Proroga polizze catastrofali a scadenze differenziate
Il Decreto Legge approvato dal Governo sulla proroga dell’obbligo di stipula delle polizze assicurative contro i rischi catastrofali per le imprese introduce un sistema di scadenze differenziate: le PMI dovranno adeguarsi entro il 1° ottobre 2025, le piccole imprese avranno tempo fino al 1° gennaio 2026, mentre per le grandi imprese la scadenza è fissata […] L'articolo Proroga polizze catastrofali a scadenze differenziate proviene da Fiscomania.

Il Decreto Legge approvato dal Governo sulla proroga dell’obbligo di stipula delle polizze assicurative contro i rischi catastrofali per le imprese introduce un sistema di scadenze differenziate: le PMI dovranno adeguarsi entro il 1° ottobre 2025, le piccole imprese avranno tempo fino al 1° gennaio 2026, mentre per le grandi imprese la scadenza è fissata al 31 marzo 2025, beneficiando tuttavia di una moratoria di 90 giorni sull’applicazione delle sanzioni. Questa modulazione temporale rappresenta un tentativo di bilanciare l’esigenza di protezione del tessuto produttivo con le difficoltà operative e finanziarie delle diverse categorie imprenditoriali.
La Legge di Bilancio 2024 ha previsto l’obbligo per le imprese di stipulare, entro il 31 dicembre 2024, polizze assicurative a copertura dei danni causati da eventi catastrofali. Il Decreto Milleproroghe ha poi rinviato la scadenza al 31 marzo 2025, per consentire l’adeguamento del decreto attuativo alle indicazioni del Consiglio di Stato. La necessità della proroga è stata più volte sottolineata dalle associazioni imprenditoriali, da Confindustria a Confesercenti.
Il contesto della proroga
L’obbligo per le imprese di dotarsi di una copertura assicurativa contro i rischi catastrofali non è una novità assoluta, essendo stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2024. Inizialmente, la scadenza per l’adeguamento era fissata al 31 dicembre 2024. Questo termine, tuttavia, si è presto rivelato problematico, generando preoccupazioni sia tra le imprese che nel settore assicurativo. La prossimità della fine dell’anno, un periodo spesso caratterizzato da altre priorità aziendali, rendeva difficile una valutazione approfondita delle offerte assicurative e una conseguente adesione consapevole alla nuova normativa.
Un primo segnale dell’attenzione del legislatore verso le esigenze del mondo imprenditoriale era giunto con il Decreto Milleproroghe, che aveva spostato la scadenza al 31 marzo 2025. Questo primo rinvio aveva già evidenziato una certa consapevolezza, da parte del governo, delle difficoltà che le imprese avrebbero potuto incontrare nell’adempiere all’obbligo entro i termini iniziali.
Nonostante questa prima estensione, le richieste di un ulteriore rinvio da parte delle associazioni di categoria si sono fatte sempre più pressanti nelle settimane precedenti la scadenza di marzo. Inizialmente, si era ipotizzata l’introduzione di una proroga attraverso un emendamento al Decreto Bollette, ma tale proposta era stata poi respinta. La soluzione definitiva è giunta con l’approvazione di un decreto legge ad hoc da parte del Consiglio dei Ministri il 28 marzo 2025. La bocciatura dell’emendamento nel Decreto Bollette e la successiva necessità di un decreto legge specifico sottolineano il complesso processo politico e l’urgenza che hanno caratterizzato questa vicenda.
Le nuove scadenze in dettaglio
Il decreto legge del 28 marzo 2025 introduce un sistema di scadenze differenziate, calibrato sulle diverse dimensioni delle imprese. In particolare, viene prevista una divisione tra piccole, medie e grandi imprese.
Per le medie imprese, la nuova scadenza per la stipula delle polizze catastrofali è fissata al 1° ottobre 2025. La definizione di medie imprese, ai fini del decreto, fa riferimento ai parametri stabiliti dalla normativa europea, come la direttiva UE 2023/2775, recepita nell’ordinamento italiano. Questa scadenza, posizionata a metà dell’autunno, potrebbe rappresentare un compromesso, offrendo a queste aziende un periodo di tempo maggiore rispetto alle grandi imprese, ma inferiore a quello concesso alle realtà più piccole.
