Dazi Usa: più colpite le regioni del Sud, la Puglia in controtendenza. Meno esposte quelle del Nord grazie a una maggior diversificazione| L’analisi della Cgia

In Italia, l’introduzione dei dazi voluta dall’amministrazione Trump potrebbe penalizzare in particolare le esportazioni del Mezzogiorno. Lo rileva la Cgia di Mestre, spiegando che, a differenza del resto del Paese, la quasi totalità delle regioni del Sud presenta una bassa diversificazione dei prodotti venduti nei mercati esteri. Pertanto, se dopo l’acciaio e l’alluminio gli Stati […] L'articolo Dazi Usa: più colpite le regioni del Sud, la Puglia in controtendenza. Meno esposte quelle del Nord grazie a una maggior diversificazione| L’analisi della Cgia proviene da Osservatorio Riparte l'Italia.

Mar 25, 2025 - 10:29
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Dazi Usa: più colpite le regioni del Sud, la Puglia in controtendenza. Meno esposte quelle del Nord grazie a una maggior diversificazione| L’analisi della Cgia

In Italia, l’introduzione dei dazi voluta dall’amministrazione Trump potrebbe penalizzare in particolare le esportazioni del Mezzogiorno.

Lo rileva la Cgia di Mestre, spiegando che, a differenza del resto del Paese, la quasi totalità delle regioni del Sud presenta una bassa diversificazione dei prodotti venduti nei mercati esteri.

Pertanto, se dopo l’acciaio e l’alluminio gli Stati Uniti – e, a catena, altri Paesi – decidessero di innalzare le barriere commerciali anche su altri beni, gli effetti negativi per il nostro sistema produttivo potrebbero colpire maggiormente i territori dove l’export è fortemente condizionato da pochi settori merceologici.

La regione che a livello nazionale presenta l’indice di diversificazione peggiore è la Sardegna (95,6%), dove domina l’export dei prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio.

Seguono il Molise (86,9%) – caratterizzato da un peso particolarmente elevato della vendita di prodotti chimici, materie plastiche, gomma, autoveicoli e prodotti da forno – e la Sicilia (85%), che presenta una forte vocazione nella raffinazione dei prodotti petroliferi.

Tra le realtà territoriali del Mezzogiorno, solo la Puglia presenta un livello di diversificazione elevato (49,8%), un dato che la colloca al terzo posto a livello nazionale tra le regioni potenzialmente meno a rischio da un’eventuale estensione dei dazi ad altri prodotti merceologici.

Ad eccezione della Puglia, le aree geografiche teoricamente meno in pericolo sono tutte del Nord. La Lombardia (con un indice del 43%) è ipoteticamente la meno a rischio, seguita dal Veneto (46,8%), dalla Puglia (49,8%), dal Trentino-Alto Adige (51,1%), dall’Emilia-Romagna (53,9%) e dal Piemonte (54,8%).

La nostra voce merceologica più venduta al mondo è costituita da medicinali e farmaci, che nel 2024 hanno raggiunto un valore economico di quasi 50,8 miliardi di euro (+10,3% rispetto al 2023). Seguono le altre macchine di impiego generale (forni, bruciatori, macchine e apparecchi di sollevamento/movimentazione, etc.) con 34 miliardi (+2%), le macchine di impiego generale (motori, turbine, compressori, pompe, etc.) con 29 miliardi (+0,1%), le altre macchine per impieghi speciali (per la metallurgia, l’industria alimentare, lavanderie, TAC, etc.) con 24 miliardi (-3%) e gli autoveicoli con 23,8 miliardi (-16,7%).

Da segnalare lo straordinario risultato ottenuto dal settore della gioielleria e lavorazione delle pietre preziose, che nel 2024 ha raggiunto i 15,9 miliardi di export (+38,9% rispetto al 2023).

Nel complesso, le esportazioni italiane nel 2024 hanno toccato i 623,5 miliardi di euro, registrando una flessione di 2,4 miliardi (-0,4%) rispetto al 2023. Tuttavia, rispetto al 2019, anno pre-Covid, il nostro export è cresciuto di ben 143 miliardi (+30%).

La regione leader rimane la Lombardia, con 163,9 miliardi di vendite all’estero, seguita dall’Emilia-Romagna con 83,6 miliardi e dal Veneto con 80,1 miliardi. Da segnalare il quarto posto raggiunto dalla Toscana, che, grazie in particolare ai medicinali e alla lavorazione di gioielli e pietre preziose, ha registrato 63 miliardi di export, superando il Piemonte, che sconta la grave crisi del settore automotive in tutta Europa.

Rispetto al 2023, nel 2024 la Toscana ha visto aumentare il valore delle esportazioni di 7,5 miliardi (+13,6%).

A livello provinciale, Milano si conferma leader con 57,9 miliardi di export nel 2024, seguita da Torino (25,7 miliardi) e Firenze (24,5 miliardi), quest’ultima in forte crescita grazie alla vendita all’estero di medicinali e preparati farmaceutici. Subito fuori dal podio troviamo Vicenza (22,7 miliardi), Bergamo (20,6 miliardi) e Brescia (20,1 miliardi).

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