Smart working, le migliori città per i nomadi digitali: dominio Italia

Il paradiso dei lavoratori in smart working si chiama "Italia". Il nostro Paese conquista 8 posizioni ai vertici della classifica sulle mete top per i nomadi digitali

Mar 25, 2025 - 07:48
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Smart working, le migliori città per i nomadi digitali: dominio Italia

Quali sono le migliori città per lavorare in smart working? La risposta a questa domanda, che interessa i nomadi digitali, la offre Dojo, fornitore di servizi di pagamento con sede nel Regno Unito.

Dojo ha appena pubblicato il suo rapporto sulle migliori città in cui lavorare da remoto, incrociando una serie di fattori come durata e costo del visto, numero dei ristoranti, vicinanza alla spiaggia, velocità della connessione Internet, costo della vita e sicurezza: il risultato premia l’Italia.

Quanti sono i nomadi digitali

Il nomadismo digitale, oggi, interessa qualcosa come 35 milioni di persone, quasi la metà con passaporto statunitense.

L’Italia ha regolato la materia con il decreto 29 febbraio 2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 4 aprile 2024. Il testo definisce le modalità e i requisiti per l’ingresso e il soggiorno di lavoratori extra-Ue altamente qualificati che intendono lavorare da remoto in Italia.

Migliori città per i nomadi digitali

Il podio della classifica è occupato da due città italiane e da una spagnola.

Genova vince la gara delle destinazioni top per i nomadi digitali, attraendo per la vicinanza al mare, la ricchezza di monumenti e per il centro storico medievale. Sulla sicurezza, Genova incassa 27 punti. La valutazione generale in merito alla qualità della vita è pari a 154,78 punti. Il costo medio della vita, per un nomade digitale, viene stimato da Dojo in poco meno di 750 euro al mese.

Bari, al secondo posto, coniuga il fascino del mare a quello storico. È una città universitaria nonché un importante porto per crociere nel Mediterraneo. Il suo centro storico è famoso nel mondo. Anche Bari incassa 27 punti sulla sicurezza, con una valutazione generale della qualità della vita pari a 159,2 punti. Per gli esperti di Dojo, un nomade digitale a Bari può cavarsela con poco più di 600 euro al mese.

Valencia, terza città più grande della Spagna, chiude il podio. Valencia attrae per la sua cultura vivace, le spiagge e l’architettura. La spagnola incassa un punteggio pari a 24 in merito alla sicurezza, mentre per la qualità della vita totalizza 191,1 punti. Un nomade digitale può cavarsela con poco più di 540 euro al mese.

Qui sotto la classifica completa delle migliori città in cui lavorare in smart working se si è dei nomadi digitali:

  1. Genova, Liguria, Italia;
  2. Bari, Puglia, Italia;
  3. Valencia, Spagna;
  4. Quebec, Canada;
  5. Catania, Sicilia, Italia;
  6. Firenze, Toscana, Italia;
  7. Palermo, Sicilia, Italia;
  8. Las Palmas, Spagna;
  9. Roma, Lazio, Italia;
  10. Siviglia, Spagna;
  11. Torino, Piemonte, Italia;
  12. Ottawa, Canada;
  13. Saragozza, Spagna;
  14. Madrid, Spagna;
  15. Bilbao, Spagna;
  16. Montreal, Canada;
  17. Bologna, Emilia-Romagna, Italia;
  18. Murcia, Spagna;
  19. Oshawa, Canada;
  20. Hamilton, Canada.

Come si nota, sulle destinazioni della classifica Top 20, l’Italia domina con 8 posizioni, la Spagna è al secondo posto con 7 posizioni e il Canada chiude il podio con 5 posizioni.

Inghilterra e Francia si piazzano agli ultimi posti, tra le peggiori città per i nomadi digitali. Se si privilegiano il mare e le spiagge, le migliori destinazioni balneari per i nomadi digitali sono:

  1. Malesia;
  2. Malta;
  3. Ecuador;
  4. Costa Rica;
  5. Portogallo.

Il futuro dei nomadi digitali

“In futuro, potremmo aspettarci di vedere più Paesi allentare le loro regole sui visti per nomadi digitali, ponendosi in competizione per attrarre lavoratori da remoto offrendo opzioni di soggiorno flessibili e a lungo termine senza i soliti problemi di visto”, dicono da Dojo. Di recente, ad esempio, è stata la Nuova Zelanda ad allentare le sue regole sui visti, consentendo ai lavoratori da remoto di rimanere e lavorare per datori di lavoro stranieri fino a nove mesi.