Le piccole e micro imprese godranno di un termine ancora più esteso, avendo tempo fino al 1° gennaio 2026 per adempiere all’obbligo. Anche per questa categoria, la definizione si basa sui criteri dimensionali europei, che tengono conto del numero di dipendenti, del fatturato annuo e del totale di bilancio. L’estensione della scadenza all’inizio del nuovo anno per le piccole e micro imprese è probabilmente un riconoscimento delle loro risorse più limitate e delle potenziali difficoltà nell’assorbire rapidamente nuovi costi o nel navigare attraverso requisiti assicurativi complessi.
Le grandi imprese, invece, dovranno rispettare la scadenza originaria del 31 marzo 2025. Tuttavia, il decreto legge prevede una moratoria di 90 giorni sull’applicazione delle sanzioni per questa categoria. Ciò significa che, pur rimanendo in vigore l’obbligo a partire dal 1° aprile 2025, le grandi imprese avranno tempo fino alla fine di giugno 2025 senza che l’eventuale inadempimento influisca sull’accesso a contributi, sovvenzioni o agevolazioni finanziarie pubbliche. La definizione di grandi imprese si basa sul superamento di almeno due di tre criteri relativi al totale dello stato patrimoniale, ai ricavi netti e al numero medio di dipendenti.
Tabella: nuove scadenze per le polizze catastrofali
Le ragioni dietro la decisione
La decisione del governo di prorogare i termini per l’obbligo delle polizze catastrofali è stata motivata da una serie di fattori, tra cui le pressanti richieste provenienti dalle associazioni di categoria e la necessità di concedere alle imprese un tempo più congruo per adempiere al nuovo obbligo.
Le associazioni di categoria, tra cui Confindustria, Confesercenti e CNA, avevano ripetutamente espresso la necessità di un rinvio, evidenziando una serie di criticità legate sia all’imminenza della scadenza che alla chiarezza della normativa. Confartigianato, in particolare, aveva sottolineato l’urgenza di chiarire alcuni aspetti poco definiti del testo normativo , mentre Confimi Industria aveva richiesto un intervento normativo che fornisse interpretazioni certe e applicabili, lamentando l’incertezza in cui versavano le imprese su un tema di tale rilevanza economica e strategica.
Un’altra motivazione cruciale dietro la proroga è stata la necessità di concedere alle imprese un periodo di tempo più adeguato per valutare attentamente le diverse offerte assicurative presenti sul mercato e scegliere le soluzioni più appropriate alle proprie esigenze. Il poco tempo a disposizione era considerato un ostacolo significativo per una decisione informata e ponderata.
Infine, la proroga è stata anche una risposta alle potenziali criticità e ai punti poco chiari che erano emersi nella normativa precedente. Erano stati sollevati dubbi significativi sui soggetti effettivamente obbligati alla stipula della polizza e sulla precisa definizione dei beni da assicurare. Confartigianato aveva esplicitamente richiesto certezze in merito ai beni assicurabili, alle coperture offerte e alla trasparenza delle offerte assicurative. Anche Confesercenti aveva evidenziato uno squilibrio nella ripartizione degli oneri, in particolare per quanto riguarda il rapporto tra locatore e locatario degli immobili aziendali.
Cosa coprono le polizze catastrofali obbligatorie
Le polizze catastrofali obbligatorie introdotte dalla normativa mirano a fornire una copertura essenziale contro i danni diretti causati da eventi naturali di particolare intensità.
Gli eventi inclusi nella copertura obbligatoria sono principalmente terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. L’obiettivo è di fornire una protezione di base contro le calamità naturali più comuni e potenzialmente devastanti per le imprese di tutto il paese di fronte a questi rischi.
Per quanto riguarda i beni coperti, la polizza deve assicurare i danni diretti ai beni immobili e materiali che risultano iscritti nell’attivo dello stato patrimoniale dell’impresa. Questi beni comprendono in particolare terreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature industriali e commerciali. Un aspetto importante riguarda gli immobili aziendali condotti in locazione: in tal caso, l’obbligo di stipulare la polizza catastrofale ricade sull’affittuario o utilizzatore, qualora il proprietario non abbia già provveduto a sottoscrivere una copertura assicurativa analoga.
La normativa prevede anche alcune specifiche esclusioni. Le imprese agricole, ad esempio, non rientrano nell’obbligo di stipulare queste polizze, in quanto già beneficiano di un fondo mutualistico nazionale dedicato alla copertura dei danni catastrofali in agricoltura. Sono inoltre esclusi dall’obbligo assicurativo i beni immobili che presentano abusi edilizi o che sono stati costruiti senza le necessarie autorizzazioni.
