Quanto guadagnano gli avvocati italiani: redditi oltre i 10 miliardi di euro per volumi d’affari da 15 miliardi
Quanto guadagnano gli avvocati italiani? Secondo il Rapporto sull’Avvocatura, elaborato da Cassa Forense in collaborazione con il Censis, il reddito complessivo Irpef degli avvocati italiani ha registrato un incremento del 5,6% tra il 2022 e il 2023. Questo aumento ha portato il totale dei redditi della categoria a superare i 10 miliardi di euro. Bene […] L'articolo Quanto guadagnano gli avvocati italiani: redditi oltre i 10 miliardi di euro per volumi d’affari da 15 miliardi proviene da Economy Magazine.

Quanto guadagnano gli avvocati italiani? Secondo il Rapporto sull’Avvocatura, elaborato da Cassa Forense in collaborazione con il Censis, il reddito complessivo Irpef degli avvocati italiani ha registrato un incremento del 5,6% tra il 2022 e il 2023. Questo aumento ha portato il totale dei redditi della categoria a superare i 10 miliardi di euro. Bene anche il volume d’affari, che ha toccato i 15,5 miliardi di euro, con un incremento del 5,2%, pari a circa 800 milioni di euro.
Quanto guadagnano gli avvocati italiani
Il reddito medio annuo per avvocato ha raggiunto i 47.678 euro, segnando una crescita del 6,8% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, si evidenziano ancora forti differenze di genere e territoriali. Gli uomini guadagnano mediamente 62.456 euro all’anno, mentre le donne si fermano a 31.115 euro. Anche la distribuzione geografica mostra forti squilibri: in Lombardia il reddito medio degli avvocati è di 81.115 euro, mentre in Calabria scende a 24.203 euro.
Meno iscritti, più pensionati: l’avvocatura in trasformazione
Alla ricerca su quanto guadagnano gli avvocati italiani hanno risposto 28mila professionisti. Nonostante l’aumento del reddito, il numero di iscritti a Cassa Forense continua a diminuire: nel 2024 risultano 233.260 professionisti registrati, con una riduzione dell’1,6% rispetto all’anno precedente. La flessione riguarda soprattutto le donne, con 2.140 unità in meno. Parallelamente, si conferma il trend di invecchiamento della professione: l’età media degli avvocati è salita a 48,9 anni, rispetto ai 42,3 anni di vent’anni fa, mentre il numero di pensionati è passato da 29.868 nel 2019 a 34.719 nel 2024.
Innovazione e previdenza
Il rapporto evidenzia anche il crescente interesse per le nuove modalità di collaborazione professionale: tra gli avvocati under 40 si registra un aumento delle associazioni e delle collaborazioni tra studi legali. Per quanto riguarda l’innovazione tecnologica, la maggioranza della categoria vede l’intelligenza artificiale come un’opportunità, anche se il suo utilizzo rimane ancora limitato.
Sul fronte previdenziale, emerge una maggiore consapevolezza: il 52% degli avvocati in regime forfettario si dichiara interessato alla contribuzione modulare volontaria, a condizione che sia deducibile fiscalmente.
L’analisi è stata presentata a Roma, presso l’Auditorium dell’Istituto di previdenza ‘Riccardo Scocozzà, con la partecipazione del Presidente della Cassa Valter Militi, del Ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone, della Vice Presidente del Senato Anna Rossomando, del Vice Ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, del Presidente del Cnf Francesco Greco e del Coordinatore dell’Ocf Mario Scialla.
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