Mangia Kebab senza sapere cosa contiene (la verità che non ti hanno mai detto!)

Il kebab è un piatto tradizionale che ha radici profonde nella cucina mediorientale, ma la sua popolarità è cresciuta enormemente in tutto il mondo, diventando uno dei cibi da fast food più consumati. La sua storia e la preparazione sono però ben più articolate rispetto a quanto spesso si percepisce. Nella sua versione più autentica,...

Mar 31, 2025 - 19:00
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Mangia Kebab senza sapere cosa contiene (la verità che non ti hanno mai detto!)

Il kebab è un piatto tradizionale che ha radici profonde nella cucina mediorientale, ma la sua popolarità è cresciuta enormemente in tutto il mondo, diventando uno dei cibi da fast food più consumati. La sua storia e la preparazione sono però ben più articolate rispetto a quanto spesso si percepisce. Nella sua versione più autentica, il kebab è un piatto preparato con carne arrostita lentamente su uno spiedo verticale, ma oggi la sua produzione è diventata una vera e propria industria alimentare.

Le origini del kebab

Il termine “kebab” deriva dalla parola araba “kabāb”, che significa “carne grigliata”. Il piatto è nato in Medio Oriente, con varianti che si trovano in tutta la Turchia, l’Iran, il Libano e altre regioni circostanti. La preparazione tradizionale del kebab prevede che la carne, solitamente agnello o manzo, venga infilzata su uno spiedo e cotta lentamente su fuoco aperto. In Turchia, il kebab è un piatto iconico, con diverse varianti a seconda della regione, come il döner kebab, il kebab alla griglia (şiş kebap), e il kebab di Adana, che è preparato con carne di agnello piccante e grigliato su spiedi.

La produzione industriale del kebab

Oggi, però, la produzione del kebab ha preso una piega decisamente industriale. Questo piatto, che una volta era un piacere gastronomico preparato con carne fresca e cotta sul momento, è diventato un prodotto trasformato, soprattutto nei ristoranti e fast food che servono kebab a basso costo.

Come si produce il kebab

La produzione del kebab segue un percorso industriale tutt’altro che trasparente. Contrariamente all’immagine di un alimento genuino, molti kebab iniziano la loro vita proprio dagli scarti della lavorazione della carne. Le grandi aziende, mirando a massimizzare i profitti, utilizzano materiali di seconda scelta: ossa, lingua, grasso, e persino parti meno nobili come occhi e cervello vengono tritati meccanicamente fino a ottenere una sorta di poltiglia.

Questa base viene poi “nobilitata” attraverso l’aggiunta di sale, spezie e una serie di additivi chimici. Lo scopo è duplice: rendere il prodotto appetibile e garantirgli una lunghissima conservazione. Il risultato finale prende forma attorno a uno spiedo d’acciaio, viene congelato e distribuito nei punti vendita.

Come scegliere il kebab se proprio devi mangiarlo

Ma non tutti i kebab sono uguali. Esiste una sostanziale differenza tra prodotti di bassa qualità e preparazioni più curate, e il consumatore attento può imparare a riconoscerle.

Considera il prezzo

Il primo elemento da considerare è il prezzo, un kebab a soli 3-4 euro è quasi certamente un prodotto industriale di scarsa qualità, ricco di conservanti e preparato con tagli di carne di risulta. All’opposto, un kebab che costa tra 8 e 10 euro rappresenta generalmente una scelta più consapevole, realizzato con carni selezionate e processi più accurati.

La composizione

La composizione è un altro fattore cruciale, un kebab tradizionale dovrebbe contenere principalmente carne – solitamente una miscela di pollo, tacchino o vitello – con l’aggiunta di pochissimi altri ingredienti. Quando ci si trova di fronte a una lista di ingredienti chilometrica, con amidi, zuccheri, conservanti e stabilizzanti, è un chiaro segnale di un prodotto fortemente processato.

L’aspetto

L’aspetto visivo può rivelare molto sulla qualità, un kebab artigianale mostra chiaramente i singoli pezzi di carne infilzati lungo lo spiedo, seguendo la tradizione turca. Se invece si presenta come una massa indistinta, è probabile che si tratti di un prodotto totalmente industriale, dove la carne è stata tritata e ricompattata.

La consapevolezza del consumatore è la chiave per fare scelte alimentari più informate. Osservare, chiedere, leggere le etichette non sono solo atti di curiosità, ma di responsabilità verso se stessi e la propria salute.

Il kebab rimane un piatto amato, veloce e gustoso, ma come per molti cibi della ristorazione moderna, la qualità può variare enormemente. La differenza sta nel prestare attenzione ai dettagli e scegliere con consapevolezza.

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