 dollari.

L’anno scorso è stato uno dei farmaci che ha dato i migliori risultati tra quelli dell’azienda, con vendite per 4,3 miliardi di dollari.

ELIQUIS DI BRISTOL MYERS SQUIBB

È prevista invece per il 2026 la scadenza del brevetto dell’anticoagulante Eliquis di Bristol Myers Squibb, che l’anno scorso, con 9,6 miliardi di dollari, ha generato i maggiori ricavi.

Eliquis però è anche uno dei 10 farmaci soggetti a negoziazione dei prezzi Medicare. Per chi beneficia dell’assicurazione sanitaria federale, il suo prezzo di listino è sceso del 56% a 231 dollari, da un prezzo di listino di 521 dollari.

FARXIGA DI ASTRAZENECA

Scade già quest’anno il brevetto di uno dei farmaci più di successo di AstraZeneca. Farxiga, approvato dalla Fda nel 2014 per il trattamento del diabete di tipo 2, ha poi ottenuto l’autorizzazione all’uso anche per l’insufficienza cardiaca e le malattie renali croniche.

Nel 2024 le sue vendite hanno portato alla casa farmaceutica anglo-svedese 7,7 miliardi di dollari.

XARELTO DI BAYER E J&J

È già scaduto invece a febbraio e, questo mese, la Fda ha pure approvato la prima versione generica dell’anticoagulante Xarelto di Bayer e Johnson & Johnson, che l’anno scorso aveva generato vendite per 2,3 miliardi di dollari.