Riforma pensioni, buco da 4 miliardi. Fornero attacca: “Non bisogna accontentare Salvini”

Elsa Fornero ha spiegato la ragione per cui il Governo avrebbe potuto prevedere l'aumento dell'età pensionabile entro il 2027, commentando anche le parole di Salvini

Apr 4, 2025 - 11:17
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Riforma pensioni, buco da 4 miliardi. Fornero attacca: “Non bisogna accontentare Salvini”

L’Istat ha registrato un aumento dell’aspettativa di vita media di cinque mesi nel 2024 rispetto al 2023 nella fascia d’età dei 65 anni. Questo ha attivato il meccanismo automatico di aggiornamento dell’età pensionabile, previsto dalla legge Fornero, L’aggiornamento non sarà immediato, ma partirà dal 2027.

La stessa professoressa Elsa Fornero ha spiegato, in un’intervista alla trasmissione di La7 Di Martedì, come questo aumento fosse largamente prevedibile, dato che si tratta di dati che il Governo dovrebbe avere in anticipo. Nonostante questo, l’esecutivo sta cercando di risolvere la questione trattandola come un’emergenza

L’aumento dell’età pensionabile era previsto

È proprio questo il primo punto dell’analisi che Fornero fa della situazione durante l’intervista:

“Mi stupisce che nessuno abbia avvisato il Governo. L’Inps ha aggiornato i suoi calcoli e si è aperto un dibattito surreale”.

Se l’aumento della speranza di vita rilevato dall’Istat fosse confermato fino al 2027, a partire da quell’anno servirebbero tre mesi in più di età anagrafica minima per ottenere la pensione. Si passerebbe quindi da 67 anni a 67 anni e 3 mesi. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini vorrebbe bloccare questo meccanismo, ma servirebbero 4 miliardi di euro.

Il problema degli “esodati”

Durante l’intervista è emerso anche un altro problema, ricorrente ogni volta che nel sistema pensionistico italiano avviene un aumento dell’età minima per accedere alla previdenza: gli esodati. Nel 2027, 44mila persone, che hanno già programmato di andare in pensione, resterebbero per tre mesi senza stipendio e senza pensione.

Una situazione che si era verificata anche durante l’attuazione della riforma Fornero:

“Il Governo aveva questa informazione. Avrebbe dovuto prepararsi. Il Parlamento può cambiare la legge, se vuole farlo”.

Fornero ha poi sottolineato che l’esecutivo, che aveva promesso di riformare la legge sulle pensioni, ha invece aggiunto vincoli e rimosso opzioni di flessibilità. L’ex ministra ha poi sottolineato che alcuni lavoratori stanno anche scegliendo di non smettere di lavorare, nonostante abbiano diritto a una pensione, per aumentare l’assegno che poi riceveranno. “Anche i ministri si stanno chiedendo se sia davvero necessario accontentare Salvini su questo chiodo fisso delle pensioni”.

La decontribuzione fa calare gli stipendi

Un’altra questione previdenziale che Fornero ha analizzato è il meccanismo della decontribuzione, che avrebbe dovuto portare a un aumento dei salari ma che, per alcuni dipendenti, ha invece interagito con le nuove aliquote Irpef riducendo il netto in busta paga.

“L’aumento degli stipendi era legato alla decontribuzione. Questo aumento però crea reddito imponibile. Quindi può far passare uno stipendio a un’aliquota superiore, e questo passaggio comporta che lo Stato porta via più tasse, superiori al beneficio che hai avuto a seguito della decontribuzione approvata dal Governo”

ha commentato Fornero.

Il problema è più importante per tre categorie in particolare:

  • i dipendenti statali, che rischiano di trovarsi in busta paga 80 euro in meno;
  • chi ha redditi tra 32mila e 40mila euro, che finisce per subire un’aliquota del 52%;
  • chi ha uno stipendio tra gli 8.500 e i 9.000 euro, che perde 1.200 euro all’anno.