Mito e realtà di Onassis: "Affascinava anche gli uomini"
Aristotele Onassis, simbolo di potere e ambizione, raccontato da Anna Folli nel suo romanzo biografico.

Anna Folli racconta Onassis: l’uomo oltre il mito Aristotele Onassis (1906 – 1975) non è stato solo un armatore di successo, ma anche un simbolo di potere e ambizione. Onassis seppe costruirsi una vita partendo dal nulla, fino a diventare uno degli uomini più ricchi e influenti del mondo. La sua figura, tra leggenda e realtà, continua ad esercitare un fascino irresistibile. Folli, giornalista e scrittrice, si è sempre occupata di intellettuali e scrittori, ma nel suo romanzo biografico Prendersi tutto. Io, Aristotele Onassis (Neri Pozza) ha voluto raccontare un uomo tenace, coraggioso, curioso, appassionato, molto mediterraneo, e non privo di debolezze e contraddizioni. "Era un uomo trascinante – racconta Folli nel nostro vodcast “Il piacere della lettura” – Pieno di energia, con una voglia di vivere e di vincere fuori dal comune. Aveva molti difetti, ma la sua personalità era magnetica".
Partito per l’Argentina a sedici anni con soli 50 dollari in tasca e un passaporto che non gli permetteva di tornare, ha saputo risalire la china con un misto di audacia e intelligenza. "Era un uomo che non si arrendeva ma", sottolinea Folli.
Nato a Smirne in Turchia da famiglia greca, sentiva un forte legame con la Grecia, ma lì non fu mai davvero accettato. Questo senso di esclusione lo segnò profondamente. "Nella sua relazione con Maria Callas – racconta Folli – questa comune appartenenza alla Grecia ebbe un ruolo fondamentale. Parlavano sempre in greco, pur conoscendo perfettamente altre lingue".
Onassis ha avuto relazioni turbolente: Ingeborg Dedichen, Tina Livanos, Maria Callas e Jacqueline Kennedy. "Ha amato molto se stesso", dice Folli con un sorriso. "Voleva stare al centro dell’attenzione, sulle copertine, essere nominato sui giornali. Certo, alcune donne le ha amate davvero, in particolare Maria Callas, con cui aveva una complicità unica, fatta di passione e litigi".
Il matrimonio con Jackie Kennedy, invece, fu un affare di prestigio: "Lei era la donna più famosa del mondo e sposarla fu l’ennesima conquista per Onassis". Il suo carisma non colpiva solo le donne; anche gli uomini, amici o avversari, ne rimanevano affascinati. "Aveva un talento naturale per la parola, era un grande affabulatore, riusciva a conquistare chiunque con i suoi racconti, anche i rivali negli affari", dice Folli. Non era amato però da tutti. Stavros Niarchos, il suo storico nemico, lo contrastò per tutta la vita, sia per questioni economiche che per rivalità sentimentali: entrambi si innamorarono di Tina Livanos, che sposò Onassis prima e Niarchos poi. La sua vita fu una corsa sfrenata verso il successo, la ricchezza per lui era il mezzo per dimostrare di essere il migliore. "Quando suo figlio Alexander era in coma, capì che nemmeno tutta la sua fortuna poteva salvarlo. Fu il colpo finale".
A cinquant’anni dalla sua morte, Aristotele Onassis continua ad essere un personaggio affascinante e controverso. La sua storia insegna come la resistenza, la volontà, la determinazione e la capacità di reinventarsi possano portare l’essere umano a cambiare totalmente la propria vita e, perché no, a scalare le vette del mondo.