F1, il futuro in Italia potrebbe essere compromesso. Ecco perché
Il futuro della F1 in Italia rischia di complicarsi maledettamente. Il governo è in procinto di commissariare l’ACI, presieduta dall’Ing. Angelo Sticchi Damiani, figura chiave nelle trattative per il prolungamento della presenza dei Gran Premi nostrani nel calendario della Formula 1. Il manager pugliese, nello scorso ottobre, è stato eletto per la quarta volta alla […]

Il futuro della F1 in Italia rischia di complicarsi maledettamente. Il governo è in procinto di commissariare l’ACI, presieduta dall’Ing. Angelo Sticchi Damiani, figura chiave nelle trattative per il prolungamento della presenza dei Gran Premi nostrani nel calendario della Formula 1. Il manager pugliese, nello scorso ottobre, è stato eletto per la quarta volta alla presidenza dell’ACI. Una longevità senza precedenti per gli enti pubblici non economici. Un record probabilmente poco gradito all’esecutivo di governo, al punto tale che nel “Decreto Emergenze” del 31 dicembre è spuntato un articolo.
Come diretta conseguenza è arrivato il sollevamento dall’incarico dell’ingegnere leccese, al volante dell’ACI dal 2011. La presidenza dovrebbe essere assegnata ad interim all’ex generale dell’Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette, al quale sarebbero affidati pieni poteri prima di nuove elezioni. Questo terremoto ai vertici dell’Automobile Club d’Italia rischia di compromettere i risultati raggiunti dal precedente mandato in ambito sportivo. Si parla addirittura della possibilità che l’ente possa progressivamente abbandonare il proprio impegno nel motorsport.
È bene sottolineare che il mandato di Sticchi Damiani, in sinergia con Liberty Media, ha consentito di riportare la F1 a Imola e di prolungare la permanenza di Monza in calendario fino al 2031, vincolata tuttavia alla realizzazione della seconda fase dei lavori di ammodernamento dell’impianto brianzolo. Un risultato straordinario, considerando che templi della velocità come Spa-Francorchamps hanno esteso la permanenza in calendario, ma non saranno presenti continuativamente, lasciando aperta la possibilità del turn-over con altri tracciati europei.
Del resto, l’incerto futuro di Imola e Monza è stato spesso ribadito da Liberty Media nella persona di Stefano Domenicali. “La F1 non può prescindere da Monza, ma ciò non significa avere un posto. Significa invece prendersi delle responsabilità e degli impegni. Ora dobbiamo rendere le strutture adeguate per chi fruisce di questo spettacolo. Mi riferisco a tifosi, partner, sponsor e squadre”, affermò il dirigente italiano alla vigilia del Gran Premio d’Italia della passata campagna.
F1, Italia: i problemi relativi al domani
La prima fase di ammodernamento del “Tempio della Velocità” ha avuto un costo pari a 21 milioni di euro. L’intero tracciato e la pit lane furono completamente scarificati, ricostruendo il sottofondo laddove richiesto e posando il nuovo tappetino di usura mediante l’impiego di miscele ad elevate prestazioni. La pavimentazione fu adeguata alle vigenti normative nazionali e internazionali, e le caratteristiche di flessibilità del nastro d’asfalto rendono ora il tracciato più performante, sia in termini di velocità che di resistenza.
Di seguito il dettaglio delle altre opere che furono effettuate:
- Riconfigurazione plano-altimetrica della pista con ridefinizione delle pendenze longitudinali e trasversali.
- Sostituzione e riadattamento plano-altimetrico di tutti i cordoli del circuito.
- Realizzazione di una nuova polifora sul lato interno del circuito con attraversamento dello stesso ogni 500 m.
- Miglioramento della raccolta e dello smaltimento delle acque del rettifilo partenze, in prossimità del pit wall e della pit lane.
- Progettazione di opere idrauliche per la raccolta e lo smaltimento delle acque lungo la pista.
- Realizzazione di strade di accesso tra le postazioni dei commissari di percorso e la pista.
- Modifica delle vie di fuga della Prima e della Seconda Variante: da via di fuga pavimentata a via di fuga in ghiaia.
Come dicevamo, la storica tappa italiana del Mondiale di F1 è comunque vincolata a una seconda fase di opere di riqualificazione dell’impianto. La fase due prevede la realizzazione di tribune da 6.000 nuovi posti a sedere e un nuovo paddock club con copertura realizzata con materiali compatibili con il parco e che siano removibili.
L’estensione del contratto fino al 2031 era vincolata a precise raccomandazioni in merito alla realizzazione dei suddetti lavori. E ora cosa succederà? Difficile dirlo, ma se il futuro di Monza è in bilico, quello di Imola è ancora più complesso. La presenza del tracciato intitolato a “Enzo e Dino Ferrari” nel calendario è prevista fino al 2025. Successivamente potrebbe essere presa in considerazioni nella rotazioni con altri circuiti europei destinati a essere sempre più in numero inferiore.
Anche per quanto riguarda l’impianto che sorge sulle rive del fiume Santerno, l’eventuale organizzazione di future edizioni del gran premio dell’Emilia Romagna è vincolato ad opere di riqualificazione del tracciato sempre più onerose in termini di costi. In questo contesto l’uscita di scena dell’interlocutore italiano di Liberty Media rende il futuro delle gare sul suolo italiano sempre più incerto.
Autore: Roberto Cecere – @robertofunoat
Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv