UniCredit, Tribunale UE conferma condanna su cartello con altre banche

Sette istituti europei sono accusati di essersi scambiati informazioni al fine di ottenere vantaggi concorrenziali nell’ambito dell'emissione, del collocamento o della negoziazione di titoli pubblici.

Mar 26, 2025 - 11:27
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UniCredit, Tribunale UE conferma condanna su cartello con altre banche

Intesa illegale nel settore dei titoli di Stato. Questa era l’accusa con cui la Commissione europea decise di multare UniCredit e altre banche, decisione confermata dal Tribunale UE che però ha ridotto la pena per l’istituto di Piazza Gae Aulenti.

I fatti si sono svolti tra gennaio 2007 e novembre 2011, quando UniCredit, Ubs, Natixs, Bank of America, Portigon (già WestLB) e NatWest (già Royal Bank of Scotland) avevano collaborato e scambiato informazioni al fine di ottenere vantaggi concorrenziali nell’ambito dell'emissione, del collocamento o della negoziazione di titoli pubblici.

Secondo la decisione dell'antitrust UE, i trader delle banche si scambiavano informazioni sui prezzi e sui volumi offerti nel periodo precedente le aste e sui prezzi mostrati ai loro clienti o al mercato in generale tramite chat multilaterali sui terminali Bloomberg.

Nel caso della UniCredit, il tribunale rileva che il comportamento anticoncorrenziale e iniziato 17 giorni più tardi rispetto alla data indicata dalla Commissione.

La Commissione aveva deciso una multa per UniCredit per 69,442 milioni di euro, ora ridotta dal tribunale a 65 milioni, mentre per Nomura l’ammenda era da 129,573 milioni, passata a 125,646 milioni.

Nessuna multa per Bank of America, Natixis e NatWest, in quanto per le prime due il potere della Commissione di imporre sanzioni pecuniarie era prescritto, mentre l’ultima aveva rivelato l’intesa alla stessa Commissione. L'importo dell'ammenda inflitta a Portigon era stato limitato a zero in quanto aveva un fatturato negativo nel corso dell'ultimo esercizio finanziario, cifra servita a determinare il massimale dell'importo dell'ammenda. Confermata, infine, la multa di 1172,378 milioni inflitta a Ubs.

Per quanto riguarda Nomura, il Tribunale dichiara che la Commissione e incorsa in un errore nella determinazione di uno degli elementi dell'ammenda, laddove ha rifiutato di utilizzare i dati esatti che tale banca le aveva fornito.

Sei delle sette banche (tutte tranne la NatWest) hanno adito il Tribunale dell'Unione europea chiedendo l'annullamento della decisione della Commissione o la riduzione dell'importo delle ammende loro inflitte.

Tra le ragioni che hanno portato alla decisione del tribunale ci sono la valutazione che si tratta di un'infrazione "unica e continuata,gli scambi riguardano informazioni commercialmente sensibili", mentre le pratiche di fissazione dei prezzi e di ripartizione della clientela sul mercato tanto primario quanto secondario dei Tse presentano un grado "particolarmente elevato di dannosità per la concorrenza". Di conseguenza, la Commissione "non era tenuta a ricercare né a dimostrare gli effetti sulla concorrenza dei comportamenti controversi dei trader".

Il Tribunale ricorda che "l'eventuale operato anticoncorrenziale di un dipendente è attribuibile all'impresa di cui fa parte. Pertanto, le banche sono responsabili del comportamento dei loro trader".

Infine, il Tribunale conferma "l'interesse della Commissione a constatare l'infrazione nei confronti di Bank of America e di Natixis, alle quali non è stata inflitta alcuna ammenda. Infatti, la loro identificazione nella decisione ha potuto contribuire ad accertare l'infrazione o a spiegare la portata dei comportamenti illeciti dei trader"