Apple non ha trovato il suo giudice a Berlino, vittoria per l’Antitrust tedesca
Dopo Google, Meta e Amazon, anche Apple sarà sottoposta a un regime di sorveglianza rafforzato in Germania da parte dell'autorità Antitrust.

Dopo Google, Meta e Amazon, anche Apple sarà sottoposta a un regime di sorveglianza rafforzato in Germania da parte dell’autorità Antitrust
La Corte Federale di Giustizia tedesca ha respinto il ricorso di Apple contro la decisione del Bundeskartellamt (o Federal Cartel Office), equivalente della nostra autorità antitrust, che aveva provato a opporsi all’inserimento dell’azienda statunitense nell’alveo del regime di “controllo esteso sugli abusi di mercato” previsto dalla legge sulla concorrenza del Paese. In questo modo Apple sarà ora attenzionata e le sue condotte passibili di misure più severe nel caso dovesse essere accertato siano state poste in essere al fine di limitare eventuali pratiche anti-competitive.
LA POSIZIONE DI APPLE
L’azienda americana aveva chiesto alla Corte tedesca di consultare la Corte di Giustizia dell’Unione Europea a Lussemburgo per un’ulteriore valutazione del caso, ma per i giudici tedeschi non c’è alcuna questione interpretativa da derimere.
NON SOLO APPLE, LE ALTRE AZIENDE USA ATTENZIONATE DALL’ANTITRUST
Dunque per i prossimi cinque anni Apple dovrà essere sottoposto a un regime di controllo rafforzato in Germania, esattamente come le connazionali Google, Meta e Amazon.
L’APPSTORE DI APPLE (ANCORA) SOTTO LA LENTE
In particolare, in Germania l’autorità antitrust intende valutare la liceità dell'”ecosistema Apple” a partire da come viene gestito l’AppStore. “I prodotti e i servizi che Apple offre – scrivono i funzionari tedeschi – sono altamente integrati, strettamente interconnessi e in gran parte riservati agli utenti dei suoi dispositivi. Questo è il fondamento di quello che la stessa azienda definisce l’ecosistema Apple”.
Apple insomma che ha le chiavi di casa controllerebbe con troppa rigidità l’accesso alla piattaforma alle app di terze parti impedendo a tutte di avere la medesima opportunità di arrivare agli utenti di Mac, iPhone e iPad e imponendo agli sviluppatori le proprie regole.
E dato che il numero di device attivi col logo della Mela morsicata supera i due miliardi, Apple avrebbe un “potere significativo” nel decidere la sorte dei vari software, ma anche di influenzare una enorme platea di utenti. Tutte premesse che giustificano dunque un controllo serrato da parte dell’antitrust tedesca.
L’INCOGNITA TRUMP
Una decisione, quella che arriva dalla Germania, che potrebbe avere serie ripercussioni politiche dato che Donald Trump è intervenuto proprio recentemente per una questione tutta britannica che riguardava sempre Apple. Il neo presidente del resto ha strappato a Cupertino l’impegno di investire 500 miliardi negli Usa e creare 20mila nuovi posti di lavoro dunque intende tutelarla negli affari europei anche brandendo la politica estera come un’arma di ricatto.