Michelle Causo uccisa a 17 anni a Primavalle, il padre: “Leggi ridicole, così è un orrore senza fine”
Roma, la ragazza fu accoltellata e lasciata in un carrello vicino ai cassonetti dell’immondizia nel giugno 2023. La rabbia del papà Gianluca: “Il suo assassino rischia di essere fuori tra pochi anni. Ai killer pagano l’avvocato, a noi neppure il funerale”

Roma, 3 aprile 2025 – Sara Campanella, Ilaria Sula: femminicidi, un orrore senza fine.
“Ma dobbiamo aspettarci che succeda ancora. L’ho sempre detto e lo ripeto: le leggi sono ridicole. Inutile che i genitori ogni volta ripetano, speriamo che la morte di mia figlia sia l’ultima, speriamo non sia vana. Invece lo dobbiamo sapere: oggi la morte di ogni figlia è vana e non sarà l’ultima”.
Gianluca Causo è il padre di Michelle, per tutti è rimasto il delitto del carrello. Come ricorda anche il sottotitolo del libro di Virginia Ciaravolo - “Femminicidi giovanili senza scampo” - che racconta l’orrore di questo delitto, la prefazione è di Dacia Maraini. La vittima aveva solo 17 anni. Come il suo assassino, di origine cingalese. È stata presa a calci, accoltellata al collo e infine abbandonata così, a Primavalle, vicino ai bidoni della spazzatura. Era il 28 giugno 2023, il corpo nascosto in sacchi neri, una mannaia ritrovata a fianco del divano in casa, dove si è consumato il delitto.
Signor Causo, siamo davvero senza speranza?
“Ripeto, abbiamo leggi ridicole. L’assassino di mia figlia è stato punito con il massimo. Poi ha scelto il rito abbreviato, e in un omicidio come questo non dovrebbe essere possibile. Ha rinunciato all’appello e alla Cassazione, un altro sconto. Se gli danno la buona condotta, ogni nove mesi vale come dodici, tre mesi si abbonano. Alla fine, tra sette-otto anni, rischia di uscire”.
Lei cosa chiede?
“Io dico, se sapessero di farsi la galera a vita, forse ci penserebbero di più”.
Sua figlia Michelle è stata abbandonata in un carrello, Ilaria Sula nascosta in una valigia.
“Tutto questo dimostra un disprezzo totale verso la donna, come se contasse zero, come se fosse da buttare via”.
Oltre al dolore la rabbia.
“Sì, la rabbia. Penso all’essere che ha ucciso mia figlia. Aveva già fatto una rapina a mano armata, un’aggressione aggravata. Poi, dopo l’omicidio di Michelle, si è scoperto anche un caso di revenge porn su una bambina di 12 anni”.
Sua figlia è stata uccisa per 60 euro.
“Quei soldi sono stati ritrovati dietro l’armadio nella casa del delitto, sporchi di sangue. Lei aveva l’abitudine di tenerli nella cover del telefonino”.
Movente aberrante, la vita umana non vale nulla?
“La vita di una ragazza può valere 60 euro”.
Si è detto: dopo l’omicidio di Giulia Cecchettin è cambiato tutto. Condivide?
“È diverso perché c’è più ribellione. Ma gli omicidi continuano. Agli assassini pagano anche gli avvocati, a noi neanche il funerale. E abbiamo un problema con gli immigrati di seconda generazione”.
Cosa bisogna dire ai ragazzi?
“Bisognerebbe andare nelle scuole e spiegare, chi commette un omicidio del genere, finisce i suoi giorni in carcere. Allora forse potremmo evitare qualche femminicidio”.
Invece alle ragazze, cosa dobbiamo dire?
“Di non fidarsi di nessuno, perché tante cose succedono anche in famiglia”.
I suoi ricordi più belli di Michelle?
“L’ultimo messaggio sul telefonino, ero partito per Bologna, dovevo sottopormi a un intervento. Era il suo compleanno, stava a Napoli con gli amici, le ho mandato gli auguri. Papà sono contenta, così torneremo felici come prima, non soffrirai più, mi ha scritto”. Piange.