Sanremo 2025, le pagelle della serata finale

Le pagelle della serata finale del Festival di Sanremo 2025. Un bilancio della settimana trascorsa nella Città dei Fiori L'articolo Sanremo 2025, le pagelle della serata finale proviene da imusicfun.

Feb 16, 2025 - 00:21
 0
Sanremo 2025, le pagelle della serata finale

Le pagelle della serata finale del Festival di Sanremo 2025. Un bilancio della settimana trascorsa nella Città dei Fiori. Chi sono i promossi? Chi i bocciati?

Sanremo 2025, le pagelle della serata finale

Francesca Michielin – Fango in paradiso – voto 8

Michielin in questo brano può essere definita la perfetta erede di Laura Pausini: la “canna” c’è, a livello vocale è ineccepibile, il testo del brano è struggente e la melodia è azzeccata per l’Ariston. Forse dopo un po’ di ascolti potrebbe iniziare a stancare un po’, ma l’interprete si merita davvero un bel voto.

Willie Peyote – Grazie ma no grazie – voto 8

Più la ascolti e più il groove ti entra nelle vene: Peyote fa ballare, ma fa anche riflettere, grazie alla sua vena ironica e il suo sguardo tagliente (ma non troppo) sulla società odierna. Bello il lavoro sulla sezione percussiva, interessante anche la parte rap con il respiro e le pause messe al punto giusto.

Marcella Bella – Pelle diamante – voto 6/7

Una marcia energica e cadenzata, interpretata dalla “bandiera” femminista di questo Sanremo 2025. Marcella tiene a dirci che, ogni tanto, bisogna fare le “stronze” per farsi rispettare. Un’eterna ragazza che non invecchia e neppure la sua voce sembra risesentire del passare del tempo, mantenendo le stesse ottave di 40 anni fa.

Bresh – La tana del granchio – voto 7/8

Più si ascolta questo brano e più lo si apprezza. Bresh si merita sicuramente un buon voto per il suo atteggiamento umile, ma anche per l’intonazione (migliorata rispetto alle prove e alla prima puntata). Melodia gradevole, un testo che va letto con attenzione per apprezzarne le sfumature.

Modà – Non ti dimentico – voto 6.5

In alcuni punti il brano ricorda – nella parte degli acuti – un pezzo nello stile di Roby Facchinetti, anche nel modo di sillabare di Kekko. Le sue corde vocali dimostrano una forza fuori dal comune, con tonalità che metterebbero a dura prova diversi cantanti. Forse un piccolo problema tecnico non ha permesso di sentire alcune parole in un frammento dell’esibizione.

Rose Villain – Fuorilegge – voto 6.5

Rose sta già andando forte in radio, soprattutto grazie alla produzione ammiccante che strizza l’occhio allo stile di Mahmood, da “Soldi” in avanti. Quella tripletta ritmica suscita subito un battito di mani a tempo, anche dalla sala stampa che l’ha apprezzata particolarmente in questa finale.

Tony Effe – Damme ‘na mano – voto 7

Buon pezzo quello di Tony Effe, perfetto per una colonna sonora nelle cuffie passeggiando per le strade di Trastevere. Le polemiche su di lui continuano (dalla collana ai concetti espressi in altri brani), ma questa gara si deve focalizzare su questa canzone, che è un buon stornello in salsa contemporanea.

Serena Brancale – Anima e core – Voto 7

Serena si merita certamente un voto molto più alto quanto a perfezione vocale, si sente che è una professionista e che viene dal jazz. Lei afferma di stare benissimo in questa nuova fase, anche se manca un po’ la Serena di “Galleggiare”. Però nel complesso è un buon pezzo e, nel divertissement generale, si nascondono in realtà difficili esercizi vocali.

Clara – Febbre – voto 5/6

Clara ha una presenza scenica da urlo e una bellissima voce, peccato per il pezzo. Andrà sicuramente forte sulle emittenti radiofoniche, ma il brano risulta un po’ lungo e ripetitivo. Speriamo che in futuro possa cantare anche un altro tipo di brani per mettere in risalto la sua bravura.

Brunori Sas – L’albero delle noci – voto 8 –

Brunori ha scritto un bellissimo pezzo, ma ricorda davvero tanto “Rimmel” di De Gregori a livello armonico e compositivo. Ed è per questo che non può non conquistare il pubblico. Testo davvero degno di nota, commovente e al contempo amaro. Molto valida anche la performance in finale.