Implicazioni per il mercato assicurativo
Il sistema di scadenze differenziate avrà un impatto significativo anche sul mercato assicurativo, che dovrà prepararsi a gestire picchi di domanda in corrispondenza delle diverse scadenze. Le compagnie assicurative stanno già sviluppando prodotti specifici calibrati sulle diverse categorie dimensionali delle imprese, con pacchetti che bilanciano l’esigenza di copertura con la sostenibilità dei premi.
Gli esperti del settore prevedono che questa gradualità nell’entrata in vigore dell’obbligo permetterà anche una migliore tariffazione dei rischi, evitando i potenziali effetti distorsivi di un adeguamento simultaneo di tutte le imprese italiane.
Le reazioni delle associazioni di categoria
La notizia della proroga dei termini per l’obbligo delle polizze catastrofali ha suscitato diverse reazioni da parte delle associazioni di categoria rappresentative delle imprese italiane.
La CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) ha definito la decisione del governo di concedere la proroga come una “decisione di buon senso“, valutando positivamente il provvedimento.
Anche Confcommercio ha espresso soddisfazione per la scelta assunta dal Consiglio dei Ministri di rinviare le sanzioni per le grandi imprese. Tuttavia, l’associazione ha sottolineato la complessità di un’operazione di sistema che coinvolge circa quattro milioni di imprese, evidenziando la necessità di un tavolo di confronto strutturato con la partecipazione delle associazioni di rappresentanza delle imprese, delle assicurazioni e dei ministeri competenti.
Confesercenti ha accolto positivamente la notizia della proroga, affermando che rappresenta un’ottima opportunità per le imprese di orientarsi meglio sul mercato assicurativo e per il legislatore di chiarire e risolvere alcune criticità del provvedimento. L’associazione ha evidenziato alcune problematiche, come lo squilibrio tra locatore e locatario riguardo all’onere della polizza, e la mancanza di un progetto organico di messa in sicurezza del territorio.
Confartigianato ha espresso apprezzamento per l’impegno politico nel rispondere all’esigenza di una proroga sottolineando che era “imprescindibile” per chiarire tutti gli aspetti ancora incerti e evitare il rischio di un “Far West” normativo.
Anche la CGIA Mestre ha accolto positivamente la proroga dell’obbligo per le piccole e medie imprese di dotarsi di polizza anticatastrofale, definendo il rinvio deciso dal Consiglio dei Ministri come una risposta alle esigenze delle PMI.
ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) ha ritenuto comprensibile la decisione di prorogare i termini, ma ha comunque stimolato le imprese ad adeguarsi per tempo all’obbligo. L’associazione ha anche pubblicato una guida dedicata alle polizze catastrofali per fornire supporto e chiarimenti alle imprese.
Regime sanzionatorio
È importante sottolineare che, al momento, non sono previste sanzioni dirette di tipo pecuniario (multe) per le PMI che non si adeguano entro le nuove scadenze del 1° ottobre 2025 e del 1° gennaio 2026. Allo stesso modo, per le grandi imprese, durante il periodo di moratoria di 90 giorni successivo alla scadenza del 31 marzo 2025, l’eventuale inadempimento non comporterà l’immediata applicazione di sanzioni dirette.
Tuttavia, il mancato adeguamento all’obbligo assicurativo comporterà delle conseguenze indirette significative per le imprese. In particolare, si terrà conto dell’inadempimento nell’assegnazione di contributi, sovvenzioni o agevolazioni finanziarie a valere su risorse pubbliche, incluse quelle previste in occasione di eventi calamitosi. Questo significa che le imprese che non avranno stipulato la polizza catastrofale potrebbero essere escluse dalla possibilità di accedere a fondi pubblici, incentivi statali e garanzie, anche in caso di danni subiti a seguito di calamità naturali. Questa esclusione potrebbe riguardare anche eventuali benefici fiscali specificamente stabiliti a favore delle imprese colpite da eventi catastrofali.
Per quanto riguarda le compagnie assicurative, invece, sono previste sanzioni amministrative pecuniarie da 100.000 a 500.000 euro da parte dell’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) nel caso in cui rifiutino o eludano l’obbligo di contrarre le polizze catastrofali con le imprese. Queste sanzioni per le compagnie assicurative mirano a garantire che la copertura sia effettivamente disponibile per le imprese che intendono adempiere all’obbligo.
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