Ferrari, l’erogazione ibrida rivisitata non fa la differenza
Ferrari fatica maggiormente rispetto a ieri. Forse il cambio in F1 sulle pressioni imposto da Pirelli e la temperatura superiore della pista tolgono prestazione alla Rossa. Idem per le modifiche all’assetto in vista della gara. Per l’intera qualifica, le vetture di Maranello hanno sofferto nelle prime tre curve. Sia Leclerc che Hamilton dovevano controllare l’angolo […]

Ferrari fatica maggiormente rispetto a ieri. Forse il cambio in F1 sulle pressioni imposto da Pirelli e la temperatura superiore della pista tolgono prestazione alla Rossa. Idem per le modifiche all’assetto in vista della gara. Per l’intera qualifica, le vetture di Maranello hanno sofferto nelle prime tre curve. Sia Leclerc che Hamilton dovevano controllare l’angolo volante per non generare sovrasterzo, faticando nel raggiungere il punto di corda.
Inoltre, i ferraristi non si sono subito adattati alla nuova messa a punto, massimizzando la prestazione solo dopo il Q2. Come atteso, McLaren ha sfruttato tutto il potenziale della vettura, inespresso nella giornata di ieri. Il team campione del mondo in carica possiede la monoposto migliore nel T1, con Piastri più abile del compagno nel trovare il limite. L’australiano è stato abile nel gestire la gomma.
Ha sfruttato maggiormente il grip nelle ultime curve del tracciato, dove ha fatto registrare i riferimenti migliori. Al contrario Norris ha commesso un errore identico alla giornata di ieri, staccando eccessivamente in ritardo alla 14. Ottima prestazione anche per Russell, che ha regalato a Mercedes la prima fila. L’inglese ha variato continuamente il modo in cui scaldava le gomme nei vari run, trovando la finestra ideale solo nel Q3.
I cambi di setup della Ferrari
Il pilota del team con sede a Brackley ha sfruttato la modifica del camber posteriore rispetto alla F1 Sprint, che ha reso competitivi i due alfieri della stella a tre punte nella sezione veloce. Nel lento spicca la prestazione dei piloti McLaren, che sfruttano un setting più morbido rispetto a ieri. Norris e Piastri sono i migliori a centro curva, andando quasi regolarmente ad anticipare la staccata per preparare una buona uscita.
Hamilton e Leclerc, invece, hanno patito il sottosterzo in ingresso, portando meno velocità all’apice. Come dichiarato da Hamilton, il team ha effettuato delle modifiche al retrotreno, trovando un beneficio nelle sezioni a media velocità. Infatti, in curva 1 e per tutta la sezione che porta verso curva 3, dove i piloti entrano frenando leggermente per poi far scorrere la vettura, Lewis fa segnare il riferimento migliore.
Tuttavia, solo nel Q3, pur pagando un po’ di sovrasterzo, il baronetto inglese ha gestito il retrotreno migliorando la prestazione. Il campione inglese di F1, per l’intera qualifica, ha chiesto uno slip angle troppo grande agli pneumatici, che portava la vettura in sovrasterzo. Ferrari ha ritenuto cruciale la “chiocciola” iniziale, dove i ferraristi hanno sfruttato eccessivamente gli pneumatici, rinunciando a parte della prestazione nel resto del giro.
Il lavoro sulla trazione
In particolare, per migliorare la trazione in uscita, i piloti della Rossa hanno cercato un approccio troppo conservativo alla staccata di curva 14, perdendo circa 0.15’’ su Piastri. Questo scelta non ha affatto pagata però, in quanto, come nella giornata di ieri, gli pneumatici non erano nella condizione migliore. Un contesto dal quale il team di Maranello può senza dubbio imparare.
McLaren è invece stata favorita dal cambio di setup nelle zone lente, come in curva 14, mentre nelle pieghe iniziali del T1 ha una media velocistica inferiore. Il motivo è dovuto al fatto che la MCL39 paga meno sottosterzo rispetto alle vetture avversarie, percorrendo meno metri. Per questo, sebbene la velocità media sia 4 km/h inferiore rispetto a Hamilton, effettua un tempo migliore nel T1.
In trazione Piastri e Verstappen mostrano un retrotreno molto bilanciato, che li concede la possibilità di scaricare egregiamente a terra tutta la potenza della power unit in uscita da curva 3. L’australiano sfrutta la perfetta erogazione della coppia per ridurre la spinta della parte elettrica nel breve rettilineo che porta in curva 6, migliorando, come vedremo a seguire, la prestazione nel rettilineo principale della pista di F1 asiatica.
Ferrari, invece, fatica ancora una volta nell’applicazione del gas in uscita. La problematica potrebbe derivare dalla temperatura non ideale degli pneumatici, oppure una scelta in vista di domani, considerando il cambio di assetto per una messa a punto più conservativa per le gomme, in previsione del long run. Mossa che potrebbe aver reso la vettura meno reattiva sul giro secco ma più performante sul passo gara.
Erogazione ibrida differente sulla SF-25
Osserviamo come sono cambiate le velocità di punta rispetto alla giornata di ieri, per comprendere indicativamente quali sono state le modifiche aerodinamiche dopo la Sprint Race. Russell e Verstappen confermano la top speed, mentre McLaren ha gestito diversamente l’erogazione avvicinandosi maggiormente alle velocità di punta dei migliori. Ma le due MCL39 peccano ancora in efficienza nel lungo rettilineo che porta alla 14.
Punto del tracciato di F1 dove lasciano oltre 5 km/h rispetto a Verstappen. Anche Ferrari ha optato per un’erogazione ibrida differente rispetto alle qualifiche Sprint di ieri, per compensare la mancanza in trazione privilegiando un utilizzo maggiore in uscita dalle curve. Lo vediamo nel tratto che porta verso curva 6. Anche per questo la punta velocistica prima di curva 14 è inferiore, con un livello di carico aerodinamico che sembra nel complesso simile.
Autore e grafici: Leonardo Pasqual – @PasqualLeonardo
Immagini: McLaren – F1Tv