La NASA cancella la prima donna sulla Luna e il primo astronauta non americano: ecco cosa sta succedendo

Ancora deve capitare, che la prima donna sulla Luna probabilmente non arriverà mai. Non in questo secolo. E non ci arriveranno mai nemmeno la prima persona di colore e il primo astronauta internazionale se Trump continua in questo modo. Se fino al 21 marzo, in effetti, sul sito della Nasa la pagina dedicata al programma Artemis...

Mar 26, 2025 - 14:22
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La NASA cancella la prima donna sulla Luna e il primo astronauta non americano: ecco cosa sta succedendo

Ancora deve capitare, che la prima donna sulla Luna probabilmente non arriverà mai. Non in questo secolo. E non ci arriveranno mai nemmeno la prima persona di colore e il primo astronauta internazionale se Trump continua in questo modo.

Se fino al 21 marzo, in effetti, sul sito della Nasa la pagina dedicata al programma Artemis (che risale al 2019) per ritornare sulla Luna nel 2027 riportava l’ambizioso e condivisibile obiettivo di farci arrivare “la prima donna, la prima persona di colore e il primo astronauta internazionale usando tecnologie innovative per esplorare la superficie lunare come mai prima”, ora non è più così.

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Se le parole hanno un peso, insomma, meglio eliminarle. Ed è così che, oggi, su quella stessa pagina, il testo è stato modificato: sono scomparsi i riferimenti a qualunque ambizione che potesse sposare le politiche DEI, per promuovere la diversità e l’inclusione.

E non solo: l’agenzia spaziale ha anche cancellato una pagina che pubblicizzava una graphic novel del 2023 intitolata First Woman, ispirata alle missioni Artemis, che raccontava una storia immaginaria sulla prima donna sulla Luna.

Le revisioni del sito web arrivano nel bel mezzo di un’ondata di aziende e organizzazioni governative che eliminano i programmi DEI e censurano il linguaggio di inclusione. Trump si è riferito a tali programmi, che storicamente mirano a correggere le disuguaglianze nelle assunzioni, come “discriminazione“.

artemis sito

@WebArchive

E infatti un portavoce della Nasa, ha confermato che il motivo della modifica è proprio questo:

In linea con l’ordine esecutivo del Presidente, stiamo aggiornando il nostro linguaggio riguardo ai piani di invio di equipaggi sulla superficie lunare come parte della campagna Artemis della Nasa. Non vediamo l’ora di saperne di più sui piani dell’amministrazione Trump per la nostra agenzia e di espandere l’esplorazione della Luna e di Marte a beneficio di tutti.

Il piano di portare sulla Luna la prima donna e la prima persona di colore sulla Luna risale al 2019 e cioè alla prima presidenza Trump e proprio la sua amministrazione aveva selezionato i candidati astronauti che avrebbero partecipato al programma: 18 persone dove diversità e inclusione erano tenute in considerazione.

Tra quei 18 astronauti c’erano anche Christina Koch, Victor Glover, Reid Wiseman e Jeremy Hansen. Tre statunitensi (di cui una donna e un afroamericano) e un canadese. Ovvero l’equipaggio che salirà a bordo della capsula Orion per la missione Artemis 2: non raggiungeranno il suolo lunare ma circumnavigheranno il satellite per testare tutte le tecnologie. Il lancio è previsto per aprile 2026.

Almeno loro.

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