Trump alla guerra commerciale | L’analisi di Andrea Boitani

Che cosa intende Donald Trump quando afferma che “l’Unione Europea si è formata per fotterci”? A parte il linguaggio non propriamente presidenziale, la UE “fotterebbe” gli Stati Uniti perché: Il primo punto contiene degli elementi di verità, anche se va ricordato che gli USA furono i primi a convenire sull’opportunità che Germania e Italia non […] L'articolo Trump alla guerra commerciale | L’analisi di Andrea Boitani proviene da Osservatorio Riparte l'Italia.

Mar 26, 2025 - 11:29
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Trump alla guerra commerciale | L’analisi di Andrea Boitani

Che cosa intende Donald Trump quando afferma che “l’Unione Europea si è formata per fotterci”? A parte il linguaggio non propriamente presidenziale, la UE “fotterebbe” gli Stati Uniti perché:

  1. beneficia dell’ombrello difensivo americano senza contribuire adeguatamente al pagamento dei costi;
  2. i paesi UE vantano un surplus di bilancia delle partite correnti nei confronti degli USA anche grazie al fatto che il dollaro, nonostante il deficit con l’estero, non si svaluta perché è valuta di riserva mondiale;
  3. i paesi UE proteggono le loro produzioni con dazi e imposte sul valore aggiunto (!);
  4. l’espansione in Europa delle grandi piattaforme tecnologiche americane è ostacolata dalle mille regole imposte dagli europei.

Il primo punto contiene degli elementi di verità, anche se va ricordato che gli USA furono i primi a convenire sull’opportunità che Germania e Italia non si riarmassero, dopo i milioni di morti che avevano provocato tra il 1939 e il ‘45.

E tutti i governanti americani, finora, hanno interpretato con convinzione il ruolo di gendarmi del mondo. Un ruolo che ha i suoi costi, ma conferisce un bel po’ di potere e di tonico all’orgoglio nazionale (americano), così come sapere che il dollaro è valuta di riserva mondiale.

Gli altri punti sono molto più dubbi o palesemente falsi. Vero che i paesi europei hanno da molto tempo un ingente surplus di partite correnti, ma dalla fine del 2022 non più nei confronti degli USA (fa eccezione il terzo trimestre del 2024).

Quella che sta sempre più peggiorando per la UE (e quindi migliorando per gli USA) è la bilancia relativa ai servizi immateriali e agli acquisti di diritti di proprietà intellettuali, forniti dalle Big Tech americane.

Inoltre, se gli USA hanno un permanente deficit di partite correnti con il resto del mondo (Europa a parte) non è per un generale desiderio di “fottere” gli USA, ma perché la domanda interna americana (sostenuta dal debito privato) eccede le capacità dell’offerta.

Come ha notato Federico Fubini sul Corriere della Sera, Trump sembra (o vuole) ignorare che l’eccesso di risparmio europeo, da un lato, finanzia abbondantemente il crescente debito pubblico americano (fino a essere il compratore determinante per fare il prezzo) e, dall’altro, contribuisce all’espansione dei grandi asset manager americani, che sono in pochi anni diventati tra i maggiori azionisti delle più grandi imprese (in primo luogo nel Big Tech e nelle infrastrutture) prima in America e ora in Europa.

Ci sono fili più importanti dell’alluminio, delle Mercedes e del parmigiano che legano le due sponde dell’Atlantico. Trump, nell’interesse del suo Paese, non dovrebbe spingere l’Europa a reciderli.

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