Tra tecnologia e dipendenza. IA: il prezzo della comodità

Una riflessione degli studenti sull’impatto che le nuove tecnologie hanno sulla nostra società. CLASSE II A SCUOLA MEDIA INTERNAZIONALE ESEDRA DI LUCCA.

Apr 3, 2025 - 04:17
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Tra tecnologia e dipendenza. IA: il prezzo della comodità

L’intelligenza artificiale (IA) sta rapidamente diventando parte integrante delle nostre vite quotidiane senza accorgercene. Pensiamo, infatti, agli assistenti virtuali come Siri o Alexa; alle auto con guida autonoma o al suo impiego in campo sanitario, in cui l’IA viene adoperata per analizzare immagini mediche. Tra le ultime novità, lo strumento che ha avuto più successo è ChatGPT, un chatbot fondato su un sistema di reti neurali capace di fornire risposte dettagliate ai propri utenti.

Tra questi, ci sono studenti frequentanti ancora la scuola dell’obbligo, che sfruttano il chatbot per

facilitare il loro percorso scolastico, costituendo un serio problema educativo. Infatti, da un’indagine

condotta da TGM Research per conto di NoPlagio, è emerso che nelle scuole italiane il 60% degli alunni di età compresa tra 16 e i 18 anni fa uso dell’IA per svolgere i compiti e scrivere saggi. Si tratta di una vera e propria dipendenza, alimentata dalla gratificazione che gli studenti provano nel vedere avanzare il proprio percorso scolastico con uno sforzo ridotto.

Ma quale prezzo dovrà scontare il sistema scolastico, sia italiano che mondiale, negli anni a venire? Gli studenti, attratti dalla facilità con cui i chatbot risolvono i loro “problemi”, comprometterebbero irreversibilmente il loro sviluppo cognitivo, rischiando che le capacità di comprensione, scrittura e pensiero critico vengano progressivamente appiattite. Per di più, molti si affidano completamente alle risposte che ricevono, sopravvalutando l’attendibilità dell’IA. Già oggi, infatti, alcuni utenti ricorrono spesso ai chatbot anche per le questioni più ordinarie, rendendosi, così, “schiavi” dell’intelligenza artificiale (nota come AI addiction).

Inoltre l’uso dell’IA come fosse un vero e proprio terapeuta sta diventando sempre più comune, creando una dipendenza da un supporto continuo e incessante che priva gli utenti del contatto con la realtà, offrendogli, in cambio, l’illusione di dialogare – per citare il celebre romanzo Fahrenheit 451– con la “famiglia” ideale.

Per tal motivo, è necessario che la scuola dedichi una particolare attenzione a questo problema, sensibilizzando gli studenti sui possibili rischi causati da un abuso dell’IA, per prevenire potenziali conseguenze dannose e incontrollabili, compreso l’impatto ambientale che l’uso e l’addestramento di queste intelligenze ha sul nostro pianeta, ossia l’emissione annuale di circa 300 tonnellate di CO2 e l’utilizzo di 400 milioni di litri d’acqua.