Raphael Odogwu: “Facevo il contabile e mi allenava Italiano. Il suo Bologna come il nostro Arzignano, la sua idea era già quella”

“Non vedevo proprio il calcio come un lavoro serio. La mattina lavoravo come contabile in una società a Verona. Giocavo nei dilettanti, facevo i miei 15 gol a campionato e mi andava bene così. Se qualcuno mi avesse detto che, dieci anni dopo, avrei esordito in Serie B lo avrei presi per un pazzo”. Raphael […] L'articolo Raphael Odogwu: “Facevo il contabile e mi allenava Italiano. Il suo Bologna come il nostro Arzignano, la sua idea era già quella” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Mar 26, 2025 - 14:06
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Raphael Odogwu: “Facevo il contabile e mi allenava Italiano. Il suo Bologna come il nostro Arzignano, la sua idea era già quella”

Non vedevo proprio il calcio come un lavoro serio. La mattina lavoravo come contabile in una società a Verona. Giocavo nei dilettanti, facevo i miei 15 gol a campionato e mi andava bene così. Se qualcuno mi avesse detto che, dieci anni dopo, avrei esordito in Serie B lo avrei presi per un pazzo”. Raphael Odogwu è uno degli uomini simbolo del Südtirol. Se quest’anno l’obiettivo della squadra è la salvezza, i biancorossi devono sapere di poter contare sui suoi gol. L’attaccante nigeriano ha concesso un’intervista a La Gazzetta dello Sport in cui ha raccontato di quanto sia stato sorprendente il suo percorso calcistico.

“Mi sono laureato in Economia e commercio ad aprile 2017 e poi ho fatto una magistrale in Economia e legislazione d’impresa. Anche lì, però ho portato la mia passione per il calcio: in triennale ho fatto una tesi sul bilancio dell’Inter e in magistrale sullo stadio della Juventus. I bianconeri erano i primi in Italia ad aver fatto lo stadio di proprietà. È stato interessante studiarne i costi”, ha ammesso Odogwu. Il nigeriano, nonostante l’importante percorso di studi che ha alle spalle, è comunque riuscito a trasformare la sua passione per il calcio nel proprio lavoro.

E tra i suoi idoli, c’è l’attaccante del Napoli Romelu Lukaku: “Non sono mai riuscito a incontrarlo di persona anche se un incrocio c’è stato. Mia moglie, tramite il mio procuratore, l’ha contattato ed è riuscita a farsi mandare scarpini e magliette. Me ne ha mandate sette paia, le uso spesso e portano sempre bene. Lo ha fatto in un periodo in cui ero infortunato ed ero molto giù. Mi ha ridato forza e stimoli. Devo un grande grazie a lei e uno a Lukaku”. Ma il centravanti belga non è l’unica persona che Odogwu ammira. C’è un allenatore in particolare che ha cambiato la sua carriera: Vincenzo Italiano. “Io l’ho avuto ad Arzignano, in Serie D. Ogni tanto quando guardo il Bologna mi sembra di vedere la nostra squadra. Lo stile di gioco è lo stesso. Già allora aveva idee e concetti che in quelle categorie non si vedono mai. Era preparatissimo e sarebbe morto per difendere le sue idee. Gli devo tanto”.

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