Francesco Gabbani – Viva la vita – voto 7 –

La canzone piace, strappa applausi in teatro e anche in sala stampa. È una lezione di vita, un momento filosofico e non solo un semplice brano musicale. L’inizio ricorda un po’ “Gente di mare”. Francesco è un grande comunicatore, ce l’ha già dimostrato molte volte, è per questo che da lui si pretende ancora di più.

Noemi – Se ti innamori muori – voto 7.5

Noemi ha una voce davvero unica nel panorama italiano e che si fa notare anche in quello internazionale grazie al suo graffio roco e blues, con venature dolci e malinconiche. Il brano piace (sala stampa applaude a metà pezzo), ma poteva essere affidata una canzone ancora migliore alla nostra Noemi.

Rocco Hunt – Mille vote ancora – voto 7

Alla fine questo pezzo ti entra in testa con il passare del tempo e ti ritrovi a canticchiarlo per strada. Nella ripetizione trova la sua cifra, perché diventa orecchiabile (odore di tormentone, ma ormai Rocco è il re di quelli estivi). Momento-emozione, quando scende in platea a salutare mamma e papà.

The Kolors – Tu con chi fai l’amore? – Voto 5/6

Il pezzo piace, non ci sono storie. La gente lo canta e lo balla (e pure la sala stampa). Ma The Kolors possono e devono fare di più. Questo è la loro era “entertainment”, ma la loro vera dimensione è quella del rock, d’altra parte suonano e cantano davvero bene ed è un po’ un peccato che facciano solo tormentoni.

Olly – Balorda nostalgia – Voto 7

Dopo “tutti cantano Sanremo”, si potrebbe dire “tutti cantano Olly”. Questo brano entra nelle orecchie e non esce più. Lui ha carisma e molto sentimento. È un buon brano a livello melodico, ma forse poteva essere giocato un po’ meglio a livello ritmico. La platea si accende di bracciali e torce del telefono.

Achille Lauro – Incoscienti giovani – voto 9

Questo brano è davvero bellissimo: va ascoltato più volte, prestando attenzione soprattutto all’arrangiamento (del direttore nonché maestro d’archi Davide Rossi, basti citare un nome come i Coldplay). Dalla sala stampa Lucio Dalla Web Radio Tv addirittura s’intona un coro “Achille, Achille”.

Coma_Cose – Cuoricini – voto 7/8

Niente da fare: se provi a togliertela dalla testa, non ci riesci. Il tormentone è stato creato, confezionato, impacchettato e spedito. Tutti cantano, in Ariston e anche in Sala Stampa, facendo anche il simbolo del cuore con le mani. Look sempre impeccabile e abbinato a contrasto (stavolta giocato sul rosso e nero) e performance teatrale per la coppia nella musica e nella vita.

Giorgia – La cura per me – voto 9/10

Giorgia merita anche più di 10, come dimostra anche la standing ovation in Sala Stampa Lucio Dalla. Per avere un 10 pieno però servirebbe un brano davvero perfetto come lo è la sua voce, una perla rara e sempre più preziosa nel panorama musicale italiano, che va preservata come un tesoro nazionale (e valorizzata ancora di più).

Simone Cristicchi – Quando sarai piccola – voto 7/8

Il testo si merita il massimo dei voti, andrebbe letto nelle scuole per prepararsi ad affrontare un momento così duro nella vita. Applausi anche dalla Sala Stampa. Il problema la musica, con un arrangiamento elegante e minimale, ma forse poteva essere più complesso e variegato per non rischiare di stancare un po’ col passare del tempo.

Elodie – Dimenticarsi alle 7 – voto 6 –

Sarà ovviamente un’altra hit per Elodie, visto che il brano già sta “surfando” sulle onde radiofoniche. Però sarebbe bello ascoltare una Elodie più intimista con qualche brano di spessore e non solo la cassa dritta e gli arrangiamenti iperprodotti.

Lucio Corsi – Volevo essere un duro – voto 9/10

Corsi è uno dei nuovi poeti del nuovo cantautorato italiano. Anzi, tanto nuovo non è, visto che ha una quindicina di anni di carriera alle spalle, macinando locali dal sud al nord della penisola, partendo dalla sua amata Maremma. In ogni esibizione, Lucio ci ha regalato una chicca: stavolta, sotto la suola della scarpa (nella sua originale “seduta” al pianoforte) c’era inciso “Andy”, una citazione per appassionati di film d’animazione (da “Toy Story”, Disney, doppiato dall’indimenticabile Fabrizio Frizzi).

Advertisement
Advertisement

L'articolo Sanremo 2025, le pagelle della serata finale proviene da imusicfun.