Decreto bollette, 84 emendamenti inammissibili: stop a bonus e incentivi

Stop a sconto in fattura, bonus elettrodomestici e fringe benefit: nel dl bollette 2025 bocciati 84 emendamenti, tra cui proposte bipartisan e misure per le imprese

Mar 26, 2025 - 14:14
 0
Decreto bollette, 84 emendamenti inammissibili: stop a bonus e incentivi

Pioggia di inammissibilità sul decreto bollette: sono 84 gli emendamenti respinti durante l’esame in commissione Attività produttive alla Camera. Tra le proposte bocciate figurano modifiche a misure attese come il bonus elettrodomestici 2025, gli incentivi per la transizione energetica e la protezione contro le catastrofi naturali.

Il verdetto è arrivato in giornata e coinvolge emendamenti presentati da esponenti della maggioranza e dell’opposizione. Colpite anche proposte firmate da nomi di rilievo come Silvio Giovine (FdI) e Marco Osnato (presidente della commissione Finanze). C’è però ancora tempo per le richieste di riesame.

Cosa esce dal decreto bollette

Complessivamente erano stati 323 gli emendamenti presentati, molti dei quali miravano a rafforzare le misure di sostegno a famiglie, aziende e territori. Di questi, 84 sono stati dichiarati inammissibili, tra cui alcune delle proposte più discusse delle ultime settimane.

Salta, per esempio, la modifica al bonus elettrodomestici 2025, che avrebbe introdotto lo sconto in fattura ed eliminato il vincolo della classe energetica. L’emendamento, presentato da Silvio Giovine (FdI), puntava a cambiare l’accesso all’incentivo, ma è stato respinto nella fase preliminare dell’iter parlamentare.

Bocciata anche la proposta, sempre a firma Giovine, che prevedeva il rinvio di sette mesi dell’obbligo per le imprese di assicurarsi contro le catastrofi naturali, un tema su cui si era recentemente espresso anche Confindustria, chiedendo più tempo per adeguarsi. Il vice presidente Angelo Camilli aveva sottolineato la complessità dell’entrata in vigore: “Il decreto è stato pubblicato solo a fine febbraio, e serve tempo per informarsi, valutare i rischi, ottenere preventivi e chiarire l’accesso alle agevolazioni pubbliche”.

Le misure escluse: fringe benefit e servizi locali

Tra gli emendamenti respinti compare anche quello del presidente della commissione Finanze, Marco Osnato (FdI), che proponeva di escludere le auto aziendali prenotate nel 2024 ma in consegna nel 2025 dal nuovo sistema di tassazione dei fringe benefit. Una misura pensata per tutelare chi aveva già pianificato l’acquisto prima dell’entrata in vigore del nuovo regime fiscale.

Inammissibile anche una proposta bipartisan, condivisa da maggioranza e opposizione, per istituire un fondo a sostegno di Comuni, Città metropolitane e Province, con l’obiettivo di garantire la continuità dei servizi energetici.

Infine, è stata fermata anche l’iniziativa congiunta di FI, Lega e M5S per incentivare la riconversione dei container dal gasolio alle batterie elettriche. La proposta voleva supportare la decarbonizzazione nella logistica e nei trasporti, ma è stata esclusa dal decreto in discussione.