USA verso la regolamentazione delle stablecoin: il Comitato della Camera approva lo STABLE Act

La Camera degli Stati Uniti ha approvato il disegno di legge noto come STABLE Act, con 32 voti favorevoli e 17 contrari.

Apr 3, 2025 - 12:33
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USA verso la regolamentazione delle stablecoin: il Comitato della Camera approva lo STABLE Act
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La regolamentazione delle stablecoin negli Stati Uniti compie un importante passo avanti. Il Comitato per i Servizi Finanziari della Camera ha approvato il disegno di legge noto come Stablecoin Transparency and Accountability for a Better Ledger Economy Act, abbreviato in STABLE Act. Con 32 voti favorevoli e 17 contrari, il testo è stato promosso in sede di comitato e si appresta a proseguire il suo iter legislativo, secondo quanto riportato da Bloomberg.

STABLE Act: un quadro normativo chiaro per una tecnologia in crescita

Firmato dal presidente del Comitato, il deputato repubblicano French Hill (Arkansas), e dal collega Bryan Steil (Wisconsin), il disegno di legge mira a stabilire un quadro normativo esaustivo per l’emissione e la supervisione delle stablecoin ancorate al dollaro. Lo STABLE Act si propone di fornire trasparenza, strumenti regolatori e garanzie che permettano agli Stati Uniti di guidare l’innovazione finanziaria senza sacrificare sicurezza e legalità.

La tecnologia blockchain continua a trasformare il modo in cui il denaro si muove, e i regolatori devono tenere il passo con queste trasformazioni,” ha osservato Hill durante l’audizione.

Requisiti rigorosi per riserve e antiriciclaggio per gli emittenti di stablecoin

Uno dei pilastri fondamentali dello STABLE Act è l’introduzione di standard stringenti in tema di copertura delle riserve. Le stablecoin, per essere conformi alla norma, dovranno disporre di copertura uno a uno, ovvero riserve in grado di garantire il pieno valore dei token immessi sul mercato. Previsti anche requisiti patrimoniali e presidi efficaci contro l’anti-riciclaggio.

Questi meccanismi sono concepiti per evitare rischi sistemici e per impedire abusi all’interno di un settore che si sta espandendo rapidamente e che attrae sia grandi investitori che progetti più speculativi.

Dall’impasse politica a un rinnovato slancio

Non è la prima volta che il Comitato tenta di legiferare sulle stablecoin. Già nel 2023, un’iniziativa simile aveva fatto qualche progresso, ma si era poi arenata a causa di disaccordi tra i partiti e critiche all’amministrazione Biden, accusata di frenare le trattative.

La versione corrente dello STABLE Act rappresenta, quindi, una nuova spinta bipartisan per dotare il Paese di una regolamentazione chiara nel campo delle valute digitali garantite.

Tuttavia, durante l’audizione non sono mancate le divergenze. Particolarmente accese le discussioni su come gestire l’operatività di emittenti di stablecoin esteri, come Tether, e sul crescente coinvolgimento del Presidente Donald Trump nel settore delle criptovalute.

I timori per un’industria sempre più politicizzata

La deputata democratica Maxine Waters (California), rappresentante di spicco del partito all’interno del Comitato, ha espresso una ferma opposizione allo STABLE Act. Secondo Waters, la legge aprirebbe la porta ad abusi da parte di figure politiche che potrebbero avere interessi personali nell’ecosistema crypto.

“Questa legge crea un precedente pericoloso. Finisce per legittimare tentativi di soggetti interni al sistema di scrivere regole finanziarie a proprio vantaggio.”,

ha affermato Waters durante l’intervento. 

Le sue parole fanno riferimento diretto a recenti rivelazioni sul coinvolgimento di Trump e della sua famiglia nel mondo delle DeFi, del Bitcoin mining e delle meme coin negoziabili. Una partecipazione attiva che accresce i dubbi su possibili conflitti d’interesse nel disegno delle politiche.

Differenze tra Camera e Senato: due visioni a confronto

Nonostante l’approvazione dello STABLE Act da parte del Comitato della Camera, permangono divergenze significative con il disegno di legge parallelo in Senato, noto come GENIUS Act.

Mentre lo STABLE Act concede agli emittenti stranieri un periodo di transizione di due anni per adeguarsi alle regolamentazioni statunitensi, il provvedimento del Senato adotta un approccio più rigido, impedendo l’accesso al mercato americano a nuovi operatori esteri e consentendo unicamente la circolazione in mercati secondari dei token già emessi.

Queste differenze di visione potrebbero rendere complessi i futuri negoziati per una versione condivisa tra i due rami del Congresso.

Il ruolo dell’industria crypto: il supporto di Circle

Dalla parte della regolamentazione si sono schierati anche rappresentanti dell’industria. Dante Disparte, chief strategy officer di Circle, ha lodato l’impianto normativo dello STABLE Act, definendolo essenziale per consolidare la posizione degli Stati Uniti nella nuova economia digitale globale.

Non a caso, Circle, emittente dello USDC, una delle stablecoin più utilizzate, aveva appena depositato i documenti per una quotazione in Borsa (IPO) il giorno prima della votazione in Commissione. Una mossa che segnala quanto sia cruciale, per le aziende del settore, operare all’interno di un quadro normativo certo e riconosciuto.

STABLE Act: verso una regolamentazione più ampia del mercato

Nei prossimi giorni, il Comitato per i Servizi Finanziari della Camera tornerà a riunirsi per discutere un disegno di legge più ampio sulla struttura dei mercati, che potrebbe integrarsi con quanto previsto nello STABLE Act. Il deputato Steil ha paragonato le due proposte a “burro d’arachidi e marmellata”, sottolineando come solo insieme possano fornire un quadro completo.

Anche la Federal Reserve ha fatto sentire la propria voce. Lo scorso mese, il presidente Jerome Powell, durante un’audizione al Senato, ha confermato il supporto della banca centrale americana alla creazione di un sistema regolatorio per le stablecoin, sottolineando la necessità di garantire la protezione di consumatori e risparmiatori.

Un futuro regolato per il denaro digitale

L’avanzamento dello STABLE Act segna un momento cruciale per il futuro delle criptovalute regolamentate. Mentre gli Stati Uniti valutano come affrontare questa rivoluzione finanziaria, la posta in gioco resta altissima: guidare l’innovazione globale senza rinunciare alla sicurezza sistemica e alla trasparenza.

Con la spinta dei legislatori, il coinvolgimento dell’industria e la crescente attenzione dei regolatori, il cammino verso una regolamentazione delle stablecoin si fa sempre più concreto. Resta ora da vedere se Camera e Senato riusciranno a trovare un terreno comune per consolidare un nuovo modello normativo che segnerà il prossimo capitolo della finanza digitale americana.