La magnifica grandeur di cartapesta di Macron

Macron, con il vertice solipsistico sull'Ucraina, è fra tutti i presidenti o leader europei il più ambizioso o vanitoso di certo, ma quello messo peggio nell’Unione. I Graffi di Damato

Feb 16, 2025 - 09:17
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La magnifica grandeur di cartapesta di Macron

Macron, con il vertice solipsistico sull’Ucraina, è fra tutti i presidenti o leader europei il più ambizioso o vanitoso di certo, ma quello messo peggio nell’Unione. I Graffi di Damato

Nel momento forse più rischioso e buio dell’Europa, “sfrattata” – quanto l’alleanza atlantica sulla quale ha preferito titolare invece il manifesto – dal condominio perseguito dal presidente americano Donald Trump col russo Vladimir Putin per un negoziato di pace sull’Ucraina, il vertice comunitario non riesce neppure a tenere la scena della resistenza, o del contrattacco. E se la lascia strappare dal presidente francese Emmanuel Macron con un vertice preannunciato a Parigi dal ministro degli Esteri polacco. Il Consiglio europeo, la Commissione di Bruxelles, i loro presidenti e affini evidentemente sono niente, o addirittura meno di niente.

E’ un altro tributo, o peggio, fornito a Trump, che tocca con mano così anche la debolezza delle istituzioni unitarie dell’Europa, Che gli dà un altro argomento, o pretesto, per continuare a gestire l’affare ucraino praticamente da solo con Putin, inseguendo quella che Ezio Mauro non a torto ha definito su Repubblica “una pace imperiale” piuttosto che la “pace giusta” reclamata dal presidente ucraino Volodymir Zelensky e promessagli, garantita e quant’altro un po’ da tutti gli interlocutori da lui avuti nei suoi viaggi durante i tre anni ormai della guerra inflittagli da Putin. Che lo considera un ebreo rinnegato e un nazista.

Macron, che ha voluto assumere l’iniziativa, è fra tutti i presidenti o leader europei il più ambizioso o vanitoso di certo, ma quello messo peggio nell’Unione. Peggio persino del cancelliere tedesco alla vigilia di elezioni che ne sanciranno la sconfitta nazionale dopo quelle locali accumulate nei mesi scorsi. Macron non ha elezioni su cui tentare di riprendersi perché non ne può convocare di anticipate dopo quelle dell’anno scorso, volute per una riscossa che gli è mancata. Dall’Eliseo egli è in grado di produrre solo governi effimeri per forza e durata, forse propedeutici alla prima vittoria della destra nelle prossime elezioni presidenziali.

Il presidente francese dall’alto della sua supponenza avrà probabilmente riso se qualcuno gli ha fatto leggere una intervista del ministro della Difesa italiano Guido Crosetto. Che ieri ha detto a Repubblica, parlando della situazione dell’Unione: “L’Europa deve restare unita, ma avrebbe bisogno che i 27, nei momenti di scelte storiche, sapessero delegare di volta in volta una persona a rappresentarli tutti. In questo momento, se io fossi in loro, chiederei a Giorgia Meloni, per il rapporto privilegiato che ha da anni con Trump, di provare a svolgere il ruolo di mediatore. Il rischio dell’Europa è che invece deflagri. Meloni potrebbe essere un canale per parlare su questo tema, Forse è l’unica che può farlo. E, mi creda, questa affermazione non la sto facendo per simpatia (anche perché non le sto facendo un regalo), o per calcolo politico, ma perché vorrei che superassimo al meglio questo momento”. Macron si ammazzerebbe piuttosto che dargli ragione.