Asset allocation, titoli finanziari: la view di Robeco

Da inizio anno le banche hanno battuto i principali benchmark e le società finanziarie statunitensi hanno registrato una crescita degli utili seconda solo a quella delle grandi imprese tecnologiche. E secondo Colin Graham, co-head of Sustainable Multi Asset e Patrick Lemmens, portfolio manager delle strategie Robeco Fintech e New World Financials di Robeco è possibile... Leggi tutto

Mar 18, 2025 - 17:40
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Asset allocation, titoli finanziari: la view di Robeco

Da inizio anno le banche hanno battuto i principali benchmark e le società finanziarie statunitensi hanno registrato una crescita degli utili seconda solo a quella delle grandi imprese tecnologiche. E secondo Colin Graham, co-head of Sustainable Multi Asset e Patrick Lemmens, portfolio manager delle strategie Robeco Fintech e New World Financials di Robeco è possibile che” il meglio debba ancora venire, poiché le innovative tecnologie finanziarie continuano a foggiare il futuro della finanza, il settore bancario americano va incontro a una serie di fusioni e i titoli finanziari europei cominciano a registrare performance positive”. Il settore finanziario beneficia attualmente di svariati fattori positivi e i due esperti prevedono che i tassi d’interesse e l’attività economica rimarranno elevati a lungo, sostenendo la redditività delle istituzioni finanziarie.

Le società finanziarie statunitensi continuano a generare utili e, pur restando dietro alle Big Tech, sono chiaramente in testa rispetto all’S&P 500. Non stupisce che negli ultimi 12 mesi i mercati azionari e del debito abbiano registrato rialzi pronunciati.

Attenzione però, avvertono Graham e Lemmens: “A nostro avviso le buone notizie sono già in gran parte scontate nelle quotazioni, per cui a livello di indice le valutazioni non sono più convenienti rispetto al passato; tuttavia, con la gestione attiva si possono ancora trovare i migliori titoli all’interno del settore e rispetto ad altri”.

Comunque, in prospettiva, a detta di Robeco, l’attività sui mercati dei capitali è in aumento, con una solida pipeline di operazioni di M&A e IPO, grazie alla deregolamentazione promessa negli Stati Uniti in tutti i settori e nel comparto bancario. L’Europa è in ritardo su questo fronte e difficilmente beneficerà di un allentamento della regolamentazione, ma il continente può contare su minori costi della raccolta grazie ai tagli dei tassi della BCE.

Riduzione della burocrazia

“Molto dipende dalla regolamentazione, che secondo le previsioni sarà ridotta negli Stati Uniti ma rimarrà elevata in Europa, nonché dalla futura traiettoria dei tassi d’interesse, che determinano i margini di interesse netti, ossia la differenza tra i tassi attivi e passivi per gli istituti di credito”, fanno notare Graham e Lemmens.

Ancora, “In Europa e in Cina si registra un’attività economica superiore alle attese, per cui è necessario che l’economia USA rallenti, anche se le probabilità di recessione restano basse”.

“La decelerazione della crescita statunitense favorirebbe una diminuzione dei tassi d’interesse, sostenendo i margini d’interesse netti, uno sviluppo essenziale per sostenere la redditività. La domanda di finanziamenti al di fuori dei prestiti al consumo rimane debole ed è soddisfatta per la maggior parte dal credito privato, che beneficia di minori oneri normativi. Bisogna notare che la prospettiva di tassi più alti più a lungo negli Stati Uniti e l’inasprimento dei criteri per la concessione di finanziamenti sostengono i titoli di debito finanziari più costosi, come gli AT1 e le obbligazioni contingent convertible (CoCo bond)”, spiegano gli esperti di Robeco.

M&A a tutto spiano

Uno dei maggiori fattori di sostegno è il previsto consolidamento del settore bancario statunitense, che conta centinaia di piccole banche regionali i cui modelli di business sono stati stravolti dalle aziende fintech e che potrebbero avere dimensioni troppo ridotte per poter sopravvivere in assenza di fusioni. I risultati delle elezioni statunitensi hanno galvanizzato i team di M&A, che si aspettano un regime normativo molto più permissivo sotto l’amministrazione Trump 2.0; in questo quadro, l’attenzione dei responsabili di tali operazioni si concentrerà sul settore finanziario in generale, e sul comparto fintech globale in particolare.

“In un’ottica futura, la pipeline di operazioni di M&A e di IPO fornirà, secondo noi, una spinta importante alle banche regionali statunitensi, affette da un’eccessiva frammentazione, favorendo anche il consolidamento dei settori bancario e immobiliare cinesi. A dispetto delle obiezioni sollevate da alcuni politici, l’auspicio di un aumento delle fusioni transfrontaliere espresso dalla BCE dovrebbe tradursi in un’accelerazione delle operazioni di M&A nel settore finanziario europeo”, concludono Graham e Lemmens.