Lady Gaga accusata di plagio per “Mayhem”, causa da 100 milioni

Lady Gaga è accusata di aver violato il marchio “Mayhem”. Il brand di surf chiede 100 milioni di dollari per plagio su nome, logo e merchandising. Non è la prima volta che succede

Mar 29, 2025 - 15:07
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Lady Gaga accusata di plagio per “Mayhem”, causa da 100 milioni

Il caos, o Mayhem, se vogliamo usare il titolo dell’album, è scoppiato sul serio. Lady Gaga è stata citata in giudizio per presunta violazione di marchio: al centro della disputa legale c’è il nome scelto per il suo album, tour mondiale e linea di merchandising. A far partire la causa è Lost International, storico brand californiano di surf fondato negli anni ’80, che rivendica da decenni il logo e il nome “Mayhem”.

Secondo la denuncia, depositata il 25 marzo presso la Corte distrettuale della California, la popstar avrebbe copiato un logo “virtualmente identico” a quello registrato da Lost per promuovere prodotti completamente diversi, ma con un impatto mediatico globale. Il marchio accusa Gaga di “appropriazione volontaria e non autorizzata” e chiede almeno 100 milioni di dollari per danni economici e reputazionali.

Brand di surf accusa Laddy Gaga e chiede 100 milioni di dollari

La battaglia legale prende forma in decine di pagine fitte di riferimenti, confronti grafici e cronologia d’uso del nome “Mayhem”. La società Lost International LLC sostiene di utilizzare il nome dal 1988, in particolare per firmare le tavole da surf create da Matt Biolos, uno degli shaper più influenti al mondo. Nel 2015, il brand ha ottenuto la registrazione del marchio presso l’ufficio brevetti americano.

Secondo la denuncia, Lady Gaga avrebbe adottato il nome “Mayhem” per il suo album, il tour e il relativo merchandising con un logo praticamente identico a quello usato dal brand nel settore moda e sport, causando una “confusione sostanziale tra i consumatori” e danneggiando la reputazione del marchio. La cifra chiesta per il risarcimento non è da poco: non meno di 100 milioni di dollari, da quantificare con precisione in sede di processo.

La risposta dell’artista

Il team legale di Gaga, però, non si è fatto attendere. L’avvocato Orin Snyder ha definito la causa “deludente ma non sorprendente”, sottolineando come si tratti di “un tentativo opportunistico di capitalizzare sul successo dell’artista con una denuncia infondata”.

Dal punto di vista della difesa, il termine “Mayhem” è troppo generico per essere oggetto di esclusiva e la presunta somiglianza grafica non basta a configurare un caso di violazione. Inoltre, Lady Gaga, secondo il suo staff, non avrebbe mai avuto intenzione di sfruttare o danneggiare un brand surfistico.

Chi e cosa c’è dietro il logo “Mayhem”

Ma chi c’è dietro questo “Mayhem” così conteso? Non un concetto astratto, ma una vera icona della cultura surf: Matt “Mayhem” Biolos, fondatore di Lost Surfboards. Questo ha firmato tavole per leggende dello sport come Cory Lopez, Chris Ward e, più recentemente, Griffin Colapinto e Caroline Marks. Il logo “Mayhem” è visibile in gara sulle tavole della World Surf League ed è usato anche per t-shirt e capi streetwear.

Il nome stesso “Mayhem”, richiama caos, ribellione e disordine creativo, tratti che posso far parte tanto della cultura surf quanto dell’estetica di Lady Gaga. E non è la prima a usarlo: esiste anche una band black metal norvegese chiamata proprio Mayhem. Insomma, il termine non è certo una novità, ma il contenzioso si basa sull’uso commerciale e sull’identità visiva.

Il confronto tra i loghi Mayhem
Fonte: ALM – American Lawyer Media
Il confronto tra i loghi

L’oggetto dell’esame, ovvero il logo, si presenta con diverse differenze, ma sarà solo un esame più attento a decretare chi ha ragione.

Il precedente con “Born This Way”

Non è la prima volta che Lady Gaga finisce al centro di una polemica sul copyright. Nel 2013, l’artista francese Orlan l’aveva citata in giudizio per la copertina dell’album Born This Way e per il relativo videoclip, accusandola di aver copiato alcuni suoi lavori visivi e l’uso delle protesi. I tribunali francesi, però, avevano respinto le accuse sia in primo grado che in appello: le opere erano di natura diversa e le somiglianze giudicate “minime”.

Non solo: Orlan fu condannata a risarcire Lady Gaga e le sue etichette per le spese legali. Una vittoria che potrebbe ripetersi anche in questo caso.