Ai medici una bodycam con l’IA e braccialetti intelligenti, il piano anti-aggressioni di Zaia in Veneto
Un investimento di 4 milioni di euro annunciato dal presidente della Regione Luca Zaia: «Serve adeguamento legislativo fortemente punitivo» L'articolo Ai medici una bodycam con l’IA e braccialetti intelligenti, il piano anti-aggressioni di Zaia in Veneto proviene da Open.

«A mali estremi, estremi rimedi», con queste parole il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha annunciato un set di nuove misure per difendere i medici dalle aggressioni – sempre più frequenti – da parte dei pazienti. Bodycam attaccate al camice, braccialetti «smart» che segnalano in tempo reale alla centrale operativa le situazioni di pericolo «più grave». Una decisione netta, anzi una vera e propria «militarizzazione degli ospedali» come ha ammesso lo stesso Zaia, che però nasce da un semplice assunto: «La sacralità degli ospedali non va messa in discussione. E non vogliamo certo chiudere le porte come fosse un gate di un aeroporto».
Il piano, i braccialetti intelligenti e le telecamere a IA
L’investimento è consistente, si parla di 4 milioni di euro stanziati per un pacchetto che comprende formazione, pianificazione e nuovi dispositivi. Saranno acquistati circa 7mila braccialetti intelligenti per i reparti più a rischio (pronto soccorso, salute mentale, guardie mediche e front office dei cittadini). Saranno capaci di registrare le voci, i movimenti e le eventuali cadute, In più, tramite un pulsante sullo schermo, segnalare rapidamente un eventuale allarme alla centrale. Per quanto riguarda le telecamere da applicare al camice, saranno di ultimissima generazione: grazie a un sistema di intelligenza artificiale, sarà in grado di leggere i movimenti del corpo e distinguere da minimi dettagli le persone che stanno per assumere un atteggiamento aggressivo. Le singole Usl potranno da subito acquistare gli «smartwatch» sul portale della Pubblica amministrazione i dispositivi, e useranno i prossimi 9 mesi – prima del via ufficiale al progetto – per ambientarsi e capire come utilizzare al meglio la strumentazione. «Noi mettiamo a disposizione gli strumenti, ma devono trovare supporto legislativo penale fortemente punitivo, altrimenti è inutile registrare chi aggredisce i lavoratori o distrugge i reparti», ha ribadito Zaia. Per le bodycam, invece, inizierà una prova bimestrale a titolo gratuito, per capire se potranno essere estese a tutte le Usl del territorio.
I dati drammatici: da 880 a 2.500 casi in due anni
Una decisione forzata, come ha sottolineato più volte il presidente del Veneto, che arriva di fronte all’impennata di casi di aggressione a danno di personale medico. Nel 2022 i casi registrati nelle Usl venete sono stati 883, nel 2023 sono passati a 2.229, l’anno scorso 2.595, addirittura sette al giorno. A livello nazionale sono aumentati del 33% solo nel 2024, con un sommerso non quantificabile. Si passa da aggressioni verbali a fisiche a veri e propri pestaggi o «spedizioni» in gruppo, per vendicare presunti torti o ingiustizie subite.
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