Cioccolato sempre più caro? Colpa (anche) delle miniere d’oro illegali, ti spiego perché
I prezzi del cioccolato sono sempre più alti e ce ne stiamo accorgendo anche ora che si avvicina la Pasqua, con le tradizionali uova già in bella mostra nei supermercati. Proprio ieri, il Codacons ha pubblicato un’indagine che segnala un aumento medio del prezzo delle uova di cioccolato di circa il rispetto allo scorso anno....

I prezzi del cioccolato sono sempre più alti e ce ne stiamo accorgendo anche ora che si avvicina la Pasqua, con le tradizionali uova già in bella mostra nei supermercati. Proprio ieri, il Codacons ha pubblicato un’indagine che segnala un aumento medio del prezzo delle uova di cioccolato di circa il rispetto allo scorso anno.
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Ma questo rincaro non è una novità: da tempo, il cacao sta attraversando una crisi profonda, con prezzi che hanno raggiunto dei veri e propri record, superando i 10.000 dollari per tonnellata. Le cause? Sappiamo che i cambiamenti climatici, i parassiti delle piante e le instabilità geopolitiche sono stati fattori determinanti ma c’è un ulteriore elemento che pesa sul settore e di cui si parla davvero poco: le miniere d’oro illegali.
Cosa c’entrano le miniere d’oro illegali con il cacao
Secondo un’inchiesta del Financial Times, in Ghana – uno dei principali produttori di cacao al mondo – l’estrazione illegale dell’oro sta aggravando ulteriormente la situazione già critica del cioccolato.
Il fenomeno ha radici profonde: il Ghana, noto come la “Costa d’Oro” durante il periodo coloniale, ha infatti una lunga storia legata all’estrazione aurifera. Oggi però le miniere illegali si stanno moltiplicando, distruggendo vaste aree di coltivazione di cacao e contaminando suolo e acqua con sostanze tossiche come mercurio, arsenico e piombo.
Il Ghana Cocoa Board stima che oltre 19.000 ettari di piantagioni siano stati riconvertiti in miniere illegali e questa situazione sta creando un circolo vizioso: la crescente difficoltà nel mantenere profitti sostenibili dalle coltivazioni di cacao spinge sempre più agricoltori ad abbandonare i campi per cercare fortuna nelle miniere. Ma così facendo, non si fa altro che peggiorare ulteriormente la crisi ambientale e produttiva.
Le nuove strategie nel settore del cacao
Per fronteggiare questa emergenza, alcune aziende stanno esplorando nuove strategie per valorizzare l’intero frutto del cacao, non solo le fave. Questo approccio, noto come upcycling, prevede l’utilizzo della polpa e della buccia (ad oggi considerati scarti), riducendo gli sprechi e creando nuovi prodotti alimentari sostenibili.
La polpa, ad esempio, può essere disidratata e trasformata in polvere, poi impiegata per realizzare bevande e snack. I suoi zuccheri, invece, vengono estratti per creare un dolcificante non raffinato dal sapore caratteristico, da utilizzare sempre all’interno di altri prodotti. La buccia può essere infine triturata e utilizzata per produrre cacao ricco di fibre.
Alcune aziende, come Barry Callebaut, hanno già lanciato linee di ingredienti derivati dall’intero frutto e anche Lindt & Sprüngli, in collaborazione con la startup Koa, ha sviluppato una barretta che include la polpa di cacao, una novità che ancora non è disponibile in Italia.
Per rendere queste soluzioni sempre più diffuse, anche i consumatori giocano un ruolo fondamentale. Uno studio pubblicato su Q Open ha dimostrato che le campagne di comunicazione emotive, capaci di suscitare sentimenti di rabbia o gioia, sono più efficaci nel breve periodo per sensibilizzare sull’acquisto di prodotti sostenibili ma per un impatto più duraturo, le informazioni razionali e dettagliate risultano essere più incisive e in grado di guidare scelte consapevoli a lungo termine.
Cosa possiamo fare come consumatori
Nel nostro piccolo abbiamo un grande potere. Con la Pasqua alle porte, ma anche ogni volta che facciamo acquisti, è importante riflettere sull’impatto delle nostre scelte. Optare per prodotti certificati, che assicurino condizioni di lavoro dignitose e rispettino l’ambiente, può essere un passo fondamentale per spezzare il circolo vizioso che sta soffocando le comunità produttrici di cacao e promuovere un futuro più sostenibile.
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