Batterie a flusso di vanadio, i passi verso l’industrializzazione
Ridurre i costi, aumentare la durata e avvicinare le batterie a flusso redox di vanadio alla scala industriale. Questo l’obiettivo di uno dei rami di studio del Politecnico di Milano nell’ambito del progetto MUSA, Multilayered Urban Sustainability Action, uno degli ecosistemi di ricerca finanziati dal Pnrr. Le batterie a flusso di vanadio sono una delle […] The post Batterie a flusso di vanadio, i passi verso l’industrializzazione first appeared on QualEnergia.it.

Ridurre i costi, aumentare la durata e avvicinare le batterie a flusso redox di vanadio alla scala industriale.
Questo l’obiettivo di uno dei rami di studio del Politecnico di Milano nell’ambito del progetto MUSA, Multilayered Urban Sustainability Action, uno degli ecosistemi di ricerca finanziati dal Pnrr.
Le batterie a flusso di vanadio sono una delle tecnologie più promettenti per l’accumulo di energia a lungo termine, soprattutto in abbinamento a fonti rinnovabili come il fotovoltaico. Si tratta di una batteria di flusso ricaricabile che sfrutta il vanadio su entrambi i lati della cella, riducendo così i problemi di contaminazione causati dal passaggio di ioni attraverso la membrana (vedi anche, Accumulo di lunga durata, le batterie al vanadio diventeranno competitive?).
Tuttavia, sono ancora distanti dalla competitività economica, complice il costo elevato dell’elettrolita e un investimento iniziale che ha tempi di rientro molto lunghi.
Di questo abbiamo parlato con Andrea Casalegno, Professore del Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano, che con il suo team ha puntato su due componenti chiave: da un lato, l’ottimizzazione dei distributori di reagenti attraverso simulazioni fluidodinamiche e test sperimentali; dall’altro, la realizzazione di barriere efficaci contro la contaminazione incrociata tra elettrodi, con soluzioni di deposizione su larga scala già rappresentative di impianti reali.
Inoltre, “il vanadio è recuperabile a fine vita – ci ha detto Casalegno – e ciò apre la strada a un ciclo più sostenibile rispetto ad altre tecnologie”. Secondo il professore esiste poi la possibilità di costruire una filiera europea per le batterie al vanadio, indipendente dalle produzioni cinesi che oggi dominano il mercato del litio.
I prossimi step? Validazione estesa dei componenti e un possibile salto verso la produzione industriale, in collaborazione con aziende europee già attive nel settore.The post Batterie a flusso di vanadio, i passi verso l’industrializzazione first appeared on QualEnergia.it.