La Dop economy: un motore per l’economia agroalimentare italiana

La Dop economy, quella cioè legata ai prodotti Dop e Igp, rappresenta un settore chiave per l’agroalimentare italiano, con un impatto significativo su occupazione, esportazioni e sviluppo locale. Un modello di produzione certificata che valorizza le eccellenze territoriali e garantisce qualità e tracciabilità, in un contesto il cui la contraffazione è una piaga con cui […] L'articolo La Dop economy: un motore per l’economia agroalimentare italiana proviene da Economy Magazine.

Mar 31, 2025 - 01:20
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La Dop economy: un motore per l’economia agroalimentare italiana

La Dop economy, quella cioè legata ai prodotti Dop e Igp, rappresenta un settore chiave per l’agroalimentare italiano, con un impatto significativo su occupazione, esportazioni e sviluppo locale. Un modello di produzione certificata che valorizza le eccellenze territoriali e garantisce qualità e tracciabilità, in un contesto il cui la contraffazione è una piaga con cui il made in Italy si scontra da decenni.

Il comparto Dop e Igp in Italia genera, secondo l’ultimo Rapporto Ismea-Qualivita, un valore economico pari ad oltre 20 miliardi di euro, con una crescita del +52% in dieci anni e un contributo del 19% al fatturato complessivo dell’agroalimentare italiano.

Una crescita costante, trainata sia dal consumo interno che dall’export, con un aumento delle esportazioni del 10% annuo negli ultimi cinque anni, elemento su cui inevitabilmente andrà a influire la politica dei dazi dell’Amministrazione Trump, essendo gli Stati Uniti fra i maggiori Paesi importatori dei prodotti agroalimentari italiani insieme con Germania e Francia.

L’economia legata alle denominazioni protette si fonda su 317 Consorzi di tutela autorizzati dal Ministero dell’Agricoltura, che coordinano il lavoro di oltre 194mila imprese delle filiere cibo e vino capaci di generare lavoro per quasi 850mila occupati. Numeri importanti che si sommano a quelli dell’indotto nel settore del turismo enogastronomico, con un aumento della domanda di esperienze legate alla degustazione e alla scoperta delle eccellenze locali.

Caserta e le sue eccellenze

Un’area geografica che sta puntando molto su questo fronte è la provincia di Caserta, che ha raggiunto il 15° posto a livello nazionale, prima del Sud Italia, per valore prodotto dalle denominazioni di origine protetta e indicazioni geografiche protette, al primo posto tra le province campane con un incremento nell’ultimo anno del 7,5%. Numeri trainati soprattutto dalla mozzarella di bufala, la cui produzione regionale – che genera un valore di circa 528 milioni di euro, quarto posto assoluto in Italia nel comparto food dopo Grana Padano, Parmigiano Reggiano e Prosciutto di Parma – avviene per oltre un terzo prodotta proprio nel Casertano.

Oltre al comparto della mozzarella, più giovane ma molto dinamico è anche quello relativo alla filiera vinicola casertana, che rappresenta una voce importante per il territorio grazie a Dop come Falerno del Massico, Aversa Asprinio e Galluccio, e a Igp come Terre del Volturno e Roccamonfina.

reggia di caserta
La Reggia di Caserta, simbolo dell’intera provincia casertana (Foto: Danjela Vata / Unsplash)

Il Consorzio Vitica, costituito da 107 soci attivi, tra viticoltori, vinificatori e imbottigliatori, è molto attivo nella valorizzazione di queste eccellenze vitivinicole locali, nel creare una rete virtuosa fra tutti i player del mercato e nel rafforzare – diffondendo anche un’adeguata cultura dell’accoglienza fra gli operatori – l’importanza dell’enoturismo, che passa certamente dal vino, ma anche dal paesaggio, dalle storie, dalla cultura che lo accompagnano. Lo fa anche attraverso diverse iniziative ed eventi, come per esempio  “Terra di Lavoro Wines”, la cui ultima edizione (la terza) si è tenuta all’interno della maestosa cornice della Reggia di Caserta. Un evento che ha accolto moltissimi produttori del territorio e oltre 3mila visitatori, rispondendo a quello che è – come sottolinea Cesare Avenia, presidente di Vitica – l’obiettivo primario del Consorzio: “sfruttare appieno la Dop economy, che è un’opportunità strategica per il nostro territorio, così ricco di eccellenze, mettendo in connessione produttori e consumatori, e creando un sistema integrato che possa portare beneficio economico a tutta la provincia”. Un approccio che ha ancora molto da dare in termini economici e non solo a quest’angolo del Belpaese, ma anche a tutta l’Italia.

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